BARRESI FA IL PUNTO SU SERVIZI E ATTIVIT└ MEDICA E AMBULATORIALE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   31/07/2019 00:00:23 

 

Intervista al direttore del distretto sanitario

 

Orazio Barresi, 62 anni, dal maggio 2017 è il direttore del distretto sanitario Tortona Novi. Lo abbiamo avvicinato, dopo le “turbolenze” elettorali, per un’intervista sulla situazione attuale della sanità sul territorio.

 

Prima domanda: come sono le liste di attesa? Ci dia i dati principali, stiamo andando meglio? Quali sono le visite specialistiche “più richieste”?

Le liste d’attesa riguardano il tempo d'attesa medio per le prestazioni erogate ai nostri assistiti da tutti gli erogatori, pubblici e privati, del Piemonte. In sintesi sono state sette le prestazioni fuori standard nei primi quattro mesi dell’anno: visita oculistica, visita endocrinologica e colonscopia (tutte in miglioramento rispetto al mese precedente), elettromiografia (stabile rispetto mese precedente), audiometria, ecografia ostetrico-ginecologica (in peggioramento rispetto al mese precedente o di poco oltre lo standard). Per quanto riguarda la spirometria, infine, è in lieve peggioramento, per effetto del dato negativo dell’azienda sanitaria di Alessandria. Se guardiamo gli anni precedenti le prestazioni fuori standard furono sette, nel 2017 undici. Nei primi 4 mesi del 2019 sono rientrate entro lo standard rispetto all'anno precedente la visita dermatologica ed il fondo oculare (significativo miglioramento del tasso attesa); sono invece passati fuori standard (non lo erano nel 2018): audiometria e ecografia ostetrico-ginecologica.

 

Un aspetto che è di competenza particolare del distretto è la prevenzione: come va? In quest’ambito vi è il problema vaccinazioni: come stiamo?

Per quanto riguarda le vaccinazioni prosegue l’attività obbligatoria in collaborazione con i pediatri di libera scelta e le scuole di ogni ordine e grado; sono stati raggiunti gradi di copertura soddisfacenti per tutte le dosi, potendo così avere anche l’immunità di gregge, e sono stati informati ed incontrati tutti i genitori che ritengono non utile e necessaria la vaccinazione. Sul sito aziendale www.aslal.it è presente una scheda informativa completa ed esaustiva ed i colleghi medici vaccinatori hanno spazi e tempi dedicati alla informazione, anche telefonica, rispetto alle vaccinazioni. Altra attività è “Prevenzione Serena” riguardante gli screening oncologici:

• Screening cancro cervice uterina: donne assistite del servizio sanitario regionale di età compresa tra 25 e 64 anni.

• Screening cancro del seno: donne assistite del servizio sanitario regionale di età compresa tra 45 e 74 anni (50-69: invito a tutta la popolazione bersaglio; 45-49: invito alle donne che aderiscono al programma; adesione spontanea per le donne 70-74 anni).

• Screening cancro colorettale: uomini e donne, assistiti del servizio sanitario regionale, di età compresa tra 58 e 69 anni.

Per il 2019 la popolazione obiettivo è stata calcolata includendo, oltre alla popolazione invitabile nell’anno in corso, anche la quota della popolazione con invito scaduto prima dell’anno in corso.

 

E per le cure domiciliari? Il consultorio? L’assistenza residenziale e semiresidenziale?

Tutta la restante parte di attività distrettuale cure domiciliari, cure palliative, assistenza integrativa e protesica, attività consultoriale prosegue senza problematiche particolari, ma soprattutto soddisfando le esigenze e le richieste della popolazione pur con grosse difficoltà legate alla vetustà degli autoveicoli a disposizione e con l’aumento delle richieste legate all’invecchiamento della popolazione e quindi alla cronicizzazione delle patologie da cui è affetta. Prosegue anche la valutazione di tutte le richieste per progetti rivolti ai minori ed ai disabili con un impegno da parte di tutti i professionisti coinvolti, siano specialisti dell’azienda di Alessandria oppure dei nostri presidi Asl, sia professionisti del Consorzio dei Servizi Sociali piuttosto che del privato accreditato, con il tentativo di mantenere queste tipologie di pazienti nel loro ambito familiare ricorrendo in rari casi all’inserimento in comunità dedicate. Stesso discorso vale per i pazienti non autosufficienti over 65 con valutazione di tutte le richieste, offerta di servizi domiciliari ed inserimento in lista d’attesa per il ricovero nelle strutture residenziali e nei centri diurni della zona. Prosegue anche l’utilizzo dei posti letto di Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria (CAVS) e di Residenzialità Temporanea per diminuire la degenza ospedaliera e consentire una convalescenza ed un pieno recupero delle autonomie più vicino al luogo di residenza dopo un ricovero ospedaliero.

