MONLEALE: ORDINANZA PER LA TUTELA DEL TERRITORIO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   06/11/2019 00:00:14 

 

Il sindaco di Monleale, Paola Massa, lunedì 21 ottobre, subito dopo l’alluvione che ha provocato gravissimi danni in paese, ha emesso un’interessante ed esemplare ordinanza per la “tutela del territorio, la manutenzione ordinaria del reticolo idraulico secondario, con rivalsa delle spese sugli inadempienti”. L’ordinanza inizia con la considerazione che occorre “mantenere e/o ripristinare la funzionalità idraulica del reticolo minore delle acque superficiali, sia esso limitrofo alla rete viaria pubblica e privata sia esso prossimo ad abitazioni, insediamenti produttivi ed agricoli, e che il mancato deflusso delle acque a causa di ostruzioni dell’alveo, può comportare fenomeni di inondazione”. Considerazioni normali, ma c’è di più: “rilevato altresì che la conduzione dei terreni non rispetta spesso le buone pratiche agricole andando a compromettere specialmente durante le operazioni di aratura e semina, un efficiente sistema di regimazione delle acque, soprattutto a causa di arature che si spingono fino al ciglio dei fossi e delle scarpate senza lasciare alcuna fascia di rispetto” si ritiene indifferibile provvedere al ripristino della funzionalità idraulica. In questo campo la normativa, unita a quella del codice della strada “obbliga proprietari, affittuari, conduttori e detentori a qualsiasi titolo di fondi rustici e fabbricati sia rurali che urbani, frontisti alla rete viaria e/o alla rete idraulica secondaria minore e marginale a mantenere la stabilità idrogeologica e l’efficienza idraulica dei terreni al fine di evitare ogni genere di pericolo o danno per persone e cose”. Insomma, al di là del burocratese: i campi, come si è potuto ben vedere dalle fotografie che abbiamo pubblicato sullo scorso numero, non sono più mantenuti come un tempo, quando l’agricoltore “tagliava” i campi in diagonale per agevolare il deflusso delle acque ed evitare gli smottamenti e quando curava il fosso adiacente al proprio campo ed il passo carraio impedendo che si ostruisse. Ebbene, visto che la legge lo permette, il sindaco Massa ha ordinato a tutti i proprietari, conduttori, affittuari di terreni, fondi rustici e fabbricati di attuare una serie di accorgimenti entro il “30 ottobre di ogni anno o comunque ogni volta che se ne ravvisi la necessità: •manutenzione degli alvei di tutti i fossati, scoli, fossette e collettori mediante rimozione di ogni detrito o materiale compresa la vegetazione infestante provvedendo al ripristino della sezione idraulica originaria, all’adeguamento delle pendenze ed alla rimozione di ogni eventuale ostacolo al normale deflusso delle acque; •la manutenzione di scarpate poste a monte di strade mediante risagomatura per ridurne le pendenze e la realizzazione di fossette di guardia al fine di evitare fenomeni di erosione e dissesti franosi; •la sistemazione idraulica delle strade private mediante realizzazione di canalette trasversali con griglia al fine di evitare l’afflusso di acqua ed il trasporto di detriti nelle intersezioni con viabilità pubblica o privata; •il divieto di intubare o modificare il tracciato e le dimensioni di fossi e canali privati e di ogni altra forma del reticolo idraulico minore e marginale; •di mantenere una fascia agevolmente transitabile dai mezzi meccanici lungo tutti i fossi demaniali al fine di consentire le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria”. Per i proprietari di terreni è obbligo: “•mantenere una fascia di rispetto minima solida ed inerbita della larghezza di almeno 1 metro dal ciglio dei fossi o dall’orlo delle scarpate, in particolare se limitrofe alla rete viaria, in modo tale da non pregiudicarne la sicurezza e la stabilità; •realizzare e mantenere una efficiente regimazione idraulica delle acque meteoriche disponendo ed orientando la rete di acquai e scoline campestri verso i fossati o canali di recapito finale in modo da evitare erosioni”. Insomma è obbligo tornare a fare gli agricoltori come si faceva un tempo! Infine l’ordinanza ricorda che in caso di “danni al pubblico demanio stradale o idraulico causati dall’inottemperanza all’ordinanza verranno addebitate agli inadempienti le spese necessarie alla riparazione dei luoghi nonché applicate tutte le sanzioni amministrative previste. Qualora risulti indifferibile eseguire alcuni degli interventi elencati ne sarà richiesta l’esecuzione ai rispettivi proprietari, ed in caso di loro inerzia il comune provvederà direttamente con rivalsa delle spese”. Insomma ad ognuno i propri doveri e le conseguenze per le inadempienze.