SENZA IL PORTA A PORTA NUOVE SPESE PER GLI UTENTI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   23/12/2019 00:00:13 

 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Con deliberazione n° 6 del 25 febbraio 2016 l’assemblea del Consorzio Servizio Rifiuti (C.S.R.), composta da 115 comuni dell’Acquese, Novese, Ovadese e Tortonese aveva votato la proposta di attuare il metodo di raccolta domiciliare dei rifiuti (il cosiddetto “Porta a Porta spinto”) con l’applicazione della tariffa corrispettivo - in piena coerenza con le direttive europee, la normativa italiana e quella regionale che prevedono una consistente diminuzione dei rifiuti da conferire in discarica a fronte del loro recupero - riportando il nostro territorio nel circuito innovativo e virtuoso dell’economia circolare.  Va sottolineato che - in sintonia con l’andamento generale della Provincia di Alessandria - il nostro territorio rappresenta la “pecora nera” della Regione Piemonte con una percentuale inferiore al 50% di raccolta differenziata ed una produzione complessiva di rifiuti che supera 500 chilogrammi pro capite annui. L’applicazione del Porta a Porta, oltre a coniugare gli obiettivi ambientali della riduzione dei rifiuti totali prodotti e del significativo prolungamento della vita delle discariche pubbliche, rappresenta l’unico modello di gestione che permette e consente il calcolo della tariffa puntuale; una modalità più corretta ed equa nei confronti dei cittadini in quanto si basa sulla effettiva quantità dei rifiuti prodotti e non sulla superficie delle abitazioni (i cittadini che producono meno rifiuti pagano meno tasse, chi non lo fa: paga di più). Il programma di attuazione del nuovo sistema era articolato, sul territorio consortile, secondo un calendario che prevedeva per i comuni di Novi e Tortona l’attivazione nel corso del 2019. Lo straordinario risultato conseguito dai comuni che - già nel 2018 e nel corso del 2019 - hanno avviato il “Porta a Porta” con l’applicazione della tariffa corrispettivo (tra cui numerose realtà dell’Acquese, del Novese, dell’Ovadese e del Tortonese con Ovada e Acqui in testa e rappresentano oggi la metà del territorio del Consorzio Servizio Rifiuti) dimostra l’efficacia del nuovo sistema che consente la riduzione della produzione di rifiuto indifferenziato da 300 a meno di 100 chilogrammi pro capite annui con una percentuale di raccolta differenziata che sfiora l’80% e garantisce l’effettiva riciclabilità per oltre il 70% dei rifiuti prodotti. Purtroppo, dopo l’esito delle consultazioni elettorali di giugno, le giunte di centrodestra di Novi Ligure e Tortona hanno chiesto una proroga dell’attivazione del nuovo sistema di raccolta fino al prossimo aprile e, da ultimo, hanno annunciato la volontà di modificare i termini del servizio. Questo atteggiamento, con l’introduzione di sistemi di raccolta alternativi al “Porta a Porta” decisamente meno efficaci in termini qualitativi / quantitativi, rischia di vanificare la scelta corale del territorio e di compromettere il conseguimento degli obiettivi prefissati con il risultato di ribaltare sui comuni e, conseguentemente sui cittadini, ulteriori costi di investimento per l’acquisto di nuove attrezzature per la raccolta e la realizzazione di modifiche impiantistiche, se non addirittura, la costruzione di nuovi impianti di valorizzazione del rifiuto. Contestualmente il neo presidente del Consorzio Servizio Rifiuti, nominato dal centrodestra, pochi giorni dopo il suo insediamento, ha rispolverato la proposta di realizzare un termovalorizzatore sul nostro territorio, ignorando che tale scelta, ancorché percorribile, è di stretta competenza regionale e attualmente non figura negli obiettivi regionali dettati dalla Legge 1/2018 che disciplina il settore. Recentemente lo stesso presidente del Consorzio Servizio Rifiuti ha avanzato la proposta di un sistema alternativo di raccolta dei rifiuti urbani denominata “Sacco secco”, ignorando che in base alle norme regionali questo sistema non è considerato “raccolta differenziata”, senza consultare e discutere nel C.d.A. e soprattutto con l’assemblea di cui è solo il portavoce, senza tenere conto delle scelte effettuate dall’assemblea e dei contratti di servizio stipulati con le società di raccolta del cui rispetto lo stesso presidente del Consorzio dovrebbe essere garante. Va sottolineato, infatti, che per l’attuazione del nuovo sistema di raccolta le aziende pubbliche del servizio di raccolta rifiuti, in base ai contratti stipulati nel 2016 voluti dall’assemblea dei sindaci che compongono lo stesso Csr, hanno già effettuato ingenti investimenti in termini di acquisto di attrezzature, mezzi e di personale che, in questo modo, risulterebbero inutili e rappresenterebbero uno spreco di risorse. Tali preoccupanti atteggiamenti, oltre a creare estrema confusione tra i cittadini, sono finalizzati a vanificare le scelte effettuate dal territorio e a minare il ruolo delle aziende pubbliche che, a livello consortile, sono stati perseguiti negli ultimi 50 anni ed ha fornito risultati estremamente vantaggiosi in termini tariffari ed ambientali e che, nel contempo, hanno allontanato eventuali “ingerenze” del settore privato che si occupa di rifiuti di cui in Italia si ha testimonianza non certo positiva. 

Alla luce di quanto illustrato il Partito Democratico 

- richiama le amministrazioni comunali al loro ruolo in seno al Consorzio Servizi Rifiuti ad esprimere scelte di raccolta coerenti con quelle già intraprese e con i Contratti di Servizio già stipulati; 

- stigmatizza il comportamento del Presidente del Consorzio Servizio Rifiuti richiamandolo ai suoi compiti istituzionali; 

- eserciterà fino in fondo la propria iniziativa politica affinché il futuro ciclo integrato dei rifiuti non esponga i cittadini a maggiori costi del servizio e raggiunga gli obiettivi previsti evitando le sanzioni di legge. 

Partito Democratico di Novi Ligure e

 della zona del Novese 

Partito Democratico di Tortona