ANCORA PIOGGIA E FANGO SU TORTONA E IL TORTONESE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   30/10/2019 00:00:13 

 

Notte fra lampi, tuoni e pioggia battente, tanta pioggia sferzante dal cielo che ha spazzato via la tranquillità di molte persone che nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 ottobre hanno provato la tragica esperienza dell’alluvione sulla loro pelle con case violate da acqua, fango e detriti, tracimati da fogne, rii e torrenti, riversatisi con violenza in strade, cortili e abitazioni. Una notte di tregenda quella fra domenica e lunedì, con una serie lunghissima di temporali di fortissima intensità succedutisi a catena con una numerosissima serie di lampi, tuoni e pioggia a catinelle, come si usava dire una volta. Il risultato è che tutto il Tortonese è andato in tilt: cantine allagate, strade allagate e chiuse al traffico, frane che hanno interessato più zone. Due i comuni maggiormente colpiti: Monleale e Casalnoceto. A Monleale il danno maggiore lo ha subìto la distilleria Scardina: due piccoli rii, Scaldapulce e Fontana, che scendono dalle colline intorno, a metà pomeriggio hanno trascinato a valle moltissimi alberi che hanno fatto tappo proprio sopra il cortile della distilleria. L’acqua ha così tracimato, ha abbattuto per una trentina di metri la recinzione ed ha letteralmente invaso lo stabilimento, trascinando in strada detriti, contenitori, botti e suppellettili varie degli uffici. La furia dell’acqua è stata tale che ha superato la provinciale abbattendo in parte la recinzione di una villa che è stata semiallagata, disperdendosi poi nella campagna. La violenza e la portata dell’acqua erano tali che tutta la provinciale e le case ai lati sono state invase, l’acqua ha proseguito fino alla piazza del municipio depositando ovunque un alto strato di fango. Allagati i locali della Vineria e della Volpedo Frutta. Danneggiata la strada per Monleale Alto, con frane che hanno bloccato la sede stradale che è stata chiusa al traffico, frane anche su tutta la collina lungo la provinciale fino alla strada del cimitero di Volpeglino: il fango ha invaso la provinciale rimasta parzialmente inagibile fino a metà mattina. Una grossa frana ha ostruito la strada per Cadaborgo ove un monlealese ha rischiato di essere travolto e si è salvato solamente abbandonando l’auto e scappando a piedi. Le foto che pubblichiamo sullo speciale sono più eloquenti di ogni descrizione. L’altra situazione critica si è avuta in via Papa Giovanni XXIII a Casalnoceto, una strada che dal centro del paese raggiunge la provinciale per Rivanazzano, appena dopo il distributore di benzina. Qui, intorno alle 22,30, il “solito” rio che proviene dalle colline ha formato un’onda d’urto che ha raggiunto il metro e 60 di altezza, costringendo una decina di famiglie ad evacuare le proprie case, sommerse dall’acqua fino al primo piano. Sono state evacuate 25 persone, anche con il gommone dei Vigili del Fuoco, tra cui alcuni bambini assistiti dai carabinieri che li hanno tenuti al caldo e al riparo dalla pioggia sulle loro auto. Anche in questo caso le foto sono più eloquenti di ogni altra descrizione. Sulla pagina Facebook abbiamo pubblicato un filmato fornitoci da un lettore che ha raggiunto quasi 1 milione di persone ed è stato condiviso dai maggiori quotidiani italiani, che documenta l’allagamento delle cucine del Paolo VI: l’acqua irrompe con forza da una finestra trascinando con sé qualsiasi cosa. Da ricordare che gli oltre 90 assistiti del centro non sono rimasti senza cibo grazie all’intervento della cooperativa Bios che gestisce la casa di riposo “I Giardini” sita in paese che ha fornito i pasti necessari. Il centro Paolo VI ha subìto danni per oltre 500 mila euro. A Tortona il fatto più clamoroso è stato quello del corriere rimasto bloccato dalle 5 alle 10 di mattina nel suo mezzo nel sottopasso di via Baxilio allagato da oltre 1 metro e mezzo di acqua, l’uomo è stato poi soccorso dai carabinieri e trasportato in ospedale per il rischio di ipotermia. Sempre in città allagati il seminterrato dell’ospedale ed il reparto di radiologia con danni alla macchina della risonanza magnetica. Oltre a quello di via Baxilio allagato anche il sottopasso ferroviario di via Romagnolo e i sottopassi pedonali, sia quello interno che porta ai binari, sia quello che unisce corso Repubblica con il piazzale Dellepiane. Solo nella tarda mattinata di martedì la situazione è tornata normale. Grave allagamento in via Guala, via Dellacà e via XX Settembre all’altezza dell’incrocio con via Galileo Galilei, viale Don Bassi e viale Vittorio Veneto, a causa della mancanza cronica di fossi e di caditoie adeguate alla nuova portata dell’acqua. In questo caso il livello dell’acqua è arrivato anche a 30 centimetri lasciando un abbondante deposito di fango asportato poi da una ruspa. Già il mercoledì successivo i tecnici comunali hanno predisposto una grata in via Guala per tamponare una prima emergenza. Si spera che