“L’EMERGENZA PASSERÀ E ALLORA SI DOVRÀ DECIDERE IL FUTURO DELL’OSPEDALE” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   24/03/2020 00:00:03 

 

Il tortonese Giancarlo Perla rieletto presidente dell’associazione ospedali privati del Piemonte. Dal 2001 alla guida della sanità privata. “E’ arrivato il momento di una nuova sfida: pubblico e privato insieme per sostenere il sistema”

 

Nei giorni scorsi si è svolta l’assemblea degli imprenditori della sanità privata associati all’Aiop, per l’elezione del nuovo presidente e del consiglio che rimarrà in carica fino al 2023. Il dottor Giancarlo Perla, che vive a Tortona ed è direttore generale del policlinico di Monza gruppo sanitario che in Regione conta otto strutture, è stato rieletto all’unanimità per la settima volta consecutiva.

 

Lei guida la sanità privata piemontese da molto tempo e la sua rielezione all’unanimità è la conferma del prestigio di cui gode. Cosa prevede per i prossimi anni?

L’emergenza legata al Coronavirus ci obbliga a concentrare tutti i nostri sforzi per fronteggiare una situazione che non ha precedenti ma non perdiamo mai di vista la prospettiva futura. Quando si tornerà alla normalità avremo acquisito un’esperienza in più. Ho attraversato diverse stagioni politiche e navigato in acque calme e agitate. Non ci sono mai momenti facili o difficili in assoluto: dipende sempre da come li affrontiamo. Io li ho vissuti ogni volta con serenità, lucidità e rigore. In questi anni ho trattato e chiuso accordi importanti con tutti i presidenti della giunta ed assessori alla sanità che si sono succeduti. Nei prossimi mesi spero di convincere i vertici della Regione ad affrontare il problema dell’ospedale di Tortona che oggi sta dando prova del suo fondamentale ruolo. Passata l’emergenza lo si dovrà ricordare e si dovrà ringraziare coloro che in queste ore, rischiando la propria vita, lavorano per la salute di tutti. Ora però il servizio sanitario pubblico rischia il collasso, il sistema è sostenibile solo con il concorso del privato. Partendo da questa premessa, che è ampiamente condivisa, credo sia necessario ricercare soluzioni che consentano una sempre maggiore collaborazione tra la sanità pubblica e quella privata.

 

Lei è anche direttore generale del Policlinico di Monza, il gruppo che in Piemonte ha il maggior numero di strutture. Cosa avete fatto per fronteggiare l’emergenza?

Intanto due nostre cliniche sono diventate centri di riferimento per il coronavirus. L’assessore Icardi ci ha chiesto di collaborare e la risposta è stata immediata: la clinica torinese Pinna Pintor è stata interamente riconvertita in Hospital Covid e oggi i 25 letti di terapia intensiva e semi intensiva sono completamenti occupati, così come altri trenta letti sono destinati a pazienti positivi al coronavirus ma con una sintomatologia meno grave. Identica operazione è avvenuta in Alessandria ed in questo fine settimana anche la Clinica Città di Alessandria sarà disponibile ad accogliere pazienti positivi al virus con i suoi 14 letti di terapia intensiva e 19 di semi intensiva oltre ad altri 55 letti per ricoveri Covid. Se non basteranno, ne attrezzeremo altri. Abbiamo voluto concretamente dimostrare, non con le parole ma con i fatti, che la sanità privata sa dare il proprio contributo con tempestività ed impegno. 

 

Parliamo di Tortona. Secondo lei si troverà una soluzione al problema dell’ospedale e quali potrebbero essere i tempi. 

I tempi sono maturi e metterò a disposizione di Tortona il mio ruolo di interlocutore diretto con i vertici politici e la dirigenza regionale della sanità. L’ospedale resta per me la priorità assoluta ma so che serve un largo consenso delle forze politiche,  delle organizzazioni sindacali e di tutti gli operatori del settore: in sostanza il sostegno di tutta la città. Ho sempre accolto con piacere consigli e suggerimenti e quindi sono a disposizione di tutti coloro che vorranno mettersi in contatto con me. Può essere utilizzata una linea telefonica appositamente attivata per parlarmi direttamente in qualsiasi momento. Basta comporre questo numero: 0131 2946133. Chi mi conosce sa che mantengo sempre gli impegni. Quindi non lascerò nulla d’intentato anche se non dipende solo da me il risultato finale. La politica ha l’occasione di dimostrare che sa stare vicino alla gente e sa coglierne le aspettative: il privato può essere la risposta alle attese, non l’unica ma sicuramente la più rapida. Quando la mattina guardo l’agenda della mia giornata trovo sempre un appuntamento, una telefonata, una cena che riguarda Tortona.

 

Intanto l’ortopedia di Novi sta per essere assegnata ai privati.

E’ stato depositato il progetto, L’Asl bandirà la gara e la commissione giudicatrice assegnerà il servizio all’offerta migliore. Sono sicuro che una volta avviata l’attività cadranno molti pregiudizi e saranno in tanti a chiedere che sia allargato il perimetro.

 

Ma nel perimetro, come dice, è compresa anche Tortona?

Certamente sì, per perimetro intendo sia l’articolata tipologia delle attività da svolgere sia l’area geografica interessata e considero Tortona il baricentro del perimetro. Tre le ragioni di fondo: le caratteristiche strutturali dell’ospedale, la sua potenzialità e la posizione nel territorio. Poi c’è una quarta ragione personale ed affettiva a legarmi definitivamente a Tortona che considero la mia città per gli anni in cui ci ho vissuto e per il tempo che vi trascorro da quando sono tornato ad abitarci. Quindi farò tutto il possibile affinché l’ospedale, pur rimanendo una struttura pubblica, possa avviarsi ad una gestione privata diventando un modello di efficienza ed eccellenza  che restituisca a Tortona il prestigio del suo centro di cure. Senza far torto a nessuno si può certamente dire che l’ospedale di Tortona era considerato, fino a qualche anno fa, il migliore della provincia e quindi deve tornare ad essere il cuore vitale della città e il motore economico per il suo sviluppo. E’ un’operazione importante e complessa che intendo realizzare facendo valere tutta la mia personale credibilità e il peso dell’organizzazione che dirigo.