CORONAVIRUS: L’EMERGENZA NEL TORTONESE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   04/03/2020 00:00:15 

 

Ripercorriamo questa settimana paradossale che, speriamo, non si ripeta. Domenica 23 febbraio, poco dopo le 9,30, ci giunge voce che il pronto soccorso cittadino è stato chiuso per una “emergenza sanitaria”. Ci rechiamo sul posto, constatiamo la veridicità della fonte, ci informiamo. Alle 10,35 sul nostro sito e sulla pagina Fb del giornale esce la prima notizia, ancora vaga ma con un dato preciso: ricoverato in ospedale c’è qualcuno che potrebbe avere il Coronavirus. Alle 11,15 lanciamo il primo aggiornamento, specifichiamo che al pronto soccorso, sigillato e con la porta interna verso l’ospedale addirittura chiusa da due aste di legno, vi è una coppia, molto nota in città, con l’uomo che ha avuto seri problemi respiratori (ma notoriamente asmatico), che un noto residence in pieno centro cittadino, via Perosi angolo via Calvino, è stato sigillato, e che gli occupanti, circa 7 tra cui due provenienti dalle cittadine lombarde ove si è manifestato il virus, sono isolati, pubblicando anche una foto dei carabinieri che presidiano il locale. Intanto ci incontriamo con il sindaco e gli assessori Galvani e Bonetti che si sono portati in ospedale, con il direttore sanitario del nostro nosocomio, Andrea Calvani, ed altri sanitari. Alle 13 possiamo comunicare che i tamponi per i due ricoverati in isolamento sono stati inviati a Torino per le analisi, che il governatore Cirio ha disposto il montaggio di tende per il pre triage dinnanzi a tutti i pronto soccorso piemontesi e che la sfilata di carri che si doveva tenere al pomeriggio si farà. Alle 14,20 viene reso noto il primo comunicato dell’amministrazione, che parla di misure precauzionali e che non sono previste al momento altre misure di emergenza. Un po’ di riposo con la sfilata dei carri e alle 16 ribattiamo il comunicato della Regione che offre il primo numero ufficiale dei casi positivi in Piemonte (6) e che annuncia la chiusura per tutta la settimana delle scuole e di tutti gli eventi e manifestazioni in genere che “prevedono l’assembramento di persone”. Poco dopo le 18 il comune fa proprie le disposizioni regionali e ricorda che il Carnevale di Vho, la serata in ricordo del professor Pedenovi e la commemorazioni dei Caduti sul Castello di giovedì sono sospesi. Finalmente alle 19,11 possiamo dare la notizia ufficiale che i due ricoverati in ospedale non hanno contratto il Coronavirus e che gli occupanti il residence (cui per altro il tampone non è stato fatto) possono rientrare nelle loro abitazioni dopo essere stati rifocillati grazie all’intervento dei carabinieri a guardia del residence. Ultimo aggiornamento della domenica, alle 21,24, con la fotografia delle tenda appena montata all’esterno del pronto soccorso. Lunedì 24 febbraio alle 12 pubblichiamo il comunicato emanato dal vescovo Viola con le disposizioni affinchè le messe siano celebrate senza partecipazione dei fedeli, che a rosari e funerali partecipino solo i parenti stretti, che gli oratori rimangano chiusi e che sia sospesa la benedizione delle famiglie. Il rito delle Ceneri, che si doveva tenere mercoledì 26, primo giorno di Quaresima, sarà celebrato il 2 marzo. Alle 18 ufficializziamo la notizia che lo stabilimento Lamberti di Viguzzolo, ex Rol, è stato chiuso in via precauzionale perché un suo dipendente era stato in contatto con una persona ora in quarantena perché trovata positivo al Covid-19. Poco dopo rendevamo nota la disposizione del comune per cui da martedì gli uffici sono aperti solamente su appuntamento. E veniamo a martedì 25 febbraio, ultimo giorno (speriamo) di questa incredibile emergenza. Alle 12 aggiorniamo la notizia che nello stabilimento Lamberti si sta procedendo alla sanificazione dei locali comuni e pubblichiamo il comunicato dei medici di famiglia con le nuove norme: accesso all’ambulatorio solo dopo contatto telefonico; i pazienti con febbre/difficoltà respiratorie e sospetto contatto con soggetti positivi devono essere gestiti nella loro abitazione; il medico effettua il triage telefonico e poi decide il da farsi. Infine poco prima delle 18 la notizia che la Lamberti riapre, senza problemi, a partire da mercoledì 26.

 

Nella foto: la sala d’aspetto alle 10 di domenica mattina completamente vuota; i carabinieri a guardia del residence di via Perosi; la tenda per il pre triage appena montata; la Lamberti spa di Viguzzolo