LENTEZZA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   24/06/2020 00:00:07 

 

Più il tempo passa e più pare l’orizzonte diventi scuro e foriero di brutte notizie. Ci sembra che questa riapertura totale delle attività non abbia portato ai risultati, a livello economico, sperati; unica nota positiva, dal punto di vista sanitario, è che non si è avuto un riacutizzarsi dell’epidemia. Ma attenzione; le previsioni, lo ripetiamo, ad aprile parlavano di un Piemonte libero dai contagi per il 21 maggio: siamo al 18 giugno ed i contagi li stiamo ancora contando. Non così le morti, fortunatamente, ormai solo sporadiche. Ma è tutto il resto che non quadra. Non circolano soldi, in tanti, troppi, attendono ancora la cassa integrazione di aprile, avendo ricevuto quella di marzo solo una quindicina di giorni fa. Di contro in troppi pensano che sia ormai tutto alle spalle, che il pericolo sia passato, ed hanno ripreso le brutte abitudini di un tempo, non facendo tesoro dei piccoli ma importanti insegnamenti che il Coronavirus ci ha lasciato. Ma ora è d’obbligo guardare avanti e pensare di rilanciare l’economia del nostro Paese e della nostra città. Non sarà facile, anzi, sarà un’impresa titanica ma dobbiamo provarci. Certo è che non ci aiutano i nostri governanti, a tutti i livelli, con tanti proclami e poche soluzioni pratiche. Da Roma si attendono una quarantina di decreti attuativi per dare concretezza al decreto “Cura Italia” di marzo e una novantina (qualcuno addirittura dice 100) per attuare concretamente il decreto “Rilancia Italia” che è molto più recente. Per non parlare del decreto “Liquidità” che è infarcito di burocrazia e che trova un ostacolo non da poco nelle banche. Nel “lontanissimo” 20 marzo intitolammo “La luce in fondo al tunnel” ma poche settimane dopo dovemmo ricrederci, ed ammettere che eravamo stati troppo ottimisti che “avevamo voltato il volto verso il sole” troppo presto. Ma “il presente senza futuro, non è” scrivemmo ed un futuro migliore non lo si costruisce da soli. Occorre che tutti facciano la loro parte, e per ora abbiamo visto che i cittadini, tranne le solite eccezioni, la stanno facendo. Quello che manca è chi deve indicare la rotta, con barra ferma e sicura. Da mesi chiediamo iniezioni di contante per tutti, rinvio delle tasse, abbassamento delle aliquote Iva almeno fino alla fine dell’anno, sburocratizzazione immediata e decisa della macchina comunale, regionale e statale. Da mesi chi ci governa dice le stesse cose, ma all’atto pratico tutto va a rilento quando non è fermato del tutto. A tutti i livelli si sono inventati comitati di crisi di ogni genere e pieni di esperti; lo scrivemmo, così se va bene è merito di chi ha voluto il comitato, se va male è colpa degli esperti che non hanno saputo lavorare bene.Ah, come ci mancano i politici e gli amministratori di una volta, come ad esempio Luigi Einaudi che disse “dove sono troppi a comandare, nasce la confusione”.

Il direttore