ANCORA 22 DIPENDENTI M&G SENZA CASSA INTEGRAZIONE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   06/11/2019 00:00:10 

 

Martedì 29 si è svolta in tribunale in Alessandria la prima udienza relativa al ricorso che 15 su 22 dipendenti della ex Mossi & Ghisolfi di Tortona hanno intentato contro la Versalis che non li ha riassunti dopo il passaggio di proprietà a seguito della nota grande crisi che ha colpito quello che era il secondo gruppo industriale tortonese. In pratica: i 22 impiegati, tutti al lavoro quando la società era operativa in città, non facendo parte del comparto bio che è stato assorbito, non sono stati assunti dalla nuova società. Dopo la dichiarazione di fallimento, che risale allo scorso luglio, attraverso la Cisl è stata avanzata domanda di cassa integrazione straordinaria, richiesta che è al ministero da settembre, per ora senza alcuna risposta. Ciò significa che è da luglio che i 22 dipendenti non ricevono stipendi né altre indennità. In un primo tempo si pensava che anche questi impiegati fossero nel numero dei 200 che dovevano, secondo gli accordi, essere riassorbiti, numero che è poi calato pare di oltre 50 persone che hanno scelto di lavorare in altre realtà, mentre poi, ma solo alla dichiarazione di fallimento, ci si è accorti di questa “falla”. La causa, la cui prima udienza come era prevedibile non ha dato alcun risultato, serve proprio - ci ha spiegato Claudio Cavallaretto della Cisl - per vedere “di coinvolgere la Versalis ad assorbire i dipendenti ora senza alcun stipendio. Intanto confidiamo che il ministero entro il prossimo mese di novembre dia l’autorizzazione alla cassa integrazione speciale. I lavoratori sono avvertiti: non sarà una vertenza facile né breve, ma crediamo proprio di poterla vincere”. Sulla vertenza abbiamo sentito anche il sindaco che ci ha dichiarato: “Si tratta di una vicenda che coinvolge diversi tortonesi e il nostro auspicio è che si riesca a giungere ad una soluzione per tutti i lavoratori e le loro famiglie. La crisi che ha coinvolto il Gruppo M&G, realtà che tanto ha significato per l’industria tortonese così come per il tessuto sociale della nostra comunità, rimane una ferita aperta per la città. Anche per questo sarebbe importante riuscire a risolvere questa vicenda in modo positivo”.