PAGAMENTO LUCE VOTIVA: AUMENTO DI 2 € E CODE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   01/07/2020 00:00:09 

 

Le lettere sono arrivate il 24 e intimano il pagamento entro il 30! Ma per andare in banca occorre prenotare ed in posta le code sono arcinote. Grave disservizio comunale

 

Avevamo chiesto più volte in comune, nei mesi scorsi contrassegnati dall’emergenza sanitaria, perché non fosse possibile pagare la luce votiva (circa 4.500 posizioni sono coinvolte), così come si è sempre fatto tutti gli anni. Ci è stato risposto che l’emergenza era tale che questo problema veniva posticipato e sarebbe stato risolto in seguito. Così è stato ma ci pare che la soluzione non sia idonea. Intanto perchè è stato deciso un aumento, 2 euro a loculo, ma senza avvertire i cittadini. Poi perchè a chi è giunta la lettera di sollecito è stato fatto pagare 1 euro in più, per la spedizione. Per di più la maggior parte delle lettere è stata recapitata mercoledì 24 con intimazione di pagare entro il 30 giugno: in pratica entro pochi giorni. Ma l’emergenza dovrebbe far ricordare ai nostri amministratori che per pagare in banca occorre prenotare, e non è così semplice trovare il posto subito, mentre in posta le code sono ormai note a tutti. Addirittura qualche cittadino scrupoloso ha pagato in posta nei mesi scorsi, naturalmente con la vecchia tariffa, ed ora ha ricevuto la lettera per pagare l’intero importo, oltre naturalmente all’euro dovuto per la spedizione della lettera! Incredibile disservizio. Infine perchè il pagamento o avveniva in posta, con le note code sotto il sole che si vedono in piazza Roma, o con appuntamento in queste due ultime settimane. Ora però c’è un intoppo: dal primo luglio se non sarà auspicabilmente rinviato, entrerà in vigore il PagoPa, un metodo di pagamento elettronico per la pubblica amministrazione (appunto Pa) che non permette più il pagamento diretto in comune. Già molti cittadini si sono lamentati sia per l’aumento, sia per l’addebito di un euro sia per le ulteriori difficoltà che si incontreranno per il pagamento con PagoPa. A tutto ciò c’è da aggiungere che per accedere agli uffici comunali c’è ancora da fare una coda non di pochi minuti. Comprendiamo la necessità di rilevare la temperatura, ma non si potrebbe smetterla di permettere il lavoro da casa e far ritornare a lavorare tutti negli uffici? In effetti il vero grande afflusso di cittadini, da sempre, si ha per gli uffici al piano terra, sia quelli per lo stato civile che per quelli assistenziali, mentre per gli altri l’afflusso è sempre stato limitato. Bisogna che il comune si organizzi in altro modo ed eviti di far aspettare all’aperto i propri cittadini. Insomma il comune è al servizio del cittadino o viceversa?