IL TIMORASSO? A CASASCO HA UNA STORIA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/09/2019 00:00:14 

 

Nell’azienda di Enrico Mandirola

 

Casasco, quasi 400 metri di altezza, poco più di 130 abitanti, sorge sul crinale fra le valli Curone e Grue ed è da questo territorio che proviene il materiale genetico del Timorasso che è stato utilizzato per fare rinascere il vitigno. La storia affonda le radici tra la fine dell'Ottocento e il Novecento e il cuore pulsante è l'azienda di Enrico Mandirola, 40 anni, laurea in Agraria ed Enologia, che qui, fra botti in legno, bottiglie storiche, un piccolo pozzo alimentato da una sorgente naturale che assicura tutto l'anno la giusta temperatura e umidità, si occupa dei vini bianchi e rossi. Enrico Mandirola ha scelto di prendere le redini dell'azienda di famiglia, perché “altrimenti tutto sarebbe andato perduto”. Le origini di questa piccola azienda, dalla grande storia, risalgono al 1913 quando il bisnonno Enrico acquistò, da un ricco possidente, un’azienda fondata agli inizi del 1800 chiamata “Il Muntagnei” (“piccola montagna” in dialetto). Allora la proprietà era di circa una dozzina di ettari coltivati a vite, frumento e mais. Oggi gli ettari a vite sono una decina (tre a bacca bianca, gli altri a bacca nera fra barbera e croatina) per una produzione di circa dodicimila bottiglie all'anno che per l'ottanta per cento sono vendute in Italia e per il resto in Europa. Quasi il 15% del vino è commercializzato in bag in box. I vigneti creano un unico corpo sul versante destro della dorsale collinare che collega Casasco alla frazione Magrassi. L'orientamento prevalente è a sud-ovest ad un’altezza tra i 300 ed i 350 metri. L’età media è di circa 40 anni. La proprietà comprende anche undici ettari a seminativo, circa due a frutteto e sei a bosco. Su una parte dei terreni fra Momperone e località Piani di Casasco è stato realizzato un grande impianto di susine, circa quattromila piante, fra i maggiori del Piemonte. Enrico Mandirola spiega che uno dei fattori che rendono pressoché unico il vino prodotto in questa zona è il terreno, insieme all'esposizione e al clima. Una volta infatti c'era il mare e oggi il terreno è ricco di minerali. La stessa composizione - marnoso argilloso e calcareo argilloso - determina caratteristiche uniche dell'uva, difficilmente replicabili in altre zone. Enrico Mandirola è impegnato anche sul fronte del rispetto dell'ambiente. In azienda è stata fatta la scelta di materiali riciclabili al cento per cento e realizzato un impianto fotovoltaico per la produzione di energia pulita. I trattamenti avvengono solo a base di rame e zolfo in polvere.