SONO PIÙ DI 1.000 I TORTONESI BENEFICIARI DELLA SPESA SOLIDALE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   03/06/2020 00:00:05 

 

Commissione assistenza sociale e sanità

 

Lunedì 25 presieduta da Matteo Fantone si è riunita la commissione assistenza sociale e sanità, alla presenza degli assessori Damiani e Galvani. Due gli argomenti: l’emergenza Covid per quanto riguarda l’ospedale, e l’emergenza Covid per l’assistenza sociale. Sul primo punto ha relazionato Mario Galvani che ha ribadito che l’amministrazione è fiduciosa che entro fine giugno si possano riaprire alcuni servizi e forse qualche reparto per i “no Covid”. I tempi sono lunghi perchè per sanificare un piano occorre almeno una settimana di lavoro, più alcuni giorni per l’aerazione. Occorre poi predisporre percorsi alternativi, “puliti” per i pazienti con normali patologie e per i parenti, “sporchi” per i contagiati che, come al solito, non potranno ricevere visite. E così anche per gli operatori sanitari, che dovranno essere nettamente distinti. Intanto si sta dialogando con l’Asl ed il nuovo direttore sanitario per vedere come proseguire in questa operazione di riapertura e di rilancio, con la fisiatria e magari con qualche specializzazione particolare. Galvani ha parlato del fatto che in tutta la provincia manca una risonanza cardiaca: “averla significherebbe avere nuovamente la cardiologia” e così via, ma ha anche detto che l’Asl è un’azienda e come tale deve essere valutata! All’inizio l’assessore ha però ricordato che questa emergenza ha portato ad un implemento dei posti letto di rianimazione, posti letto che dovranno rimanere in città. Sugli aspetti sociali dell’emergenza sanitaria ha relazionato la dirigente Luisa Iotti, alla quale tutti i commissari hanno rivolto parole di apprezzamento per il durissimo ed eccellente lavoro svolto in questi mesi. Dalla prima settimana di marzo il comune ha avviato l’operazione “SpesAnziani” che era già stata predisposta prima ancora del Covid: gli anziani rimasti soli ordinavano la spesa, che pagavano, ed i volontari andavano nei negozi e recapitavano poi gli acquisti a casa. Ben presto questo servizio è stato esteso anche a chi era in quarantena: in totale sono 200 gli anziani serviti e 80 circa i tortonesi in quarantena che hanno usufruito del servizio, oltre ai circa 105 assistiti dal Cisa, che hanno usufruito, data l’emergenza, del servizio comunale. Poi è subentrata la Spesa Solidale: ben 1.193 le domande presentate, e l’84% sono state gestite, quindi circa 1.011, in quanto le altre domande o erano sbagliate, o presentate da persone “sconosciute” o, addirittura, doppie. L’unico controllo effettuato, dato che si trattava di un’autocertificazione, è stato quello di confermare la residenza in città e la composizione del nucleo familiare, in quanto il bonus varia proprio in virtù dei componenti; per tutto il resto “ci si è dovuti fidare” anche se è prevedibile che a posteriori le domande siano prese in carico dalla Guardia di Finanza. Sono stati spesi ben 173 mila euro, più dei 144 mila stanziati dallo Stato, grazie ai forti contributi che i cittadini tortonesi hanno versato, per una media buono di circa 350 euro. A questo servizio occorre aggiungere quello svolto autonomamente dai Cappuccini e dalla Casa di Accoglienza che ha continuato ad erogare, magari usufruendo per la consegna dei volontari comunali, il suo pacco mensile. Ed ora si è pronti per un secondo giro. Ai complimenti espressi da tutti in commissione verso la dirigente Iotti, il suo braccio destro Corrado D’Andrea e Daniela Raschia che ha coordinato l’attività di contatto e vaglio delle richieste, ci uniamo anche noi. Ma crediamo sia doveroso ricordare, lo abbiamo già fatto ma ripetersi in questo caso non guasta mai, tutto il lavoro dei ragazzi del servizio civile, 14 su 27 volontari anche nel primo periodo di pandemia, quando avrebbero potuto rimanere tranquillamente a casa, pagati. E ai circa 50 volontari “adulti” che indefessamente hanno dato una mano importante, alcuni dei quali ora sono ritornati a svolgere la propria normale attività. Come non possiamo che ringraziare, anche se in modo anonimo, per l’esempio di onestà dato a tutti noi, quei tre o quattro concittadini che, ricevendo il bonus spesa lo hanno rifiutato, “perchè ho ripreso a lavorare, datelo a chi ne ha bisogno”. Tortona non dovrà dimenticare questi volontari quando tutto sarà felicemente concluso: un simbolico riconoscimento dovrà essere loro tributato. Se, fino ad ora, la tenuta sociale della città non è crollata, lo si deve in particolare a loro.