PRIMA RIUNIONE PER LE SCUOLE DI VIALE KENNEDY: SI RICOSTRUISCE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   10/07/2019 00:00:19 

 

Venerdì scorso in sala “Romita” si è tenuto il primo incontro fra l’amministrazione comunale ed il comitato costituito da insegnanti e genitori degli alunni dell’istituto Comprensivo Tortona B. Erano presenti oltre al sindaco anche il presidente del consiglio comunale Giovanni Ferrari Cuniolo, l’assessore all’istruzione Marzia Damiani, il consigliere Matteo Fantone ed i dirigenti Francesco Gilardone e Luisa Iotti. Scopo dell’incontro, fare il punto sulla situazione degli edifici scolastici di viale Kennedy, da un anno chiusi per inagibilità, oltre a discutere le altre problematiche riguardanti il comprensivo, attualmente suddiviso in tre poli: via Bidone nei locali dell’ex scuola materna “Regina Margherita”, piazzale Mossi nell’edificio un tempo occupato dalla Casa di Carità Arti e Mestieri e via Bonavoglia nell’ex sede della facoltà universitaria di infermieristica, dove sono stati anche trasferiti gli uffici della direzione. In merito agli edifici scolastici di viale Kennedy, è stata ribadita la necessità di procedere ad una sostituzione edilizia: il comune ha già partecipato nei mesi scorsi ad un bando ministeriale per finanziare la progettazione, di cui si attende ora l’esito. Durante la serata è stata anche presentata una mappa con la possibile nuova collocazione degli edifici tenendo conto delle attuali norme: l’ipotesi progettuale prevede quindi la realizzazione di un nuovo edificio per ospitare la scuola primaria (elementare) con un’area verde adiacente. A fianco, un blocco servizi per la mensa ed un nuovo edificio costruito dove ora si trova il parcheggio di fronte all’asilo “Mary Poppins” che ospiterebbe la scuola secondaria di primo grado. Una volta completata la fase di progettazione sarà necessario reperire i fondi per la realizzazione. Perché il quartiere San Bernardino torni ad avere le sue scuole occorrerà ragionevolmente un tempo di almeno 3/4 anni. Fra le altre problematiche trattate, la possibilità in via Bidone di utilizzare i locali al primo piano e nel seminterrato, al momento chiusi; la pulizia e sistemazione della parte esterna dell’edificio di via Bonavoglia con la richiesta di riparare la recinzione nella parte retrostante l’edificio. Sempre per via Bonavoglia è stata richiesta la possibilità di installare un impianto di condizionamento nelle aule. Questione più complessa è quella riguardante il trasporto degli alunni: con il trasferimento del Comprensivo l’amministrazione comunale, lo scorso anno, aveva attivato una linea dedicata con un costo per l’utenza molto contenuto pari a 30 euro per tutto l’anno, in pratica quanto gli utenti delle altre scuole pagano in un mese. Il servizio è stato utilizzato da 99 alunni, per un introito di poco meno di 3.000 euro, a fronte di una spesa di circa 30 mila. “Una spesa che, a norma di legge, non è più consentito al comune di sostenere per il futuro, ma che in considerazione della particolarità del caso - ha dichiarato il sindaco Chiodi - sarà rimodulata cercando di tenere il più possibile in considerazione le esigenze degli utenti”. Su questo punto sono poi state avanzate, da genitori ed insegnanti, alcune proposte: permettere di usufruire del servizio solo all’andata, o al ritorno, fare più linee di scuolabus per le elementari (molto difficile da realizzare, perché occorrono pulmini adatti ed accompagnatori, e soprattutto un punto di ritrovo all’uscita da scuola “sicuro” con i genitori presenti) ed altri suggerimenti che, stante le finanze comunali e lo stato di grande crisi di Arfea, non crediamo siano realizzabili. Del resto ricordiamo che il trasporto alunni è un “servizio a domanda individuale” il cui costo per legge dovrebbe essere interamente ricoperto dalle tariffe: così non è mai stato, e soprattutto non lo è stato per le scuole trasferite da viale Fratelli Kennedy perchè, grazie ad un escamotage, è considerata linea dedicata ed a scadenza, ma chiedere anche una specie di servizio a domicilio (come è stato avanzato da qualcuno) ci pare veramente troppo. Successivamente abbiamo constatato di persona che le condizioni esterne all’edificio di via Bonavoglia sono veramente molto brutte e, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico il comune dovrà intervenire per sistemare l’area e, soprattutto, per renderla inaccessibile ai vandali.

 

Nella prima foto: l’idea progettuale per le nuove scuole nel quartiere di San Bernardino