SRT - COMUNE: È SCONTRO ALL’ULTIMO COMUNICATO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   12/02/2020 00:00:13 

 

Venerdì 31 gennaio si è svolta l’assemblea dei soci di Srt, da noi preannunciata, che aveva all’ordine del giorno un unico argomento: la manleva al consiglio d’amministrazione per l’applicazione della decisione dell’assemblea dello scorso novembre con la quale si era disapplicato l’aumento delle tariffe per il 2019. E’ stata una riunione un poco animata, con il sindaco di Tortona Chiodi e di Paderna Gualco molto accesi e determinati. Il testo della manleva è stato poi approvato, dopo alcune modifiche, come al solito a maggioranza, visto che ormai l’assemblea dei soci si è politicamente spaccata in due. Sull’argomento il primo cittadino tortonese ha dichiarato “La scorsa estate la richiesta di proroga al Csr per i tempi di ingresso del nuovo sistema di raccolta rifiuti da parte di Tortona e Novi Ligure aveva suscitato preoccupazioni, a tratti pretestuose, fugate oggi dalla dimostrazione, nei fatti, che pur con un sistema di raccolta misto che si discosta dal “porta a porta spinto”, metodo “Contarina”, applicato altrove, la nostra intenzione resta quella di rispettare gli obiettivi di aumento della differenziata e rispetto dell’ambiente. Con il voto di venerdì, che asseconda una esplicita richiesta del consiglio d’amministrazione e del collegio dei revisori, abbiamo difeso con forza la decisione assunta a larga maggioranza dall’assemblea a novembre di bloccare l’aumento di circa il 19% del costo del conferimento dei rifiuti in discarica che ha evitato non solo uno squilibrio di bilancio per molti comuni, ma soprattutto aumenti futuri della tariffa per i nostri cittadini. Prendiamo atto ancora una volta della contrarietà del CdA così come dell’organo di controllo, ribadendo tuttavia che il mancato introito da parte di Srt potrà essere coperto dal fondo di riserva della società, senza compromettere il futuro della nostra partecipata, né intaccare il suo patrimonio, come è stato ammesso anche dal presidente di Srt Alberto Mallarino. Restano tuttavia alcune questioni in sospeso che andranno chiarite. Innanzitutto la poca trasparenza nella comunicazione da parte del CdA ravvisata da diversi comuni che si sono visti presentare il documento di manleva soltanto pochi minuti prima della votazione, per cui comprendo la scelta di astenersi o di votare contro la proposta del CdA. D’altronde lo stesso comune di Tortona lo aveva ricevuto soltanto in tarda mattinata, rendendo difficile una attenta valutazione ed una ulteriore condivisione con gli altri sindaci del territorio. Poi, l’assenza di un piano industriale futuro che tenga conto della diminuzione delle entrate derivanti dal conferimento di rifiuto indifferenziato, destinato a ridursi sempre di più: la soluzione non può essere quella finora utilizzata di aumentare proporzionalmente la tariffa per i comuni soci per coprire i costi fissi, ma è necessario diversificare l’attività individuando nuove fonti di guadagno. Le idee ci sono, bisogna darne applicazione nel concreto. Infine, ma non meno importante, come ho fatto rilevare anche in assemblea, tutta questa vicenda dimostra come vi sia ormai uno scollamento totale fra i soci e l’organo esecutivo: un venire meno del rapporto fiduciario fra i due organi evidenziato già dal parere contrario espresso nei confronti del congelamento delle tariffe e rimarcato dalla necessità di votare addirittura una manleva nei confronti dei consiglieri di amministrazione. Mi spiace che su questo punto il CdA ieri abbia preferito non rispondere, ma ritengo che da parte di tutti sia necessaria una riflessione molto attenta”.

