“TORTONA ED IL TORTONESE NELLE CARTE STORICHE” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   06/11/2019 00:00:07 

 

L’opera di Gian Camillo Cortemiglia verrà presentata venerdì 8 novembre, ore 18, in sala Fondazione

 

Il volume di 972 pagine “Tortona ed il Tortonese nelle carte storiche” opera di Gian Camillo Cortemiglia, professore emerito di Geografia Fisica presso il Dipartimento della facoltà di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Genova, sarà presentato venerdì 8 novembre, alle ore 18, presso la sala conferenze della Fondazione CR Tortona. Il volume, dato alle stampe dalla Editrice Sette Giorni srl di Tortona, è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona e dal Gruppo Gavio “ritenendolo utile e meritevole” come dice l’autore nelle sue note al libro “per la memoria storica di Tortona”. Un’opera unica nel suo genere, di grande valore scientifico, che ha arricchito con il suo contributo in testi ed immagini la bibliografia della cartografia italiana e mondiale. A presentare il volume sarà il professor Francesco Surdich docente di storia delle esplorazioni e Preside emerito della facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Genova che sarà introdotto dal dr. Italo Cammarata, noto storico locale. Nell’occasione sarà in distribuzione il volume ad offerta da devolversi all’Associazione Anffas di Tortona che destinerà il ricavato al completamento del centro diurno di Villaromagnano. La presidente Filippini: “Per rispondere a richieste provenienti da bisogni tangibili dei ragazzi e delle famiglie, il progetto che l’Anffas Onlus Tortona intende realizzare consiste nel potere allestire 5 posti letto di pronto intervento e urgenza, in residenzialità, per un «Dopo di noi»”. Riportiamo di seguito la prefazione del prof. Cortemiglia:

 

