SULL’OSPEDALE PARZIALI VERITÀ E MOLTE RETICENZE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   03/06/2020 00:00:07 

 

Nelle ultime due settimane abbiamo ospitato un’intervista al commissario Asl Galante, un intervento del sindaco Chiodi ed un’intervista al direttore generale del Policlinico di Monza Perla, tutti sullo stesso argomento: il futuro dell’ospedale. Le risposte del commissario Galante sono state chiarificatrici in alcuni punti, in altri si potrebbero definire, come si usava un tempo, “democristiane” ovvero tante parole per non dire nulla e svicolare dal vero senso della domanda. Dire che il Covid Hospital è servito soprattutto a curare le persone del territorio, perchè il Tortonese aveva un tasso di 1,34 contagiati su 100 persone, il più alto in provincia, è dire una mezza verità. In realtà la maggior parte dei pazienti ricoverati in città provenivano da altre zone, anche del Piemonte, a tal punto che moltissimi tortonesi sono stati curati in ospedali di tutto il Piemonte. Così come affermare che si fanno in tutta la provincia 5.000 tamponi è dare un dato avulso, perché se la necessità è di farne 10 mila, vuol dire che si è rimasti indietro. Le dichiarazioni del sindaco Chiodi ci sono piaciute di più, anche se avremmo preferito che il primo cittadino fosse stato più duro, avesse adottato una volta tanto un linguaggio “alla Salvini” picchiando metaforicamente i pugni sul tavolo. Affermare “credo sia necessario” o parlare di “ricompensa alla città” per questi mesi di Covid è troppo poco, ma comprendiamo che esistono necessità politiche e di buoni rapporti che devono essere rispettate. Infine l’intervista al direttore generale del Policlinico di Monza  Perla mette in chiaro che le trattative per un passaggio al privato, pronto a migliorare l’offerta dei servizi, può iniziare. E l’offerta dei privati pare molto allettante. La parola ora ai politici.