APPROVATO IL BILANCIO 2018 DELLA FONDAZIONE CR TORTONA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   12/06/2019 00:00:18 

 

Per la prima volta con il segno meno

 

L’anno orribile per la finanza, il 2018, ha pesato, e molto, sul bilancio della Fondazione Cr Tortona che per la prima volta ha chiuso con il segno meno dinnanzi al risultato finale. Meno 5 milioni 697.506 euro, a fronte di un utile 2017 di 5,1 milioni di euro! Ma, appunto, la colpa è da attribuirsi proprio alla estrema volatilità del mercato finanziario mondiale che lo scorso anno ha fatto segnare risultati ampiamente negativi, soprattutto nei mesi di novembre e dicembre (borsa italiana -16,2%, tedesca -18,26%, mentre l’americana si è attestata sul -7,61%) e -2,80% di media nel mercato obbligazionario, ove per altro sono allocati gran parte dei “beni” della Fondazione. Il bilancio è stato approvato a fine mese di aprile dal comitato di indirizzo che ha discusso ma che si è trovato in assoluta linea di intenti con il consiglio d’amministrazione e presentato sabato scorso ai soci. Ma prendiamo alcuni dati significativi: il totale dell’attivo è di 233 milioni 601.968 euro, diminuito di 7 milioni, mentre il patrimonio netto è di 212 milioni 206.735 euro (nel 1992 era di poco più di 40 milioni!). I fondi per l’attività di istituto sono diminuiti di circa 2 milioni (da 19,8 a 17,6) mentre le erogazioni deliberate sono lievemente aumentate da  2 milioni 748.428 a 3 milioni 32.627. Il conto economico, invece, risente come detto delle gestioni patrimoniali (-2,6 milioni contro +2,1 dell’anno precedente) e della rivalutazione degli strumenti finanziari (-2,3 milioni contro +1,9 milioni). Diciamo subito per la maggior parte delle persone che non sono avvezze a leggere i bilanci, che la salute della Fondazione è quella che si poteva registrare lo scorso anno di questi giorni, o gli anni precedenti: insomma nessun allarme. La Fondazione, del resto, ha erogato, nel corso del 2018, 2 milioni 273.294 euro finanziando 103 progetti, portando così le erogazioni dal 2000 ad oggi ad oltre 56 milioni, e quindi rimanendo poco sotto la media del periodo. Il settore più privilegiato è sempre quello dell’assistenza agli anziani (24 milioni) seguito da quello per l’arte (8,9 milioni) e per la salute pubblica (8,5 milioni) e poi via via educazione ed istruzione (6,1), sviluppo locale (2,4) oltre a 6 milioni spalmati in una svariata serie di interventi nei vari settori. E così è stato per l’anno scorso: 605 mila euro per gli anziani, 551 mila per arte e beni culturali, 409 mila per educazione ed istruzione, 298 mila per la miriade di interventi di carattere minore, 163 mila per la salute, 74 mila per lo sviluppo locale. Interessante anche vedere che il 28% circa delle erogazioni sono comprese tra i 25 mila ed i 100 mila euro, seguite a ruota da quelle oltre i 500 mila euro. Le erogazioni fino a 5 mila euro sono il 5% del totale, quelle fino a 25 mila poco più del 20%. A questo proposito ci pare giusto ricordare che il 36% delle risorse a disposizione per il perseguimento degli scopi statutari è stato destinato all’implementazione dei servizi sanitari e socio assistenziali con particolare riferimento alla Lisino ed al centro di ascolto medico, della cui lodevole attività abbiamo scritto poche settimane fa. Il 18% delle risorse è stato destinato alla formazione scolastica in particolare alle 19 borse di studio agli studenti che hanno superato la maturità lo scorso anno ed il rinnovo di 25 borse di studio che avevano già partecipato al bando negli anni precedenti. E poi va ricordata la spesa di 172 mila euro per acquisto di beni ed attrezzature per le scuole di ogni ordine e grado. Ed ancora 133.500 euro per la Polisportiva, il Derthona nuoto e l’Audax Orione; 59 mila per la manutenzione  del parco del Castello; 95 mila a favore del comune tortonese per i lavori di manutenzione dello Chalet. Ed infine i dati per le erogazioni 2019, il cui totale ammonta a 2,5 milioni: 700 mila per gli anziani, 475 mila per educazione ed istruzione, 300 mila per salute pubblica, 475 mila per arte, attività e beni culturali, 350 mila per sviluppo locale (da evidenziare in questo settore il contrasto al disagio sociale ed alle nuove forme di povertà), 200 mila per interventi di minore rilevanza, quelli che si potrebbero chiamare “a pioggia”.