“IN CAMPAGNA ELETTORALE SI È SOGNATO MOLTO, E QUALCHE VOLTA AD ALTA VOCE” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   02/10/2019 00:00:15 

 

Intervento del consigliere di “Tortona Civica” Lorenzo Bianchi

 

E i sogni, come diceva la bella canzone Disney, son desideri. Verissimo, infatti non si tramutano quasi mai in fatti concreti. Sappiamo quali sono stati i discorsi fatti in una campagna elettorale, a nostro avviso, troppo urlata ed iperbolica e quali sono state e sono ancora oggi le promesse fatte. E sappiamo bene, essendoci passati, il prezzo enorme che si paga, nel nostro paese, per la concretezza. Ed i fatti, in questi 100 giorni, ci hanno dato ragione, persino più del previsto. Non è stato un successo, ma neanche un insuccesso...: è stato un bagno di realtà. Dopo le promesse elettorali, dai tavoli della maggioranza è partita subito l'arma più classica e compensativa, quella utilizzata a mani basse anche dalla politica nazionale salviniana, che ora pare fortunatamente scollinante: la propaganda. Ed allora via col primo provvedimento di natura economica, non promesso alla cittadinanza e dalla stessa non atteso: l'assunzione di un addetto stampa / portavoce del sindaco. Soldi pubblici spesi per una mansione che era già coperta da una risorsa interna. Subito dopo è arrivata la non necessaria (oggettivamente non lo è: la copertura di spesa obbligatoria per legge è prevista per i comuni in crisi, ma per fortuna o merito Tortona non lo è) decisione di mettere a pagamento il trasporto atipico dato alla cittadinanza a titolo quasi gratuito, dalla vecchia amministrazione, per far fronte ai disagi della chiusura della scuola di viale Kennedy. Da notizie che abbiamo (e ne chiediamo conto alla maggioranza), gli iscritti al trasporto a pagamento sono pochissimi, col simultaneo raggiungimento di due paradossali risultati: si è tolto un servizio quasi gratuito e ci si è guadagnato pressoché nulla. Si è sbandierata poi ai quattro venti la "rinascita" ed il "risveglio" di Tortona mediante eventi mai visti prima. Bene, anzi male: la notte bianca è stata una piacevole sera bianca, un "giovedì estivo" più strutturato e fatto di sabato, conclusosi a mezzanotte, e con alcuni sensibili gap organizzativi, pur nella bella adesione della gente. Ai giochi senza frontiere, poi, non si partecipa, benché la cosa fosse stata annunciata da una mitragliata di articoli di giornali e dalle consuete dichiarazioni iperboliche della classe politica. Sarebbero bastate una buona dose di cautela e sobrietà, e non il culto di un'impossibile eccezionalità ad ogni costo. Il servizio dei vigili nelle frazioni, un altro pompatissimo annuncio estivo, da informazioni raccolte in loco pare essere stato, nell'estate, assolutamente non percepibile, ed adesso ci si chiede se e come venga realizzato con i problemi di organico che lo stesso corpo di polizia municipale vive. A tal proposito, anche la reintegrazione dei vigili in via di trasferimento o pensionamento, che s'è cercato maldestramente di vendere come un "rinforzo" ("perché abbiamo a cuore la sicurezza"), non solo non è, appunto, un miglioramento, ma una corsa disperata al pareggio, ed è peraltro operazione ancora tutta da definire (ergo i vigili sono attualmente depotenziati rispetto a prima: non è colpa dell'amministrazione la situazione venutasi a creare, ma è preciso dovere porvi rimedio in tempi brevissimi). I rifiuti, altra grandissima battaglia elettorale: anche qui con la compiacenza di qualche articolista si è cercato di vendere un rinvio come una vittoria o come una "quasi soluzione". La differenziata è un approdo voluto dalla legge, non un capriccio delle vecchie amministrazioni. Il rinvio di sei mesi, finora, ha certificato appunto solo se stesso, mancando una pur minima traccia concreta di quello che l'amministrazione vuole fare in proposito. Cosa non vuole, l'amministrazione, è chiarissimo, e non serve, non aiuta e non risolve ripeterlo: è giunto il momento che decida cosa vuole, e cosa farà. I termini di legge per la copertura obbligatoria di differenziata sono più vicini di quanto sembri, e si tratta di un risultato cui si deve pervenire con un progetto ed il tempo necessario per realizzarlo. Per quanto riguarda il decoro e l'ordine pubblico, i cittadini sanno benissimo quanto la situazione sia fondamentalmente la stessa di prima, solo che prima tutto era improntato al "facciamo quel che possiamo con le risorse a disposizione", oggi è un tripudio di piccoli angoli di erba tagliata (spesso o quasi sempre su segnalazione) seguita da post altisonanti su presunte eroiche efficienze, quando si tratta di minime manutenzioni ordinarie. Per la cronaca, i senza tetto ci sono ancora e dormono ancora sulle panchine come prima: noi si ribadiva che la povertà è difficile da vincere con i mezzi d'un comune, e che la risposta è l'assistenza. Loro, semplicemente, hanno smesso di fotografarli e farne propaganda sui social. La sfortuna poi vuole che in questi 100 giorni vi siano state anche due rapine (alla stazione e nel negozio di una parrucchiera): certo, non colpa dell'amministrazione, ma in quanto a sicurezza reale e percepita, ciò non aiuta. E la sicurezza, ricordiamolo, era una delle prime bandiere elettorali. Oggi la propaganda prende altre strade: vendere quarzi per diamanti e sorvolare sui problemi che non si riescono a risolvere, contando sulla distrazione o l'assuefazione della gente. Un realistico "si fa quel che si può" si sta facendo strada, pian piano, nel precedente "sarà una meraviglia mai vista prima".... Ovvio che noi di Tortona Civica vogliamo il bene della città, chiunque sia a governare. E saremo sempre pronti a riconoscere un successo, se sarà realmente tale, dimostrato dai fatti. Ma le parole stanno a sempre zero, e i fatti sono fatti, e li giudicheremo. Dai primi cento giorni si percepisce solo un deciso, e forse istruttivo, bagno di realtà. 

Lorenzo Bianchi Tortona Civica