ASD SG DERTHONA - INTERVISTA AL DIRETTORE GENERALE GABRIELE CROZZA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   30/11/2019 10:00:00 

 

Vista la sospensione dei campionati a causa del maltempo abbiamo incontrato il direttore generale dell’SG Derthona, Gabriele Crozza.

 

 

Nei mesi scorsi presidente, segretario e direttore tecnico hanno parlato bene di lei. Cosa si sente di dire?

“Innanzitutto li ringrazio per la fiducia accordatami in questi 4 anni, tutti insieme siamo un’ottima squadra; il nostro top player è Marco Croci, un presidente pacato, che ha risorse di gestione determinanti: poche parole ma buone e fondamentali! Io mi occupo dell’amministrazione della società e come dg devo addentrarmi nella gestione di tutti gli aspetti (gestionali e tecnici) per poi riferire e confrontarmi con il presidente per le decisioni che comunque devono essere deliberate dal nostro direttivo di cui ne fa parte anche il vice presidente Bertoni, anch’esso pedina fondamentale dello schacchiere societario, non solo perché gestisce il magazzino in maniera egregia, ma perché possiede anni di esperienza ed ha il Leone nel cuore. Fondamentali anche i nostri volontari che come dirigenti, coadiuvati dal direttore Mandrino, seguono le squadre in maniera impeccabile ed in alcuni casi, taluni di loro, vanno oltre rimboccandosi le maniche per lavori di ogni genere come Martin, Orsi, Poggio, Furlan, Straneo e Torti”.

 

 

I conti tornano?

“Il calcio non è fatto solo di un pallone che rotola e di atleti che cercano di primeggiare. Purtroppo i tempi sono cambiati ed il calcio (se fatto bene) costa sempre di più; non ci sono più le sponsorizzazioni e le sovvenzioni comunali di una volta, ma in qualche modo i conti devono «tornare»; siamo una società dilettantistica senza scopo di lucro e riusciamo a far quadrare i conti perchè li prevediamo nella giusta maniera, incontrandoci spesso e rivedendo il budget annuale a seconda degli imprevisti, così che si possa correre ai ripari in caso di problemi. Abbiamo comunque sempre il bisogno di tutti, dei soci-genitori (che pagano una quota, ripagata da quanto la società mette a disposizione degli atleti tra allenatori, attrezzature e strutture) e degli sponsor, fondamentali”.

 

 

Il risultato migliore della sua gestione?

“Penso aver riportato il calcio al Cosola, la casa del settore giovanile del Derthona. E’ stato un lavoro burocratico lunghissimo e c’è ancora tanto da fare, ma penso che la società si sia guadagnata il diritto di gestire i beni pubblici e ci auguriamo che le istituzioni ci aiutino”.

 

 

Prossimi obiettivi?

“Lo sanno tutti: la fusione con l’HSL Derthona e l’affiliazione con il Dertona CG. Personalmente ci sto lavorando da tanto, con pacche sulla spalla, strette di mano ed accordi, ma nei prossimi mesi arriveremo al dunque. La serietà del presidente dell’HSL Toso e del suo vice Torti e l’ingresso nello staff come dg di Luigino Ferrari sono per noi una sicurezza. In fondo noi porteremo in dote più di 100 ragazzi selezionati e ben preparati, un valore aggiunto per una società che ha ambizioni. Ringrazio i dirigenti del Dertona CG con i quali confrontandoci abbiamo abbattuto i muri che ci dividevano con il risultato che ora stiamo già collaborando come non è mai successo negli anni passati; già da questa stagione, infatti, la categoria Pulcini 2009 dell’SG Derthona è seguita dagli istruttori del Dertona CG e gioca le sue partite interne al Cucchi. Questa collaborazione aiuterà il movimento calcistico cittadino perché ci sono sempre meno bambini che si avvicinano al calcio a causa dei sacrifici che questo comporta a livello economico, fisico e mentale. La fusione con l’HSL Derthona è un passo fondamentale per far sì che gli sforzi di tutti siano premiati e questo si verificherà solo vedendo sempre più giocatori del settore giovanile scendere in campo con i più grandi! (in questa stagione Cirafici, Muca e Cattaneo sono aggregati e protagonisti in prima squadra). Certo la fusione non dovrà stravolgere gli equilibri esistenti perché chi ha lavorato sino ad oggi lo ha fatto bene con risultati sportivi e gestionali importanti, inoltre dovrà anche prevedere figure professionali nei posti fondamentali e nel caso costituire un valore aggiunto per poter proseguire assieme il lavoro sin qui svolto”.

 

 

Il sogno?

“Vedere la rosa della prima squadra composta per 1/3 da giocatori provenienti dal vivaio entro 5 anni”.

 

Nella foto: il dg Crozza