IL MINIFAL HA RIAPERTO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   24/06/2020 00:00:03 

 

Dopo il periodo di lockdown e degli scambi on-line il MiniFAL ha iniziato l’attività di gruppo in esterno, guidata da uno psicologo. In questi ultimi mesi il Coronavirus ha monopolizzato tutta l’attenzione dei media: prima da un punto di vista medico (contagiati, deceduti, guariti...), poi da un punto di vista economico (CIG, fabbriche che agonizzano, turismo e spettacolo azzerati…), poi da un punto di vista educativo (università, scuole e asili). Ma chi ha parlato dei disabili? Nessuno. Non ha fatto notizia che tutte le realtà socio assistenziali hanno chiuso i battenti! Il carico assistenziale si è, come al solito, riversato sulle famiglie. Noi, e non solo noi, ci stiamo timidamente muovendo. Vi chiedo di starci vicini perché non solo i nostri ragazzi, ma tutti i “ragazzi” di tutti i “MiniFAL” hanno bisogno di non sentirsi soli, hanno bisogno che si parli di loro. Non vogliamo essere commiserati, ma vogliamo essere parte integrante di una società che si professa civile, di una società che si preoccupa delle fragilità presenti al suo interno. Voglio ringraziare innanzitutto i nostri psicologi, per le loro proposte coinvolgenti, i ragazzi e le loro famiglie, tutti i volontari che hanno dedicato parte del loro tempo a dialogare sui social. Ora siamo ripartiti, col contagocce, ma, come diceva Madre Teresa di Calcutta, “quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano della vita”. 

Pacquola Piergiorgio