poi si provveda ad una buona revisione delle vie. Allagate la casa di riposo Cora Kennedy in via Barabino e strada Viola, con allagamenti in moltissime cantine. Stessi problemi in zona Oasi, in Circonvallazione e nelle strade Bedolla e Todeschina. In strada Valle una famiglia è rimasta bloccata in cascina ed è stata soccorsa dalla Protezione Civile. Chiusa al pubblico la piscina comunale (riaperta giovedì) perchè l’acqua ha invaso per oltre 80 centimetri il seminterrato ove vi sono le pompe per il riscaldamento e parte della zona ricevimento. E’ straripato il torrente Ossonella con allagamento di cantine in zona R9, meno danni dall’Ossona, grazie allo scolmatore, che ha quasi raggiunto l’altezza del ponte sulla ex statale. A Pontecurone allagati via Cavour ed il sottopasso ferroviario, prontamente chiuso dalla protezione civile. A Sarezzano, nonostante i lavori appena compiuti, fango ed acqua si sono riversati sulla provinciale 120 per Garbagna: praticamente scomparsa la strada che porta alla cascina Torricella e chiuso per alcune ore il tratto tra Bricco San Michele e frazione Palazzina e da Palazzina a Valle Sant’Innocenzo, una famiglia è stata evacuata e una frana ha interrotto la provinciale 135 che da Sarezzano porta a Cerreto. Il versante collinare di San Ruffino fino a svallare in territorio di Berzano è stato smosso da frane e smottamenti. A Carbonara Scrivia una frana ha invaso durante la notte via Tito Carbone dove già in mattinata le ruspe erano al lavoro per liberare la sede stradale. Poi la frana si è ripetuta e la strada è stata chiusa al traffico per permettere la messa in sicurezza. Chiusa al traffico la provinciale 130 per Costa Vescovato completamente invasa dal fango che scendeva dai lati e fuoriusciva dall’Ossona che è straripato tre volte: alle 20 di domenica e alle 6 e alle 11 di lunedì. In pianura i danni pare si siano limitati a campi sommersi e a qualche cantina allagata probabilmente sempre grazie, ancora una volta, allo scolmatore. A Villaromagnano allagata la frazione Ridotto.  A Villalvernia da ricordare la chiusura del sottopasso ferroviario per Novi dove è andato a bagno il centro ippico e sono state evacuate due abitazioni. E poi allagamenti sulla provinciale Volpedo-Casalnoceto, lungo la provinciale 120 in territorio di Montegioco e sulla strada per Tassare e Mereta; l’esondazione del Grue sempre sulla stessa provinciale in territorio di Casasco, prima della frazione Grua, l’allagamento della provinciale 99 a Castellar Guidobono ed una frana all’altezza di Volpeglino sulla provinciale 100. Berzano è stato isolato da una frana ed un rio è straripato causando seri danni. A Garbagna un anziano con difficoltà respiratorie è stato soccorso prima dai carabinieri e poi dall’ambulanza. Tanti i casi in cui la pioggia battente si è infiltrata nei tetti causando allagamenti nelle case, sia nei paesi che in città. Da ricordare Viguzzolo che 5 anni fa subì i maggiori danni dall’alluvione del 13 ottobre 2014. Per fortuna i lavori di contenimento del Grue realizzati in questo lustro dall’amministrazione hanno fatto il loro dovere: il torrente, pur al limite di guardia non ha invaso il paese ma solo le campagne che servono da golena, sia prima che dopo la provinciale 120, fino al confine con Pontecurone. Via Tortona, la “strada bassa” per entrare in paese, è stata invasa dalle acque della roggia a monte, ma i danni sono limitati. Più gravi i danni al mobilificio Casa&Co, il cui magazzino è stato invaso dall’acqua, poi danni gravi in piazza Vittorina Butteri, nei pressi del vecchio asilo, ove nelle prime ore di martedì un porticato è crollato su un’auto in sosta, fortunatamente senza nessuno a bordo. Infine la rottura di un tubo del gas per la caduta di un albero all’altezza del ponte del Grue in via Nuova ripristinato nella notte. Ma è giusto ancora ricordare che l’argine realizzato ha tenuto benissimo e che, a questo punto, è necessario che la Regione finanzi anche il resto dell’opera per mettere in sicurezza il rimanente territorio percorso dal Grue. Infine altro discorso, molto grave, per quanto riguarda l’energia elettrica. Molte case di Tortona isolate, interi quartieri e molti paesi del Tortonese sono rimasti privi di elettricità per molte ore, nonostante il prodigarsi, sotto una pioggia battente, degli uomini dell’Enel che hanno piazzato almeno sei generatori in attesa di poter riparare tutti i guasti. Il danno maggiore è stato provocato dal forte vento che ha “arrotolato” i cavi mandando in corto gli impianti, dai fulmini che hanno letteralmente “bruciato” due trasformatori e dai rami degli alberi che, o per il vento o per la pioggia, hanno “toccato” i fili spesso tranciandoli. Problema questo che era già emerso alcuni anni fa, e che noi avevamo evidenziato ricordando che è uno specifico obbligo dei proprietari degli alberi potarli in modo che i rami non interferiscano con la linea elettrica: ma ormai ci pare un obbligo desueto e non più seguito da nessuno.