 

A Castelnuovo Scrivia è in funzione, pare con buoni risultati, la Casa della Salute: anche in questo caso ci può offrire i dati aggiornati sulle liste di attesa e sull’attività della Casa. Ma innanzitutto, per chi non è castelnovese: cosa è la Casa della Salute, e come opera?

La Casa della Salute di Castelnuovo Scrivia mantiene inalterati i servizi. Il riequilibrio e l’integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale costituisce oggi uno degli obiettivi prioritari di politica sanitaria verso cui i sistemi sanitari più avanzati si sono indirizzati per dare risposte concrete ai nuovi bisogni di salute determinati dagli effetti delle tre transizioni (demografica, epidemiologica e sociale) che hanno modificato il quadro di riferimento negli ultimi decenni, portando ad un cambiamento strutturale ed organizzativo. In questa direzione si è mossa anche la Regione Piemonte con l’adozione dei provvedimenti di riordino della rete ospedaliera, di riorganizzazione e potenziamento dei servizi territoriali e con l’avvio della sperimentazione di forme innovative di organizzazione delle cure primarie (la rete delle Case della Salute). E’ però ancora necessario potenziare le formule alternative al ricovero, e riconsiderando il ruolo della rete specialistica ambulatoriale, dell’assistenza primaria, dell’assistenza domiciliare e in un quadro di differenziazione di livelli erogativi articolati sulla base dell’effettivo bisogno assistenziale del paziente. Le cure primarie, attraverso i percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta), realizzano l’integrazione tra gli attori della medicina generale e quelli della specialistica. L’attività di promozione e prevenzione viene effettuata principalmente attraverso la figura professionale dell’infermiere di famiglia e di comunità, che si configura case-manager nella gestione del Pdta di pazienti fragili con patologie croniche.

 

Tortona non ha più la cardiologia in ospedale, ma ha il cardiologo di territorio. L’inizio è stato difficile, senza nemmeno la strumentazione necessaria per eseguire gli elettrocardiogrammi nelle abitazioni dei pazienti: ora come sta andando? 

Nell’anno 2018 la cardiologia territoriale ha soddisfatto circa la metà del fabbisogno di visite e prestazioni ambulatoriali e tutte le richieste di prestazioni cardiologiche sia a domicilio che nelle strutture residenziali della popolazione residente con tutte le attrezzature necessarie (sono in acquisto anche i registratori Holter), con ambulatori in tutte le case della salute ed in tutti gli ambiti distrettuali, con tre specialisti cardiologi dipendenti e tre specialisti cardiologi convenzionati interni, seri, preparati e disponibili.

 

Un problema che noi avevamo già evidenziato lo scorso anno è quello dei medici di famiglia, che sono sempre più scarsi. Anche in questo caso: quanti sono i medici, qual è la media dei pazienti, paragonata anche a quella nazionale e regionale? Quanti andranno in pensione nell’arco dei prossimi 24/30 mesi? C’è la possibilità che i medici si “associno” in ambulatori con più dottori?

Per quanto riguarda l’assistenza primaria (medici di medicina generale - pediatri di libera scelta e continuità assistenziale) abbiamo avuto qualche pensionamento ma tutti sono stati sostituiti secondo quanto previsto dal loro contratto di lavoro e secondo i calcoli sulla popolazione assistita; sono in previsione altre cessazioni dall’attività ma abbiamo una serie di nuovi colleghi inseriti in graduatoria regionale e che hanno già completato il corso di specializzazione per la Medicina Generale. L’associazionismo dei Medici di Medicina Generale è già previsto nell’attuale contratto collettivo nazionale di lavoro, ma la scelta di lavorare in gruppo, con orari di maggior disponibilità ed accessibilità, con eventuale collaboratore di studio, è su base volontaria. L’Asl Al, nelle sue case della salute, ha previsto e sta predisponendo spazi adeguati ed idonei per quei gruppi di medici, operanti in quell’ambito, che vorranno utilizzarli e che potranno così essere integrati anche con la C.A. (ex guardia medica).

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