 

 

Comunicato del Consiglio d’Amministrazione di Srt

 

“Con riferimento ad alcune dichiarazioni del sindaco di Tortona pubblicate negli ultimi giorni a seguito dell'assemblea dei soci di Srt dello scorso 31 gennaio, si ritiene necessario effettuare alcune precisazioni per chiarire quanto accaduto nel corso del 2019 e nei giorni scorsi per ristabilire una corretta ricostruzione dei fatti. Srt S.p.A. è una società interamente pubblica, di proprietà di 115 comuni, che da sempre ha operato nell'interesse di tutti i propri soci indipendentemente da considerazioni politiche o territoriali, garantendo negli anni stabilità tariffaria e certezza di continuità del servizio, contrariamente a quanto accaduto in molti territori, anche vicini. Il piano tariffario di Srt 2019 è stato approvato, come ogni anno, dall'assemblea dei soci insieme al bilancio di previsione in data 13 febbraio 2019; esso prevede ovviamente tariffe diverse per le varie tipologie di rifiuti (differenziati e indifferenziati) ed è strutturato, per scelta del bacino, in modo da premiare ed incentivare i comuni che si impegnano maggiormente nella raccolta differenziata. Per questa ragione lo schema tariffario è invariato ormai dal 2006 e prevede un meccanismo di parziale incremento automatico della tariffa dell'indifferenziato al calare dei conferimenti dello stesso rifiuto per "accompagnare" il periodo transitorio verso un sistema di raccolta più efficace, garantendo l'obbligatoria copertura dei costi e quindi l'equilibrio di bilancio. Grazie a questo meccanismo e ad una gestione oculata, le tariffe pro capite medie applicate da Srt ai propri comuni sono progressivamente calate da 47 euro del 2005 a 42 euro del 2019 e caleranno ancora con i risultati della raccolta porta a porta, nonostante l'aumento della tassa regionale più che raddoppiata proprio nel 2019. Nessun aumento improvviso ed imprevisto, quindi, ma solo l'applicazione del piano tariffario approvato all'unanimità dai soci, tra cui Tortona. Pertanto i problemi di bilancio di alcuni comuni sono stati causati non già da tariffe diverse dal previsto ma da quantitativi di rifiuti conferiti diversi dalle previsioni, previsioni tra l'altro non effettuate da Srt. Per quanto riguarda Tortona, in particolare, lo scostamento dei quantitativi di rifiuto indifferenziato rispetto alle previsioni, deriva - come ampiamente spiegato e dimostrato - dal rinvio dell'attivazione del nuovo sistema di raccolta che, in base alle previsioni del soggetto gestore, avrebbe portato ad una riduzione dell'indifferenziato del 22%, con conseguente significativa riduzione dei costi. Con il rinvio del porta a porta invece non c'è stata nessuna riduzione ed, anzi, un maggiore costo rispetto alle previsioni di circa 230.000 euro. I comuni che invece hanno rispettato il cronoprogramma di attivazione del nuovo sistema di raccolta hanno ottenuto ampiamente i risparmi previsti. Di ciò tutti i comuni erano perfettamente a conoscenza sin dal 13 febbraio 2019 avendone dibattuto in seno all’assemblea del Csr. Per rimediare a questa situazione, il comune di Tortona ha proposto all'assemblea di Srt del 19 novembre la riduzione retroattiva delle tariffe approvate con il 100% di voti favorevoli dalla stessa assemblea solo nove mesi prima, senza alcuna altra misura compensativa che consentisse la copertura dei costi, mettendo quindi a repentaglio in modo evidente gli equilibri della società. Il consiglio di amministrazione ed il collegio sindacale di Srt - che hanno il dovere, l'obbligo e la responsabilità verso tutti i comuni di riferimento, nessuno escluso, di gestire la società prevenendo i danni che ad essa possano essere arrecati - hanno inevitabilmente espresso parere contrario a tale decisione, che è stata in ogni caso approvata dai soci con circa il 57% di voti favorevoli e che comporta una mancata copertura dei costi di circa 950.000 euro. Fortunatamente l'oculata gestione dei vari amministratori succedutisi ha consentito di accantonare, anno dopo anno, una riserva sufficiente a temperare gli effetti economici del blocco tariffario e ad evitare il dissesto societario nonostante questo grave squilibrio, ma senza dubbio rende più fragile la società sotto il profilo finanziario proprio in un periodo di grandi cambiamenti ed incertezze. Per tale ragione, dopo sofferti approfondimenti, gli amministratori di Srt hanno dovuto prendere in considerazione l'ipotesi di impugnare tale deliberazione, per non venir meno ai propri doveri sanciti dallo statuto e dal Codice Civile stesso e, non per ultimo, anche nell’interesse dei comuni che non hanno approvato la proposta di congelamento della tariffa. A seguito di esplicita richiesta di alcuni soci che hanno ritenuto responsabilmente che tale azione avrebbe messo a repentaglio una rinnovata unità di intenti del bacino, testimoniata dalla decisione dei comuni di Novi e Tortona di applicare finalmente il sistema di raccolta porta a porta approvato senza significative modifiche, il consiglio di amministrazione ed il collegio sindacale hanno manifestato la propria disponibilità a rinunciare all'annullamento della deliberazione, considerando prevalente l'interesse complessivo del bacino e ritenendo che, in caso di aperto contrasto, avrebbe influito negativamente anche sulla gestione stessa della società. Gli amministratori hanno però chiesto, ragionevolmente, di essere manlevati dalla responsabilità relativa ai danni alla società strettamente legati ad una decisione non condivisa: tale manleva è stata quindi approvata dall'assemblea lo scorso 31 gennaio a larga maggioranza con solo il 9% di voti contrari. Il sindaco di Tortona ha inoltre affermato che Srt dovrebbe diversificare le proprie attività per coprire parte dei propri costi: egli però dovrebbe ben sapere, che la natura interamente pubblica di SRT limita al 20% del fatturato la possibilità di effettuare servizi al di fuori di quelli affidati dai soci; inoltre, per ottemperare alle normative vigenti, è obbligatoria l'integrale copertura dei costi di gestione del servizio mediante la tariffa applicata ai cittadini. Le polemiche apparse sui giornali sono dunque prive di fondamento e probabilmente finalizzate esclusivamente a provocare la destituzione del C.d.A. anzitempo rispetto alla durata del mandato ricevuto, intenzione tra l'altro manifestata dal sindaco di Tortona fin dal suo insediamento ed indipendentemente da qualsiasi valutazione sull'operato degli amministratori della società.

