“SEI MESI PROFICUI DI AMMINISTRAZIONE” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   23/12/2019 00:00:23 

 

Intervista al sindaco Federico Chiodi

 

Signor sindaco, siamo ormai nelle vicinanze delle festività natalizie e a sei mesi dalla sua elezione a primo cittadino tortonese, avvenuta al primo turno, cosa mai accaduta in precedenza. Ci pare quindi il caso di tirare le prime somme.

 

Il suo slogan elettorale è stato “Risvegliamo Tortona”. Ma a parte una serie di manifestazioni serali o notturne, per altro abbastanza care, Tortona purtroppo non si è ancora risvegliata. Ma forse, piuttosto che puntare alle manifestazioni, sarà bene puntare all’arrivo di nuove industrie in zona.

Permettimi di puntualizzare sulle manifestazioni: non si tratta solo di eventi serali o notturni, ma anche di manifestazioni che hanno coinvolto i bambini delle scuole elementari, gli adolescenti e le famiglie nella fascia giornaliera e nel weekend e non posso certo dire che siano state care per il comune, perché non abbiamo dovuto modificare il, peraltro limitato, budget del settore manifestazioni, dal momento che la parte principale delle spese per questi eventi è stata sostenuta grazie alle numerose sponsorizzazioni di privati e di enti. Devo per questo ringraziare la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria che ci sono state vicine, permettendo la realizzazione di eventi di alto profilo altrimenti improponibili per le limitate casse comunali. Ritengo che la promozione del nostro territorio non sia semplicemente intrattenimento ma una seria opportunità di rilancio economico per Tortona e per le sue aziende. E’ vero però che il nostro obiettivo primario è l’attrazione di aziende sul nostro territorio: a tal proposito abbiamo concluso la pratica che permetterà un nuovo insediamento logistico in soli 57 giorni e stiamo lavorando per nuove iniziative in questo settore, grazie allo strumento dell’area logistica semplificata, ma non solo. Ovviamente processi di questo genere non si risolvono in sei mesi, i tortonesi ci hanno dato cinque anni di tempo e intendo sfruttarli al massimo per cambiare il volto a questa città e al nostro territorio.

 

Il primo problema da affrontare è quello dei rifiuti: il primo aprile, data nella quale entrerà in vigore il Porta a Porta spinto dopo il rinvio da lei ottenuto, è ormai dietro l’angolo. Pare che molti sindaci siano sul piede di guerra e non vogliano pagare loro quello che dovevamo pagare noi tortonesi, e poi c’è stata l’uscita del presidente del Csr che ha parlato prima di voler costruire un nuovo inceneritore a Novi e poi di “sacco secco”. Qual è il suo pensiero?

Ritengo che le affermazioni del presidente Ravera siano da intendere come suggerimenti che vadano a stimolare il dibattito all’interno dell’assemblea dei sindaci del consorzio e non come linee di indirizzo insindacabili, anche perché non sarebbe facoltà della carica che Angelo Ravera ricopre. Posso parlare di quelli che sono i progetti che Tortona sta sviluppando in accordo con la società Gestione Ambiente: le prime ad iniziare la nuova raccolta saranno le attività produttive, per cui è previsto un sistema di internalizzazione della differenziata con rimozione di tutti i cassonetti stradali nelle zone artigianali e industriali del concentrico e verranno distribuiti alle aziende i contenitori per carta, plastica e alluminio, umido, indifferenziato. Questa metodologia punta a ridurre consistentemente la percentuale di rifiuto indifferenziato che viene conferito in discarica ed a contrastare il fenomeno della cosiddetta “migrazione del rifiuto” dai comuni limitrofi. Per quanto riguarda il resto della città si andrà su un modello misto di raccolta di prossimità (cioè con cassonetto stradale “a calotta” con tessera magnetica) e di internalizzazione della differenziata. Ho letto dalle colonne del tuo giornale di preoccupazioni relative all’affidamento della partita rifiuti a privati: posso serenamente smentire queste illazioni perché abbiamo una società di smaltimento rifiuti, Srt, interamente pubblica in grado di svolgere questo compito senza la necessità di coinvolgimenti esterni. Tranquillizzerei anche gli altri comuni che hanno già investito in metodi di raccolta differenziata, il sistema che abbiamo approntato è improntato all’economicità e praticità nel rispetto delle normative. Se Tortona potrà fare qualcosa sarà abbassare la tariffa a livello di bacino

 

Problema scuole di viale Kennedy.

Purtroppo abbiamo subito i ritardi, peraltro preventivati, del Miur nell’assegnazione dei fondi per la progettazione degli edifici scolastici, relativi ai bandi a cui il comune aveva partecipato. E’ notizia di questi giorni che questi finanziamenti siano stati finalmente sbloccati e stiamo procedendo all’iter per avviare la progettazione. Non cambiano le nostre previsioni per la realizzazione dei nuovi edifici in viale Kennedy, anche perché le soluzioni emergenziali messe in atto dalla precedente giunta hanno fatto emergere alcune problematiche legate agli edifici e non vogliamo che il tempo di permanenza provvisorio si protragga oltre l’accettabile.

