“IL TORTONESE HA IL PIÙ ALTO TASSO DI CONTAGI DELLA PROVINCIA (1,34 OGNI 100)” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   20/05/2020 00:00:13 

Intervista al commissario dell’Asl provinciale Valter Galante - "Il Covid Hospital è servito soprattutto a curare le persone del territorio”

 

Dopo il nostro articolo della scorsa settimana sull’ospedale il commissario Asl facente funzione di direttore generale Valter Galante ci ha concesso questa intervista.

 

Innanzitutto, come sta? Sappiamo che anche lei ha dovuto affrontare in prima persona il Coronavirus...

Ho fatto una conoscenza diretta del virus ospitandolo in me per circa un mese. Secondo il controllo diagnostico dei tamponi adesso sono guarito e mi sembra di stare bene. Spero che questo nemico un po’ sconosciuto non riservi sorprese di lungo periodo.

 

Da indiscrezioni e dichiarazioni ufficiali ci sembra di capire che il nostro ospedale resterà dedicato alla cura del Covid-19 ancora a lungo, conferma? 

Per riprendere le attività tipiche dell’ospedale dobbiamo aspettare che l’epidemia lasci uno spazio temporale in cui non si debbano curare con urgenza e in gran numero delle persone contagiate, in modo che si possano utilizzare in maniera graduale altre soluzioni di trattamento e di ricovero. Entro questo mese proporremo alla Regione delle possibilità alternative all’uso dell’ospedale di Tortona come Covid Hospital, valutando anche le proposte del territorio.

 

In queste settimane sono stati effettuati diversi investimenti sulle strutture ospedaliere della provincia, ma praticamente nulla a Tortona, dove gli interventi più importanti sono arrivati solo grazie alle donazioni dei tortonesi, come mai?

Considerata la velocità necessaria, gli interventi utili a trasformare l’ospedale per i compiti attuali sono stati realizzati con risorse finanziarie dell’Asl. Contiamo che queste spese ci siano successivamente riconosciute. Intanto dobbiamo ringraziare la grande disponibilità ed il lavoro svolto dal Comitato Tortona per l’Ospedale per l’acquisto di nuove e fondamentali apparecchiature.

 

Nel momento in cui sarà possibile riconvertire il nostro ospedale dopo l'emergenza Coronavirus quali reparti e servizi saranno attivati?Possiamo aspettarci un potenziamento oppure si andrà ancora verso la consueta strada del depotenziamento?

Abbiamo iniziato un percorso di lavori edili che deve permettere l’apertura di un nuovo reparto di riabilitazione. Consideriamo momentanea e di forza maggiore l’interruzione di questi mesi. Non appena possibile riprenderemo il cammino già avviato e finanziato. Per ora sono tutte confermate le altre attività.

 

I primari che erano prima in forza in città e che hanno rilanciato ortopedia e chirurgia faranno ritorno a Tortona?

Le attività di ortopedia e chirurgia fanno ovviamente parte di quelle che ripartiranno. Il personale che in questo periodo ha lavorato in altre strutture alessandrine per curare persone del Tortonese riprenderà ad esercitare nell’ospedale di Tortona.

 

Nell’ultimo anno si è molto parlato e discusso di un interessamento diretto e concreto da parte di strutture private: è tutto saltato o le possibilità di continuare il dialogo esistono ancora? 

Le ipotesi che riguardano le collaborazioni con il privato accreditato sono tutte da conoscere e da valutare. Si tratta di percorsi che devono essere programmati prima dal livello regionale e poi in ricaduta dall’Asl. In ogni caso, il privato accreditato che esercita nei nostri territori ha sempre dimostrato alta qualità clinica e in questo periodo ci ha messo a disposizione strutture e professionisti che ci hanno aiutato in modo determinante. Ascoltarne le proposte sarà importante.

 

Allargando il campo alla provincia, quali sono i piani dell'Asl per gli ospedali ed i servizi sanitari sul territorio?

In questo momento i progetti sanitari che riguardano il territorio alessandrino sono rivolti a contrastare una eventuale ripresa dell’epidemia, quale infausto esito della ripresa delle attività economiche e sociali. Tutti gli ospedali sono coinvolti da questa necessità. Inoltre dovremo anche realizzare le prescrizioni dell’ultimo decreto governativo, che non sono poche.

 

La Regione vi ha chiesto anche di individuare una o più strutture da dedicare al covid in maniera pressoché permanente. Quale è stata la vostra risposta?

Al momento la Regione non ha chiesto di ipotizzare situazioni permanenti per nessuna situazione. I cambiamenti obbligatori deriveranno dal decreto governativo appena emesso.

 

Non crede che Tortona meriti un riconoscimento per l’enorme sacrificio che ha sopportato?

La repentina trasformazione dell’ospedale in una struttura dedicata prioritariamente ai contagiati dall’epidemia ha sicuramente creato disorientamento e preoccupazione. È però necessario che si guardi in faccia la realtà: le persone che abitano nel tortonese hanno registrato sino ad oggi il tasso di contagio più alto dell’alessandrino. Calcolato su 100 abitanti il tortonese ha un tasso di 1,34 (più di una persona ogni 100), l’ovadese lo 0,97; l’alessandrino lo 0,92; il casalese lo 0,76; l’acquese lo 0,54; il novese lo 0,43. Questo significa che la trasformazione dell’ospedale di Tortona è servita in primo luogo a salvare e a curare le persone del territorio di riferimento. Peraltro i dati sui ricoveri ci confermano che l’ospedale è stato importante anche per aiutare i cittadini di altri territori del Piemonte.

 

Un’altra questione, oggi di stringente attualità: i tamponi. Riusciremo ad avere un colpo d’ala per incrementare questo servizio al cittadino?

In questo momento facciamo oltre 5.000 tamponi alla settimana, impiegando il massimo della nostra capacità operativa, che è data da tutto il personale disponibile e capace. Siamo stati i primi in Piemonte a mettere in campo il prelievo a bordo dell’auto dei cittadini. Fino alla settimana scorsa dipendevamo dalla possibilità di analisi da parte di altri soggetti, in primo luogo dell’azienda ospedaliera di Alessandria, che ha subìto molti ritardi nella consegna dei reagenti da parte dei fornitori e di conseguenza abbiamo registrato ritardi nella distribuzione degli esiti. Ora anche nel laboratorio di Tortona abbiamo una tecnologia che ci permette di processare autonomamente, a regime, 2.400 tamponi la settimana. Si tratta di una donazione ricevuta dal Comitato Tortona per Ospedale e concretizzatasi grazie all’instancabile interessamento del vostro sindaco. Stiamo cercando di incrementare ulteriormente la capacità di processare gli esiti in proprio.

 

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