Il Consiglio di Amministrazione di SRT S.p.A.

 

 

I comuni di Tortona e Novi replicano al CdA di Srt

 

“Ritengo molto gravi le affermazioni del consiglio d’amministrazione di Srt - ha dichiarato il sindaco di Tortona, Federico Chiodi - nel comunicato di alcuni giorni fa avevamo cercato di spiegare le ragioni che ci avevano convinto a votare la manleva, difendendo la decisione, molto importante, di congelare un aumento tariffario che avrebbe avuto gravi ripercussioni sul costo dello smaltimento rifiuti e di conseguenza sulle tasche dei cittadini. Non abbiamo mai affermato che si trattava di un aumento “improvviso ed imprevisto” ma contestiamo, come già fatto in assemblea, il principio “punitivo” nei confronti dei comuni e quindi degli utenti, che non hanno applicato il “porta a porta spinto - metodo Contarina”. Un sistema che abbiamo sempre criticato e per questo modificato significativamente, potenziando, dove necessario, la raccolta stradale. Ma quello di oggi da parte del cda non è un intervento “tecnico” ma “politico”, che svicola ancora una volta dalla questione che ho posto sul tavolo in assemblea e ribadito nelle successive dichiarazioni: fra l’organo esecutivo e la maggioranza dei soci proprietari di Srt è venuta a mancare la fiducia. Avevo parlato di una riflessione necessaria su questo argomento, oggi penso che dal nostro punto di vista questa riflessione possa sfociare soltanto in una richiesta di dimissioni del consiglio d’amministrazione”. “Condivido pienamente quanto dichiarato dall’amico e collega Chiodi in assemblea - prosegue il sindaco di Novi Ligure, Giampaolo Cabella - e ripetuto poi nelle affermazioni pubblicate dalla stampa. Mi pare evidente che il cda non rappresenti più la maggioranza dei comuni soci, come già era stato ampiamente dimostrato dalla discussione in merito al congelamento delle tariffe. Il nostro interesse è sempre stato quello, condiviso da tutti i Sindaci del bacino, di andare verso una riduzione dei rifiuti indifferenziati prodotti; ma il cda di Srt per primo aveva dimostrato scarsa fiducia nei confronti delle nostre amministrazioni, arrivando a paventare, nei mesi scorsi, aumenti di costi e di investimenti quando legittimamente, e con l’approvazione del Csr, avevamo ottenuto una proroga sui tempi di avvio del nuovo sistema, come peraltro già richiesto dalla passata amministrazione senza sollevare eccessivo clamore. A questo punto anche noi concordiamo, sarebbe meglio che il cda riflettesse sull’opportunità di rimettere l’incarico, consentendo a tutti di poter ripartire con una maggiore serenità”.