 

Terzo problema: come risolvere la “grana” della zona R9 che si trascina ormai da troppo tempo?

Come annunciato alcune settimane fa abbiamo proceduto ad inviare la diffida alle società assicurative per escutere le polizze di fidejussione che riguardano l’area. Indi per poter finalmente prendere in carico le opere di urbanizzazione, verrà ripristinato il ponte per l’accesso al quartiere da via Don Goggi, entro la fine del mese di gennaio 2020. Rimane quindi il nostro intento di far uscire da questa condizione di incertezza i tortonesi che vivono nel quartiere e garantire loro gli stessi servizi degli altri cittadini.

 

La commissione lavori pubblici della precedente amministrazione aveva deciso, all’unanimità, di procedere alla revisione dei dossi di corso Don Orione, ormai considerati da tutti un vero e proprio errore. In questi sei mesi, però, nulla si è più saputo.

Non solo ne ha discusso la commissione lavori pubblici, ma era anche stata approvata dal consiglio comunale la mozione presentata dall’allora consigliere Franco Carabetta che impegna sindaco e giunta a modificare quel tratto di strada. Sono stati effettuati sopralluoghi e visionati alcuni progetti di modifica e quando la stagione sarà più propizia li metteremo in pratica. Dobbiamo anche fare attenzione a non sovrapporre questi interventi ad altri che comprometteranno la viabilità in ingresso della città, primo fra tutti il restauro delle due pile rimanenti del cavalcavia sulla provinciale 211 che verranno effettuati dalla Provincia in primavera e che indubbiamente procureranno disagi dal traffico, soprattutto pesante.

 

E veniamo al piano regolatore: in agosto ci doveva essere una conferenza di servizi per proseguire nell’iter, non semplice né veloce, per la variante generale: avete chiesto di rinviarla, ma poi non si è fatto più nulla. A che punto siamo?

Il rinvio è stato necessario per permettere di analizzare nel dettaglio quanto finora fatto dagli uffici e comprendere il reale stato di avanzamento dei lavori. Con nostra sorpresa abbiamo scoperto che quello che ci veniva presentato come un processo ormai nella sua fase finale è in realtà ancora ad uno stadio preliminare ed occorreranno ipoteticamente circa due anni per arrivare a conclusione. Abbiamo quindi riconvocato la conferenza di copianificazione per il 6 febbraio prossimo, tempo che ci permetterà di ultimare le variazioni minime al piano, consentendoci di proseguire il percorso per concluderlo nel più breve tempo possibile. Stiamo anche ristrutturando il settore urbanistica, orfano di tante risorse cessate nell’ultimo anno, in modo da rendere più rapido il processo.

 

Problema ospedale.

La visita dell’assessore regionale Icardi ha permesso di avere un panorama più completo di quelle che sono le intenzioni della Regione nei confronti del nostro ospedale e di quanto possano influire le sollecitazioni dal territorio su questi temi. Ci è stato confermato che a giorni verrà pubblicato il bando per la realizzazione del reparto di fisiatria, annoso problema mai risolto dalla precedente amministrazione regionale dal 2014. Assieme ai sindaci del territorio abbiamo chiesto con forza di aumentare il numero dei cardiologi a Tortona e l’assessore insieme al commissario Asl Galante hanno risposto positivamente. Infatti, il 13 dicembre, la direzione generale dell’Asl Al ha disposto il distacco funzionale dei dirigenti medici cardiologi di Tortona presso la struttura complessa di Novi Ligure: questo ci consentirà di avere a disposizione più cardiologi e mettere al sicuro l’attività della chirurgia elettiva, appoggiandoci appunto ad una struttura complessa, inoltre viene scongiurata la riduzione dell’orario di ambulatorio che rischiava di passare a 8-16, anziché l’attuale 8-18. E’ nostro obiettivo anche garantire i servizi di emergenza sul nostro ospedale e potenziare il numero di sedute di chirurgia e ortopedia, sacrificando la complessità di alcuni interventi, ma garantendo il funzionamento continuativo della struttura. Resta la cronica assenza di anestesisti, ma per questo speriamo i privati possano venirci in aiuto, perlomeno in fase transitoria.

 

Ci sarà ancora un problema da affrontare nel 2020: quello del ricambio del personale che è andato e andrà in pensione.

Purtroppo solo negli ultimi cinque anni il comune ha perso circa il 20% dei suoi dipendenti a causa delle limitazioni di spesa e il blocco del turn over. Molti settori soffrono di operatività ridotta anche a causa dello scarso personale. Appena arrivati abbiamo approntato un fabbisogno del personale già approvato in uno dei primi consigli comunali che prevede la sostituzione di ogni cessato, con un dipendente di pari livello. Ci riserviamo di modificare queste quote a patto che rientrino in un egual coefficiente di spesa e non escludo che si possano aprire delle finestre per il reperimento di risorse qualificate, qualora se ne presenti la necessità. Il nostro obiettivo è avere un comune efficiente che garantisca i servizi migliori nel minor tempo possibile.

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