ALLUVIONI PIOVERA ESCE DALL’UNIONE TERRE DI FIUME 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   09/10/2019 00:00:03 

 

Con decorrenza dal prossimo 1° gennaio

La decisione assunta dal consiglio al termine di una vivace discussione

 

Venerdì 27 il consiglio comunale di Alluvioni Piovera ha assunto a maggioranza una decisione molto importante e per certi versi inattesa: l’uscita dall’Unione Terre di Fiume costituita tre anni fa. Una decisione sofferta, perché la minoranza non era d’accordo ed anche il segretario comunale Maria Matrone aveva dato parere sfavorevole “in ordine alla regolarità tecnico amministrativa”. Il parere del segretario si basa sullo statuto dell’Unione che prevede il recesso di un comune dall’Unione non prima di 10 anni dalla formazione ricordando che al comune di Alluvioni Piovera “viene riassegnato il personale degli originari comuni di appartenenza di Alluvioni Cambiò e Piovera con un’unica figura apicale di categoria D (servizio economico finanziario / tributario e demografico), generando delle future difficoltà nella riorganizzazione dell’ente”. Diversa, invece, la posizione della minoranza: i 3 consiglieri nella seduta hanno letto un documento che concordava con le motivazioni della delibera ma considerando il parere negativo del segretario e le difficoltà organizzative successive chiedevano il ritiro dell’argomento e l’indizione di un referendum. Posizione che veniva respinta dal sindaco in quanto il recesso dall’Unione deve essere deciso dal consiglio entro fine settembre per divenire operativo il primo gennaio dell’anno successivo; il ritiro della delibera avrebbe significato rinviare il tutto di un anno. Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto il sindaco Giuseppe Betti a questa decisione? Intanto il primo cittadino ha sgombrato il campo circa le critiche del segretario comunale: “la decisione di recedere è un atto prettamente politico e tale decisione deve essere presa nell’esclusivo interesse dei cittadini. La scelta è legittima in virtù dell’articolo 10 della legge regionale di istituzione del nuovo comune che lo esonera dall’obbligo della gestione associata per un mandato amministrativo”. Ovvero: essendo Alluvioni Piovera un nuovo comune nel corso del primo mandato l’amministrazione non è vincolata dagli accordi assunti dai precedenti comuni. Betti inoltre ritiene che la “riassegnazione del personale degli originali comuni, 8 persone, non genererà difficoltà nella riorganizzazione dell’ente” ed ha ribadito che “l’accentramento dei servizi presso il comune di Sale con lo spostamento di tutti i dipendenti verso esso e la conseguente apertura di poche ore settimanali, o in alcuni casi addirittura nulla, degli uffici di Alluvioni Piovera, non ha portato un miglioramento e non sono state realizzate “economie di scala in quanto l’unico dato inconfutabile è la spesa del personale che per il comune è aumentata in maniera considerevole rispetto alla spesa storica del 2016” ovvero prima della costituzione dell’Unione. In effetti tre anni fa la spesa era di 345 mila euro, scesa a 332 mila nel 2018 ed aumentata a 361 mila quest’anno con previsioni di un ulteriore aumento fino a 385 mila euro. A sostegno dell’uscita dall’Unione Betti lamenta che è impossibile per il suo comune raggiungere le finalità contenute nello statuto dell’Unione, ovvero • il miglioramento complessivo dei servizi all’utenza; • il potenziamento delle opportunità in favore dei cittadini residenti; • il conseguimento di risparmi ed economie di scala. In più “viene svalutato il ruolo dei consigli e delle giunte dei singoli comuni in quanto sia il potere di indirizzo politico amministrativo sia quello di attribuzione degli incarichi di funzione sono affidati ad organi diversi”. In delibera si legge inoltre che non viene assicurato il rispetto dell’articolo 3 della carta europea dell’autonomie locali e che il rigido modello organizzativo imposto viola le garanzie sostanziali e procedurali fissate dalla Costituzione. Al termine della discussione la mozione della minoranza sul rinvio è stata respinta e gli 8 consiglieri di maggioranza hanno votato a favore della delibera di recesso, mentre i 3 della minoranza hanno preferito non partecipare al voto.

 

In foto: il primo cittadino Giuseppe Betti

© riproduzione riservata