ANDREA CAVALLI: “LA CONFARTIGIANATO PER IL RILANCIO DELL’ECONOMIA DEL TORTONESE” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   06/11/2019 00:00:16 

 

Intervista al presidente della Libera Artigiani

 

Dallo scorso giugno Andrea Cavalli, noto fotografo cittadino che continua la tradizione di famiglia iniziata in piazza Malaspina dal padre nel 1960, è il presidente di zona della Associazione Libera Artigiani, Confartigianato, la più forte associazione di categoria nel Tortonese. Proprio la scorsa settimana l’Associazione ha presentato il progetto “Percorsi di inserimento lavorativo” con l’intento di collocare una ventina di apprendisti in altrettante aziende artigiane. Lo abbiamo avvicinato per una intervista.

 

Iniziamo da uno sguardo d’insieme dell’economia tortonese.

L’andamento della situazione economica del Tortonese rispecchia quello provinciale, regionale e nazionale, purtroppo caratterizzata da una congiuntura recessiva, fatte salve alcune realtà territoriali, settoriali o aziendali, che costituiscono comunque un’eccezione nel panorama Italia. Questo andamento è rispecchiato dalla progressiva contrazione del tessuto economico provinciale, fotografato dalle imprese attive iscritte in Camera di Commercio, in costante calo negli ultimi cinque anni. Ovviamente si tratta di dati medi, ma inequivocabili. Le cito solo alcuni numeri: • tasso di crescita regionale registrato da Infocamere nel 1° trimestre 2019 pari a -0,71%; • tasso di crescita della provincia di Alessandria, sempre nel 1° trimestre 2019 pari a -0,67%, dato migliore della media regionale; • tasso di crescita delle imprese artigiane in provincia pari a -2,2% e le altre province registrano valori lievemente migliori o pari, ma comunque sempre con segno negativo. A livello intersettoriale, le 28.468 microimprese (fino a 10 addetti), operanti nella  nostra provincia, rappresentano il 95% del totale imprese attive iscritte alla Camera di Commercio, dando occupazione a 53.000 addetti, pari al 48,8% del totale. Rappresentano oggi l’ultimo baluardo per la tenuta economica e sociale del nostro territorio, in quanto fortemente radicate. Il fortissimo comparto edile della nostra provincia, il primo in Piemonte per numero di imprese, di cui Tortona era una delle realtà maggiormente rappresentative, essendo costituito fino a dieci anni fa da importanti realtà imprenditoriali, nonché da moltissime imprese edili minori, si è praticamente più che dimezzato, con corrispondenti effetti negativi sull’indotto, costituito principalmente da impiantisti e serramentisti. Anche il settore dell’autotrasporto, trent’anni fa fiore all’occhiello della nostra città, è praticamente scomparso, contando oggi un centinaio di aziende insediate, oltre ovviamente al Gruppo Gavio, che con lungimiranza imprenditoriale ha saputo evolversi ed affrontare le sfide del mercato, differenziandosi in altri settori, quali logistica e autostrade, sia in Italia che all’estero. La contrazione del tessuto produttivo ha interessato sia le micro e piccole aziende artigianali e manifatturiere, che le medie industrie, un tempo presenti nei macro settori chimico, gommaplastica e metalmeccanica, con molti nomi importanti e conosciuti in tutto il mondo. Anche il settore commercio non se la passa molto bene, a causa della sempre più invasiva e pervasiva presenza di grandi realtà organizzate, a due passi da noi, per non parlare dell’e-commerce, con una proliferazione di portali commerciali, che ormai vendono di tutto, riducendo enormemente i costi di gestione, divenuti insostenibili per le piccole realtà commerciali con punti vendita tradizionali. Nel comparto alimentare, spopolano anche da noi ipermercati, supermercati, discount vari, che hanno praticamente soppiantato quasi tutti i negozi tradizionali. Resiste solo chi ha saputo innovarsi, ritagliandosi qualche nicchia di mercato, ma i margini non sono minimamente paragonabili a quelli di una volta. Lo dico per esperienza diretta: trent’anni fa l’azienda fondata nel 1960 da mio padre aveva due collaboratori, oltre, ovviamente a lui ed a mia madre ed il tempo non bastava mai per la mole di lavoro da gestire. Oggi gestisco l’azienda di famiglia da solo e nonostante le attuali tecnologie consentano di fare cose prima impensabili, il tempo non mi basta mai per la quantità di adempimenti ed impegni una volta minori, ma alla fine di un anno di lavoro ti resta ben poco… Resiste in controtendenza il settore terziario dei servizi alla persona, pur essendo decisamente affollato rispetto al bacino di potenziale utenza.

 

Insomma una visione pessimistica dalle tinte fosche la sua: non vede proprio via di uscita?

