CSR, GESTIONE AMBIENTE E AFFIDAMENTO VENTENNALE: I DUBBI SOLLEVATI DA UN SEGRETARIO COMUNALE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   24/07/2019 00:00:17 

 

Tutto quanto viene riportato tra virgolette è tratto dalla corrispondenza che siamo riusciti a reperire tra il sindaco di Guazzora Cereda, il segretario e responsabile della prevenzione della corruzione Salvemini ed il Csr. La prima missiva è del 18 giugno a firma Cereda inviata a Gestione Ambiente nella quale si legge: “siamo lieti di apprendere che, seppur con colpevole ritardo, avete riconosciuto la correttezza delle nostre posizioni, sintetizzate nella vostra proposta di risoluzione della controversia che riteniamo accoglibile con le seguenti precisazioni: prima di procedere alla fatturazione a consuntivo di cui al punto 2) codesta società trasmetterà al comune le certificazioni dei costi di recupero, trattamento e smaltimento a firma Srt, nonché le certificazioni dei ricavi da parte di Anci Conai. Tali importi verranno confrontati con gli analoghi costi e ricavi relativi all’esercizio precedente (2018) e solo la parte differenziale potrà essere fatturata al comune da parte di Gestione Ambiente, in aderenza al dettato contrattuale”. Insomma pare di capire che il sindaco di Guazzora avesse chiesto chiarimenti a Gestione Ambiente sui costi, ritenendo che non fossero in linea, ottenendo soddisfazione. Più avanti si legge “la nostra unica finalità non è certo recuperare circa 2.000 euro all’anno di costi di raccolta, ma ottenere risposte chiare e convincenti sulla fase di applicazione e di gestione della concessione ventennale del servizio di raccolta, nell’interesse della comunità che mi onoro di amministrare”. Qualcosa di più si comprende leggendo, a parte, il testo della delibera del consiglio comunale di Guazzora svoltosi l’11 giugno, proprio su questo tema, che abbiamo pubblicato sullo scorso numero a pagina 12. Con la stessa data il segretario comunale e responsabile prevenzione della corruzione Massimo Salvemini invia a Csr, Gestione Ambiente ed a tutti i sindaci dei comuni del sub ambito Novese e Tortonese una lunga missiva, articolata in 8 pagine, di cui riportiamo gli aspetti principali. Salvemini inizia ricordando che il 10 dicembre dello scorso anno aveva inviato al Csr una richiesta di “informazioni e chiarimenti in merito all’affidamento del servizio a Gestione Ambiente spa” nella quale faceva presente di aver analizzato gli atti di affidamento del servizio di igiene ambientale da parte di Csr  facendo attenzione al fatto che il “consorzio aveva utilizzato lo strumento della proroga e tramite questo strumento ha affidato per 20 anni il servizio a Gestione Ambiente”. Nella lettera di risposta del Csr si leggeva: “diverse criticità erano state sollevate dagli organi tecnici e dallo stesso segretario del consorzio ma l’assemblea ha ritenuto che le criticità evidenziate non fossero tali da inibire il processo faticosamente delineato”. Su questo punto il segretario Salvemini scrive “il segretario (del consorzio, ndr) confermava che le criticità ed i punti di debolezza esistevano, erano stati rilevati, ma l’assemblea dei sindaci (alcuni dei quali da me personalmente richiesti, hanno dichiarato di non essere mai stati informati di tale circostanza) aveva ritenuto ugualmente di proseguire sotto la completa ed esclusiva responsabilità dei soggetti votanti in assemblea sulla base di un parere legale prodotto da Gestione Ambiente (quindi dalla stessa società affidataria, interessata direttamente e personalmente alla positiva conclusione del procedimento di affidamento!)”. “Lo scrivente ritiene che tale sbrigativa chiusura della problematica non tenga conto dei principi del buon andamento dell’azione amministrativa e del perseguimento del pubblico interesse, in particolar modo nel caso di un affidamento di un servizio pubblico di durata ventennale dell’importo di circa 400 milioni di euro, per i soli «servizi di base» senza conoscere i cosiddetti «servizi a misura» che l’affidatario si riserva di farsi remunerare «sulla base di uno specifico preventivo» da farsi di volta in volta, comune per comune, a discrezione dell’affidatario”. Da qui la necessità, per il segretario Salvemini, di informare tutti i comuni dell’ambito in quanto “non appare accertato che gli stessi, in tutte le componenti, siano mai stati messi al corrente con tempestività e chiarezza, delle questioni sopra evidenziate. Ciò in quanto il consorzio ha ritenuto corretto gestire il procedimento «in autonomia» senza coinvolgere consigli ed uffici comunali, nonostante la vigenza delle seguenti previsioni normative” e seguono 2 citazioni di leggi. “Sulla base del modello seguito da Csr, al contrario, i consigli comunali, gli organi interni di controllo tecnico e giuridico (segretario comunale), i revisori dei conti dei comuni aderenti sono esclusi in toto dal procedimento essendo solo il sindaco  che in totale libertà (anche in carenza di mandato da parte dell’ente che rappresenta) vota nell’assemblea consortile impegnando con tale voto per 20 anni la programmazione ed il bilancio del proprio ente. Della correttezza di questo modello, sicuramente più celere e snello, ma completamente alieno da verifiche e controlli tecnici e