VADEMECUM PER VISITE IN OSPEDALE E DAL MEDICO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   01/07/2020 00:00:05 

 

Il ministero della salute ha dettato le regole per la riapertura degli ospedali e la ripresa della normale attività. Nel corso del lockdown, infatti, sono stati sospesi oltre 600 mila interventi e circa 11 milioni di prestazioni. Ora l’attività sta riprendendo in tutti gli ospedali italiani. Le principali raccomandazioni sono quelle di indossare la mascherina, mantenere il distanziamento sociale e lavarsi e igienizzarsi spesso le mani. In ospedale può entrare solamente chi ha prenotato la prestazione sanitaria, non accompagnatori, tranne nel caso di minorenni o persone non autosufficienti. Per prenotare visite, esami del sangue e pagare ticket non si va in sala d’aspetto per non creare assembramenti ma si prenota via mail o per telefono ed il giorno dell’esame è meglio sempre contattare la struttura prima di recarsi a svolgere l’esame. Per gli esami sospesi con il lockdown la riprogrammazione è scaglionata per classi di priorità: codice U urgente entro 72 ore; B breve entro 10 giorni; D differibile visita entro 30 giorni ed esami entro 60; P programmata entro 120 giorni. In caso di operazione cancellata la priorità è data ai casi più urgenti come gli interventi oncologici in codice A da eseguire entro 30 giorni. Seguono gli interventi chirurgici in fascia B entro 60 giorni, C entro 180 e D entro 12 mesi. Quando si viene chiamati occorre ridurre i rapporti sociali e isolarsi in casa nelle due settimane prima dell’intervento e alcuni giorni prima si verrà sottoposti a tampone. Al pronto soccorso entrano solo i casi urgenti e si seguono percorsi particolari dopo essere stati sottoposti al triage. Gli accompagnatori non possono sostare in sala d’aspetto ma vengono contattati telefonicamente. Non possono sostare persone per ore su barelle l’una accanto all’altra. In caso di visita presso l’ambulatorio del medico curante o domiciliare si fissa l’appuntamento telefonicamente e non si va a fare la coda in ambulatorio. Durante lo stato di emergenza che va fino al 31 luglio non si ritirano i promemoria delle ricette nell’ambulatorio del proprio medico ma è il dottore che invia il promemoria e il numero di ricetta elettronica su posta certificata o tramite WhatsApp o sms. Con la tessera sanitaria si va in farmacia a ritirare i farmaci. E’ esteso l’uso della ricetta elettronica anche ai farmaci a base di sostanze stupefacenti e psicotrope e ai farmaci per la terapia del dolore con proroga della validità delle ricette di 60 giorni. I piani terapeutici per persone con disabilità gravi sono prorogati di 90 giorni e l’Agenzia italiana del farmaco ha prorogato fino al 31 agosto i piani terapeutici degli specialisti. Prosegue la consegna gratuita dei farmaci a domicilio a cura della Cri. I volontari ritirano la ricetta, vanno in farmacia e consegnano i farmaci ai destinatari ed è possibile richiedere lo scontrino per la detrazione fiscale.