Tutt’altro, la possibilità di uscita c’è eccome, ma richiede un cambio di mentalità, unitamente alla capacità di innovare, reinventarsi la propria attività, curare i propri clienti, ritagliandosi magari altre nicchie di mercato in altri settori. Mai come oggi la necessità aguzza l’ingegno, unitamente alla volontà di sopravvivere e vincere la sfida che noi imprenditori dobbiamo affrontare tutti i giorni. Non è semplice ed il successo, o meglio la sopravvivenza, non è affatto certa. E’ una nuova dimensione competitiva che dobbiamo ormai abituarci ad affrontare con flessibilità e rapidità, in quanto caratterizzata da tempi di reazione, cicli commerciali e ritmi di obsolescenza di prodotti e servizi esasperatamente rapidi, con margini di guadagno minori, o comunque non stabilizzati e continuativi nel tempo, come prima. E’ l’effetto indotto dalla enorme accelerazione, determinata dalla tecnologia, unitamente alla progressiva globalizzazione dei mercati, che insieme hanno stravolto le regole economiche e le logiche finanziarie del mercato, rendendo decisamente brevi ed instabili i cicli commerciali rispetto a prima. L’efficacia ed il successo di un’azienda, grande o piccola che sia, si misura oggi in giorni e ore, non più in anni e mesi. In tale contesto, almeno per le micro e piccole imprese, risulta sicuramente essenziale il supporto di una efficace e capillare rete di informazioni, oltre che di servizi, quali ad esempio le associazioni di categoria, le più dinamiche delle quali hanno dovuto comunque anch’esse cambiare pelle, dotandosi di professionalità e di servizi innovativi, da mettere a disposizione delle aziende sempre più oberate di impegni ed adempimenti, che mal si conciliano con la carenza di tempo e di strutture amministrative interne proprie delle imprese di piccole o piccolissime dimensioni.

 

Noto che sta emergendo nei suoi discorsi il ruolo di nuovo presidente della locale sezione di Confartigianato, o meglio della Libera, come sono abituati a chiamarla i “vecchi” artigiani: come si sente da quando si è insediato, nel giugno scorso? 

Ho incominciato a frequentare la Libera subentrando a mio padre nella bottega di famiglia e da allora sotto la guida del nostro presidente Mauro Bottazzi sono cresciuto nell’associazione ricoprendo vari ruoli sempre con spirito di servizio. In questi anni ho frequentato molti artigiani che mi hanno consigliato e supportato per migliorare la nostra casa comune, a loro va il mio ringraziamento sincero. Ultimamente sono stato chiamato dal presidente provinciale Adelio Ferrari a un impegno anche nella nostra giunta provinciale e a responsabile della società di servizi, assicuro massima dedizione e attenzione per la nostra associazione. Un ringraziamento doveroso al consiglio direttivo di zona che lo scorso giugno mi ha voluto eleggere, un gruppo di artigiani eccellenti ma soprattutto amici; con il loro aiuto cercheremo di avvicinare i tanti artigiani del Tortonese, i giovani che sono appena entrati in questo mondo e le imprese che da tanti anni fanno parte del tessuto produttivo locale per spiegare loro l’importanza di fare squadra, ma comunque abbiamo ottimi funzionari e collaboratori, la gran parte dei quali assunti progressivamente nel tempo per rinnovare e dare continuità all’associazione, ovviamente sempre con un occhio rivolto alla sostenibilità finanziaria degli investimenti in capitale umano, che visti dall’altra parte del conto economico, rappresentano comunque il maggior impegno per una società di servizi e consulenza alle imprese ed alle persone come la nostra. La recente iniziativa del bando “Percorsi di inserimento lavorativo”, promossa da Confartigianato grazie soprattutto all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, a sostegno del tessuto economico e sociale del tortonese, è solo un esempio di come si possano avviare ottimi progetti senza la necessità di impiegare un capitale elevato. Con tale iniziativa l’intento è di collocare una ventina di apprendisti in altrettante aziende artigiane del nostro territorio, con l’obiettivo primario di stabilizzarli successivamente mediante contratti di apprendistato. Tutti i costi afferenti al compenso riconosciuto dalla normativa ai tirocinanti saranno sostenuti grazie al contributo della Fondazione CR Tortona, a riprova della sensibilità ed attenzione da sempre dimostrata con atti concreti, che la rende preziosa per la nostra intera comunità. Colgo l’occasione per ringraziare, a nome di tutti i 60 comuni beneficiari di questa importante iniziativa, tutta l’organizzazione della Fondazione dal presidente al direttore, il CdA e i membri dell’organo di indirizzo per l’importante sostegno all’economia del territorio. Altra iniziativa promossa da Confartigianato per la città di Tortona è il percorso “Te la racconto io…”, dedicato alla città di Tortona e realizzato grazie al contributo della Camera di Commercio, con l’obiettivo di coniugare l’immenso patrimonio naturale, storico-architettonico di inestimabile valore, di cui dispone la nostra città, con il suo variegato tessuto imprenditoriale, costituito da moltissime aziende appartenenti a  molteplici settori, dall’artigianato, al commercio, dalla ristorazione, all’agricoltura, spesso di piccole e piccolissime dimensioni, ma estremamente dinamiche e vitali. Con i percorsi di “Te la racconto io…”,  si vuole fornire ai cittadini residenti e alle migliaia di turisti che visitano il nostro territorio, una guida semplice, ma di rapida ed efficace consultazione sia su carta che on-line, per riscoprire e conoscere la storia di luoghi e monumenti, spesso guardati con disattenzione, nella frenesia che purtroppo caratterizza la nostra quotidianità. Il percorso, i cui testi sono stati curati dal maestro Armando Bergaglio, sarà oggetto di una prossima presentazione pubblica entro il mese di dicembre.