 

Taxista salese perde la vita travolto da un rio in piena

 

Si è sparsa velocemente martedì mattina in paese la notizia della tragica morte di Fabrizio Torre, 52 anni, taxista della ditta Regiardo & Speroni e residente in via Manzoni dove viveva con la mamma Carla Cairo, di 80 anni. Torre, lunedì, era andato all’aeroporto di Genova per trasportare il manager nippo-brasiliano con cittadinanza inglese, proveniente da Londra, Narumi Makishima, di 59 anni, al resort Villa Carolina, dove il giorno dopo avrebbe dovuto visitare l’impianto Mondelez-Saiwa. A circa 200 metri dal resort la vettura di Torre è stata travolta dalla piena del rio Albedosa e trascinata in acqua. I due occupanti il mezzo si sono aggrappati ad alcuni rami ma mentre l’inglese riusciva a resistere per quasi tutta la notte, sostenuto anche dai carabinieri e dai soccorritori che lo hanno poi tratto in salvo, Torre era trascinato via dalla corrente ed il suo corpo senza vita era recuperato intorno alle 9 di martedì mattina in un campo. Lascia la mamma e la sorella Nicoletta. Torre da cinque anni era dipendente della Regiardo ed era molto conosciuto e benvoluto in paese. Faceva parte dell’associazione Alpini e si impegnava come volontario durante le feste in paese come a Natale quando distribuiva il vin brulè dinnanzi a Santa Maria. I funerali di Fabrizio Torre si sono svolti giovedì alle 14,30 in San Giovanni con larga partecipazione mentre il rosario è stato recitato mercoledì sera.