politici a livello comunale, può esser lecito dubitare”. Più avanti  nella lettera viene evidenziata un’altra criticità relativa alla suddivisione dell’ambito unico in 3 diversi sub ambiti gestiti da tre differenti soggetti giuridici (Gestione Ambiente, Econet e 5 Valli Servizi), decisione assunta dall’assemblea dei sindaci “che non solo ha deliberato di optare per 3 separati affidamenti ma ha anche deliberato, in contrasto con il parere dello stesso segretario che suggeriva una durata massima novennale, per l’approvazione di «dubbie concessioni ventennali»”. Per cui viene chiesto di “conoscere termini e modalità con cui esse sono state rese note (se sono state rese note) ai comuni ed ai sindaci”. Salvemini poi tocca il tasto, dolente, delle “motivazioni dell’affidamento del servizio a costi superiori a quelli del contesto piemontese desumibili dal rapporto Ispra”, rapporto che “riporta valori di costo  medi pari a 164,29 euro per abitante mentre per il contesto piemontese riporta un valore pari a 105,85 euro per abitante”. Vi è poi un capoverso apposito sul “rapporto fra la durata della proroga concessa e gli investimenti previsti nel nuovo affidamento” e soprattutto il paragrafo 4 “affidamento senza gara a Gestione Ambiente (ed addebito costi) del servizio di riscossione tariffa corrispettiva”. Il segretario Salvemini ritiene che “nonostante le previsioni contrattuali il servizio riscossione non sia affidabile nel periodo transitorio in quanto il contratto con il gestore del servizio rifiuti vigente nel 2013 era già scaduto al momento dell’affidamento (2016)”. E poi “non risulterebbe neppure applicabile la particolare disciplina di cui all’articolo 1 comma 668 legge 147/2013 per l’affidamento nel periodo «a regime» almeno fino a quando tutti i comuni dell’ambito non avranno adottato il sistema di misurazione puntuale della qualità dei rifiuti conferiti ed avranno applicato con regolamento consiliare la tariffa corrispettiva. La circostanza aggravante è che il costo di tale servizio di riscossione (pari a quasi 994 mila euro annui) ricompreso nei «servizi di base» parrebbe comunque addebitato ai comuni sin da subito (probabilmente dal 2016) indipendentemente dal fatto che il servizio venga effettivamente svolto oppure no”. Il paragrafo 6 si occupa “dell’uso della sommatoria dei Pef (impronta ambientale dei prodotti) 2015” affermando che “il tetto di spesa parrebbe calcolato erroneamente perché comprende anche i costi di pertinenza comunale che dovrebbero essere invece scorporati dal tetto di costo per poi essere aggiunti annualmente da ciascun comune”. In secondo luogo “la sommatoria Pef non viene in concreto assicurata «a parità di servizi resi», ma diminuendo la qualità / quantità dei servizi (esempio il comune di Castelnuovo Scrivia nel 2015 godeva, all’interno del Pef 2015, di 12 mesi di spazzamento mentre oggi, nei servizi base, sono ricompresi solo 2 mesi di spazzamento e viene richiesto un extra costo per ripristinare i servizi come nel 2015, vanificando di fatto il tetto di spesa)”. Infine nel capitolo delle criticità in sede di affidamento Salvemini rileva una “confusa previsione dei corrispettivi «a regime»” per cui secondo una sua interpretazione del dettato della concessione “ci troveremmo in presenza di una concessione a compenso indeterminato, liberamente determinabile dalla società mista pubblico privata concessionaria con le conseguenti ripercussioni sulla relativa validità ed efficacia”. La lettera al Csr volge alla fine con un capitolo intitolato “criticità in sede applicativa” nel quale si rileva che per i «servizi base» ci possa essere un “ulteriore costo (connesso a non si capisce quale prestazione corrispettiva) da pagarsi in aggiunta ai 994 mila euro già inseriti nei costi annuali dei «servizi di base»”, ricordando che vi è “un’assenza totale di ogni forma di garanzia a favore del concedente non prevedendo nessuna fidejussione di garanzia senza che sia neppure indicata la motivazione di questo esonero”. Il Csr risponde a stretto giro di posta, naturalmente respingendo le contestazioni e, soprattutto, ricordando che se i sindaci non hanno avvisato gli organi dei rispettivi comuni “ciò esula dalla sfera decisionale del consorzio”. Insomma se vi è stato silenzio non è colpa del consorzio al quale “non compete valutare il processo che porta ciascun sindaco a esprimersi in assemblea”. Infine il sindaco Cereda risponde ancora il 26 giugno “costretto a non concordare con la ricostruzione esplicitata nella risposta”. Il sindaco più avanti: “ritengo di concorde avviso con il segretario comunale, che il CdA non sia la sede indicata per fornire le risposte squisitamente «tecniche» richieste in relazione per cui, confermando le perplessità espresse in relazione, faccio presente che interpreteremo questo comportamento del consorzio come una volontà di non volere / non sapere fornire le delucidazioni richieste. Pertanto il Segretario responsabile prevenzione della corruzione procederà senza dubbio alla sollecita segnalazione della vicenda alle superiori autorità affinchè accertino le criticità, ove presenti”. E qui si può finalmente mettere punto. Ogni lettore può ora trarre le proprie conclusioni.

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