VOLPEDO FRUTTA: DISTRIBUITO UN SALDO DI 900.000 EURO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   12/02/2020 00:00:04 

 

Assemblea dei soci stagione 2019

Problemi: maltempo, burocrazia e fauna selvatica

 

Si è tenuta lunedì pomeriggio 3 febbraio la riunione annuale della cooperativa Volpedo Frutta per condividere con i soci l’andamento della stagione appena conclusa e la distribuzione del saldo dei conferimenti della passata stagione, che ammonta a circa 900 mila euro. E’ stato raggiunto un fatturato record di 3 milioni e 150 mila euro con ascesa costante e continua. Volpedo Frutta ha investito molto negli anni precedenti sulla qualità e questa paga sempre. La cooperativa in fatto di qualità ha raggiunto i livelli massimi in Italia per tutti i prodotti e si è raggiunto un nuovo record di fatturato nonostante condizioni climatiche avverse. Gianpiero Chiapparoli ci ha detto: “Abbiamo avuto 8 mesi di siccità da settembre 2018 ad aprile 2019, poi a maggio abbiamo avuto un mese di pioggia con giornate tipiche di novembre: grigie e fredde, dopo è ricominciata la grande siccità. Il risultato è stata una grossa perdita di produzione di fragole e ciliegie ed una pezzatura piccola delle pesche tardive. In aggiunta c’è stata una grandinata primaverile che ha colpito la parte bassa delle valli Staffora, Curone e Grue. Abbiamo una potenzialità di 4 milioni di euro di produzione, ma tutti gli anni a causa dei cambiamenti climatici perdiamo il 25% della produzione. In calo la produzione di mele golden, ciliegie e pomodori, mentre in aumento susine ed albicocche. Per quanto riguarda i prezzi in leggera diminuzione pesche, albicocche, ciliegie e mele ed in aumento i prezzi di fragole, pomodori e pere. La burocrazia invece di diminuire continua ad aumentare ed un esercito di parassiti vivono sulle spalle degli agricoltori facendo continuamente lievitare i costi di produzione. Un altro problema per i frutticoltori sono i caprioli, che sono ritornati più numerosi di prima, in alcune zone non riusciamo più a mettere a dimora nuovi impianti e molti di questi terreni adatti alla frutticoltura vengono abbandonati. Un gruppo di giovani agricoltori altamente professionali sta crescendo molto bene. Il 10% dei soci supera il 60% della produzione”.