RIUNIONE DEI COMUNI PER LA TECNOLOGIA SPERIMENTALE 5G 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   02/10/2019 00:00:06 

 

Si teme per la pericolosità

 

Lunedì 23 a Monleale si è svolta una riunione organizzata dalle amministrazioni di Avolasca, Villaromagnano e Montemarzino per discutere della nuova tecnologia 5G verso la quale i comuni hanno già assunto con delibera una posizione contraria. Ospiti l’avvocato Stefano Bretone, specializzato nella tutela della salute, ed il presidente dell’associazione piccoli comuni Franca Biglio, sindaco di un comune nel cuneese anch’esso scelto per la sperimentazione. Dalla riunione è emerso che l’opposizione all’installazione di questa nuova tecnologia, che richiede antenne alte oltre 30 metri e micro antenne sparse per il territorio, non sarà affatto facile. La legge, per ora, prevede una soglia di emissione delle onde “alta” secondo gli ecologisti, bassa seconda i fautori dell’innovazione, e comunque le società telefoniche rimangono sempre, tranne errori possibili, al di sotto dei limiti di legge per cui bloccare l’installazione è molto difficile, se non impossibile. Occorrerebbe predisporre una documentata relazione che evidenzi i possibili o sicuri danni alla salute del cittadino per poter avere la certezza di bloccare l’installazione. Ma a questa azione, ci pare ostino troppe cose: intanto la possibilità per i piccoli comuni, anche associati, di avere finanziamenti tali da poter predisporre una adeguata istruttoria; e poi il fatto che sugli effetti delle onde non vi è una casistica scientifica univoca che riconosca la loro pericolosità. Comunque i sindaci presenti, oltre ai tre dei comuni direttamente interessati anche Paola Massa di Monleale e Andrea Ferrari di Montegioco, hanno convenuto che l’argomento meriti più di un approfondimento, anche confrontandosi con la propria cittadinanza.

 

Nella foto: da sx Giammattia Nicolini Berutti, Luciano Pavese, Franca Biglio, Stefano Bretone, Michele Gragnolati ed Elena Bagnasco