LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   24/03/2020 00:00:05 

 

Girare per la città in questi giorni è veramente traumatico. Lo abbiamo fatto, con tanto di mascherina ed in macchina, per lavoro sabato mattina proprio per avere la sensazione immediata della diversità della vita cittadina. Normalmente al sabato si fa fatica a circolare in auto, e soprattutto a parcheggiare. Sabato scorso vedere piazza Milano vuota (solo qualche vettura parcheggiata) ci ha stretto il cuore. E poi via Emilia, deserta, con pochi e frettolosi viandanti imbacuccati come se fossimo sotto zero, invece che in piena primavera anticipata. Ed ancora i negozi chiusi, le serrande abbassate, le luci spente nelle vetrine, i cartelli sulle serrande o sulle vetrine con i quali i proprietari annunciano la chiusura e si scusano con i clienti. Una vera e propria desolazione, una ferita al cuore, un senso di disperazione e di impotenza che fa male ma contro il quale tutti noi dobbiamo combattere. Ora è il momento di resistere, resistere, resistere, come disse l’ex capo di Mani Pulite Saverio Borrelli nel 2002 all’apertura dell’anno giudiziario. Verrà il giorno in cui ci si potrà guardare alle spalle con tranquillità e ripensare a questi momenti. Ora bisogna guardare solamente avanti, sicuri che ogni tunnel ha il proprio sbocco, ove ritroveremo la luce.