La raccolta, che, come collezionista di carte antiche con i toponimi di Tortona e del Tortonese, ho intrapreso ormai da circa cinquanta anni, mi ha portato a comporre un voluminoso archivio cartografico, i cui esemplari, rigorosamente inventariati e scansionati per lo studio e la ricerca, abbracciano l’intero intervallo temporale della produzione cartografica a stampa dell’area tortonese. La presenza poi in Tortona di vari collezionisti di stampe antiche, di importanti depositi cartografici di alcune istituzioni (Comune di Tortona, Curia Vescovile e Fondazione C.R. Tortona) e della Casa d’arte “Derthona Gallery” di Piero Fittabile, a cui debbo, non solo la fornitura di parecchi esemplari della mia raccolta, ma l’acquisizione altresì di molte importanti informazioni di carattere editoriale maturate nel corso della sua esperienza di mercante d’arte, hanno consentito di integrare il mio archivio cartografico con la conoscenza di un ulteriore cospicuo numero di rari esemplari. Tale opportunità mi ha permesso di compilare un corposo elenco, che, descrittivo della cartografia storica tortonese, non vuole essere né un catalogo, né un esaustivo inventario di tutto il repertorio cartografico tortonese, ma, senza pretesa di completezza, solo un tentativo di raccolta storica selettiva di notizie utili, ma indispensabili per qualsivoglia ricerca d’insieme, per consentire di verificare come, attraverso l’evoluzione temporale delle varie riproduzioni cartografiche, si sia evoluta la simbologia (segni convenzionali) di riferimento a Tortona ed al Tortonese, cosicché indirettamente, anche se del tutto indiziariamente, si possa ricavare un excursus indicativo, seppur approssimativo, della considerazione storica in cui è stato tenuto questo territorio nel corso dei secoli da parte delle varie produzioni cartografiche. L’interpretazione fisionomica e topografica delle rappresentazioni cartografiche ed iconografiche, risultando anche una forma espressiva che preclude ad un’analisi di tipo percettivo, consente inoltre di ricavare, nelle particolari e specifiche indicazioni dello spazio, quegli interventi strettamente connessi col territorio e con gli interessi economici, politici e sociali della sua popolazione. L’impostazione di questo compendio di carte riporta per ciascuna le dimensione in millimetri delle incisioni misurate al riquadro dello schiaccio della matrice (prima la larghezza e poi l’altezza) ed, in sua mancanza, all’impronta dello schiaccio del rame (prima larghezza e poi altezza), da ritenersi però misure solo indicative, in quanto le grandi varietà di tipi di carta che sono state utilizzate si comportano in modo diverso nell’asciugare, ma comunque, seppur imprecise, forniscono pur sempre la effettiva reale dimensionalità della carta. Inoltre questo repertorio può altresì avere anche un’utilità pratica, in quanto, mancando in letteratura uno specifico testo di trattazione organica sulle rappresentazioni cartografiche del territorio tortonese, può risultare in ogni modo utile per colmare, seppur con imprecisione, questo vuoto editoriale, almeno per quella parte d’informazioni che il panorama delle carte riprodotte può fornire alla consultazione storiografica. L’importanza però peculiare che la descrizione della cartografia storica di Tortona e del Tortonese può apportare alla ricostruzione storica del territorio è la testimonianza di come sia stato organizzato nel tempo, fornendo così un documento sul modello organizzativo dello spazio attuato nei vari periodi temporali dalla popolazione insediata in questa area, e, quindi, può consentire il relativo recupero di una tipologia storica territoriale. La riproduzione inoltre, nell’ambito di questa cartografia storica, anche di diverse piante e mappe della città di Tortona, pur se molte rappresentate a “a volo d’uccello” con caratteri tra loro similari che denunciano un avvenuto ricalco parziale di particolari o d’impostazione, fornisce tuttavia, con l’importanza strategica delle fortificazioni e delle cinte murarie, pur nell’interpretazione astratta personalizzata dall’artista, anche un panorama simbolico sulle principali strutture segnalate come presenti nel tessuto urbano, consentendo così di ricavare utili ragguagli indicativi sull’ambiente di vita cittadino nel periodo riprodotto dalla carta. Infatti, ancorché lo scopo peculiare delle carte geografiche sia quello di rappresentare il territorio nei suoi lineamenti principali e fondamentali, l’autore, nel disegnarne e riprodurne la relativa cartografia, adotta però la realtà dei modelli interpretativi del suo tempo, per cui il suo prodotto cartografico diventa un documento del modo di pensare la realtà territoriale del suo secolo di appartenenza. In particolare, quindi, le visioni prospettiche della città “a volo d’uccello” e dei paesaggi che la circondano non sono una fotografia della realtà, ma rappresentano invece l’idea, talvolta anche convenzionale o fantasiosa, che il cartografo esprime attraverso la maturazione culturale della sua epoca. La carta storica diventa quindi testimonianza autentica di un’epoca, con le sue tecniche, cultura e sensibilità percettiva, assurgendo a rappresentare un documento di un momento della realtà fisica, storica, politica e socio-economica, del territorio raffigurato. La carta, rappresentando pertanto, nell’ottica del suo autore, anche il prodotto della visione che una società, in un dato periodo storico, ha del proprio territorio, consente di recuperare, con una sua lettura semiotica, anche il significato sociale di cui è pervasa. Il ruolo della carta all’interno del gruppo sociale che l’ha prodotta fornisce così il panorama dei valori su cui la società si organizza e fonda le proprie conoscenze scientifiche e sapienziali. La cartografia storica di Tortona e del Tortonese diventa quindi, in questa ottica interpretativa, un’importante fonte di notizie per ricostruire la percezione che i contemporanei avevano di questo territorio e per ricavare, per le varie epoche storiche, gli aspetti più significativi delle strutture paesaggistiche, territoriali e difensive, che, dal Cinquecento a tutto il Settecento, rappresentano i fattori principali di valutazione della potenza di una città, come appunto attestano al riguardo le relazioni ed i diari dei viaggiatori di queste epoche. L’analisi poi della dimensione strutturale della carta, legata alle varie fasi della sua redazione, fornisce il supporto di base per recuperare più propriamente, attraverso un processo semiotico di lettura, anche la dimensione comunicativa fornita dall’interpretazione territoriale del suo autore. Infatti ogni società, nel proprio contesto storico, presentando uno specifico e particolare approccio al territorio dipendente dalle modalità con cui ne affronta e ne percepisce l’utilizzazione, conferisce, nelle rappresentazioni cartografiche, il complesso di queste problematicità, che, semioticamente decodificate, consentono così di ricavare l’aspetto più propriamente comunicativo della carta. La carta non rappresenta quindi lo specchio fedele della realtà geografica contestuale all’autore, ma derivando dall’elaborazione di un coacervo quanto mai complesso di associazioni verbali ed iconografiche, consente allora di cogliere, dalla materialità del complesso insediativo, quanto il richiamo figurativo conferisce al tessuto urbano di qualità iconiche monumentali, estetiche, ornamentali e culturali, caratterizzanti l’aspetto proprio della sua originalità territoriale. Pertanto, attraverso una successione temporale di rappresentazioni cartografiche, si può quindi cogliere una serie di profili semantici, i cui elementi semiotici forniscono indicazioni sulla sintassi e pragmatiche urbane, dando così quei ragguagli sull’insieme delle connessioni urbanistiche e sociali che sostanziano il tessuto cittadino, in modo da ricavare quindi, attraverso questa semeiosi urbana, anche la dimensione sintattica di Tortona come “città storica”. Pertanto la proiezione di Tortona nel futuro dipenderà da come la città, alimentandosi dal suo passato, saprà sviluppare quelle tensioni innovative nei vari settori delle istituzioni, della cultura, della tecnica e delle produzioni. Un’ulteriore, ma non meno importante, funzione di questo compendio vuol essere la messa a disposizione di un’unica voluminosa raccolta di cartografia storica cittadina, che, non facilmente reperibile, perché dispersa in svariati pubblici archivi od in varie collezioni private, può invece risultare utile per eventuali successivi approfondimenti e ricerche di storia locale e di geografia percettiva, in quanto è in grado di garantire la perfetta corrispondenza documentaria con l’originale per l’avvenuta sua riproduzione in via informatica dagli originali. Si è ritenuto poi opportuno organizzare l’esposizione di questo percorso esegetico delle carte storiche riguardanti la città di Tortona ed il “Tortonese” in tre parti, la prima a carattere introduttivo, la seconda, più propriamente a carattere informativo, orientata sul prodotto carta, con particolare riferimento alla sua lettura, e la terza rivolta alla compilazione di un sintetico repertorio dei principali cartografi, incisori, stampatori, editori, librai e mercanti di stampe, che direttamente o indirettamente hanno riferimenti con le cartografie riprodotte. Pertanto nella prima parte (compendio di unità di misura cartografiche e tecniche di incisione e stampa) vengono soprattutto illustrati, come oggetto di appositi capitoli, una tabella sinottica di conversione per le principali unità di misura che sono state temporalmente utilizzate nelle riproduzioni cartografiche, un elenco indicativo delle misure lineari metriche del grado di longitudine equatoriale adottato nel tempo in cartografia ed un richiamo alle principali nozioni sulle tecniche di incisione e stampa. La seconda parte (periodizzazione cartografica e schede iconografiche) dedicata più propriamente alla illustrazione cartografica di Tortona e del suo territorio, mentre in una terza parte (repertorio sintetico ed indice sistematico di cartografi, incisori e stampatori) viene riportato un sintetico repertorio di riferimento ai principali cartografi, incisori e stampatori delle varie carte riprodotte e descritte nelle relative schede iconografiche”.