AVOLASCA DICE NO AL 5G 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   03/07/2019 00:00:02 

 

Il paese è stato scelto, assieme a Villaromagnano e Montemarzino, per sperimentare la nuova tecnologia

 

Il comune di Avolasca è il primo comune del Tortonese, dei tre interessati, gli altri due sono Villaromagnano e Montemarzino, che prende posizione contro la sperimentazione della tecnologia 5G sul territorio comunale. In una delle prime delibere della giunta di Michele Gragnolati, infatti, ci si “impegna” • ad adottare un’ordinanza contingibile ed urgente per sospendere la sperimentazione del 5G sul territorio comunale in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer; • ad esprimere (fino a quando non sarà garantita la completa sicurezza di questa nuova tecnologia) parere negativo riguardo l’estensione sul territorio comunale della nuova tecnologia 5G aderendo alla richiesta di moratoria, promuovendo allo stesso tempo soluzioni tecnologiche sicure ed a basso impatto ambientale e sanitario; • ad astenersi per il futuro dall’autorizzare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove tecnologie come il 5G che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale; • a minimizzare il rischio sanitario sui campi elettromagnetici promuovendo un tavolo tecnico sanità/ambiente volto a monitorare le ripercussioni dei campi elettromagnetici su popolazione ed ecosistema”.

Molto lunghe sono anche le premesse della delibera nelle quali si ricorda che la fase di sperimentazione del 5G è del 2017 e che “numerosi attendibili e qualificati studi medico scientifici nazionali ed internazionali attestano la potenziale nocività per la salute umana delle onde elettromagnetiche, emesse da tecnologia di comunicazione senza fili” e che “secondo le previsioni la copertura sul 98% del territorio italiano del 5G potrebbe comportare l’innalzamento dei limiti di legge per la soglia d’irradiazione elettromagnetica dagli attuali e cautelativi 6V/m ai più elevati e rischiosi 61 V/m”. A supporto di questi timori la delibera cita anche un recente documento del comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti della Commissione Europea che afferma che “il 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche” ed il fatto che i ricercatori “stimano che circa il 3% della popolazione mondiale abbia gravi sintomi associati alla elettrosensibilità mentre un altro 35% della popolazione ha sintomi moderati come deficit del sistema immunitario o malattie croniche”. Sarà molto interessante vedere come andrà a finire, quale sarà la posizione degli altri due comuni del Tortonese e degli altri 5 (Solonghello, Prasco, Pontestura, Ricaldone, Gabiano) dell’Alessandrino interessati.