DERTHONA - RICORDO DEL “CAPITANO” PAOLO GORLA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   02/10/2019 00:00:01 

 

Nelle scorse settimane ci ha lasciato, dopo una breve malattia, Paolo Gorla, il capitano del Derthona dal 1963 al 1971. I funerali si sono svolti sabato scorso nella sua Canegrate, alla presenza di una rappresentanza dei suoi ex compagni di squadra, cerimonia, nel corso della quale, Carlo Zonda ne ha messo in risalto le qualità umane, di amico e di atleta. Paolo Gorla era nato a Canegrate, cittadina nei pressi di Legnano, il 18.7.1939. Era arrivato a Tortona nell’estate del 1963, proveniente dall’Antoniana, società dilettantistica di Busto Arsizio (da dove qualche anno prima, nel 1958, era arrivato anche Gian Piero Calloni) con Tizzoni e Sacchi, su indicazione dell’allora tecnico Alfonso Borra. Il Derthona, reduce dall’era Franzosi e successivamente dalla retrocessione dalla IV Serie, era in fase di ricostruzione tecnica e societaria; si era insediato da circa un anno Franco Nicola alla presidenza. Paolo esordì nelle file dei leoncelli, nel settembre 1963, nella gara interna contro il San Mauro, promozione piemontese, terminata 1-1, al pari di due giovani promesse Mauro Muratori ed il compianto Dino Gastaldi, campionato vinto dal Cuneo, con il Derthona al secondo posto. Iniziò così la lunga militanza di Paolo Gorla, che conquistò, non solo la stima della società, dei compagni, ma anche dei tifosi, che lo elessero a beniamino, non solo per le sue doti tecniche, ma per la sua serietà e per l’attaccamento alla maglia, conquistandosi sul campo l’appellativo di “Il Capitano”, non solo per la fascia rappresentativa. Gorla disputò con la maglia del Derthona circa 240 partite, dal 1963 al 1966 Promozione, dal 1966 al 1969 IV Serie, dal 1969 al 1971 Serie C, terminando la sua carriera in bianconero nel campionato di Serie C 1971/’72, con la sola presenza a Lecco (0-4). Paolo era impiegato al centro della difesa, nel ruolo di libero, da dove dirigeva la retroguardia con grande personalità ed umiltà. Insuperabile di testa, tempista nei contrasti e pronto ed efficace nei recuperi per la sua velocità di base, era considerato un top per quei tempi. Era stimato da compagni ed avversari per la sua correttezza e lealtà ed anche dalla classe arbitrale. Infatti, quando al termine della tumultuosa gara contro l’Udinese persa 3-2 (novembre 1969) al Fausto Coppi, per un rigore contestato da giocatori e pubblico, l’arbitro Lenardori di Siena, lasciando lo stadio con uno stratagemma, per evitare la squalifica dello stesso, ha avuto parole di apprezzamento sulla condotta disciplinare del capitano. Fu espulso e squalificato una sola volta a Sestri Ponente, solo perchè era il capitano ed il direttore non aveva individuato tutti i protagonisti della rissa, nella gara poi vinta a tavolino, che aprì al Derthona le porte della promozione in Serie C, 1969 mese di marzo. Gorla fu anche protagonista al pari del compagno Mario Colondri nelle rappresentative regionali e con lo stesso Mario, titolare della nazionale dilettanti. Questo era Paolo Gorla, un giocatore, un uomo, stimato anche nella vita, per la sua generosità ed altruismo (era infatti impegnato nel sociale a sostegno dei disabili) e la Tortona calcistica lo classifica tra i personaggi più rappresentativi della sua gloriosa storia ultracentenaria.