ACCORDO PER L’AUTOMAROCCHI MA I TEMPI SONO ANCORA LUNGHI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   01/07/2020 00:00:11 

 

Accordo raggiunto, pare, con l’Automarocchi spa, la grande società di autotrasporto di Trieste che da tempo opera in città e che da almeno 10 anni cercava di installare un mega autoparco. Il patto è stato siglato dall’assessore competente che, accompagnato dal funzionario incaricato, lunedì e martedì scorsi sono andati nel capoluogo friulano. La vicenda dell’Automarocchi, che un comunicato dà come conclusa, però ha ancora da percorrere molta strada: per permettere, infatti, quanto richiesto dalla società, che dovrebbe portare in città 215 posti di lavoro, occorrerà inserire questo progetto nella variante generale del piano regolatore, iniziato ancora dalla precedente amministrazione e che attende di proseguire il proprio iter; insomma altri 18 mesi se non 24, nell’ipotesi più favorevole. Del resto le precedenti amministrazioni, a partire da quella del sindaco Marguati, avevano più volte provato ad assecondare le richieste di Automarocchi, cozzando ad ogni occasione con numerosi problemi di natura urbanistica sollevati da provincia e regione. Perchè già la variante predisposta a suo tempo prevede che quest’area diventi industriale, ma i problemi sono: mancanza di gas e fognatura, vicinanza con le case della Passalacqua lungo la statale e, soprattutto, problema viabilistico per l’accesso sulle statale stessa. Tutto iniziò circa 13 anni fa, se non erriamo, quando la società acquistò un vasto terreno agricolo nei pressi del casello autostradale, lungo la ex statale per Sale, con l’intenzione di realizzare un vasto autoparco ed una nuova officina che dovrà fungere da unico punto di assistenza meccanica per tutto il parco veicoli della società. Una cosa non da poco, invero, ma che ha bisogno ancora di una serie di passaggi per divenire operativa e del resto il decennio e passa trascorso invano sta a dimostrare la difficoltà dell’operazione, posto che si opererebbe una variante a richiesta di un privato che ha già acquistato il terreno quando era ed è agricolo. In più c’è da considerare la valutazione che i funzionari regionali faranno del consumo del suolo. Insomma bene l’accordo, ma non vorremmo che sia come i proclami cui i nostri governanti da anni ci hanno abituato: solo parole e pochi fatti.

 

Passo in avanti

La notizia è positiva, anche se il trionfalismo ci pare fuori luogo: i tempi di realizzazione della variante sono ancora lunghi, e non è detto che tutto sia accolto dalla Regione; per altro non si conoscono nemmeno i termini dei colloqui e della proposta. Insomma si è fatto un passo in avanti, che probabilmente serve anche alla società per problemi di bilancio, ma non si è affatto tagliato il traguardo. Fanno specie poi le dichiarazioni del vice sindaco che parla di togliere dal “concentrico cittadino parte del traffico su gomma, riducendo l’inquinamento”. In realtà l’Automarocchi da tempo parcheggia i propri mezzi nella zona dell’Interporto di Rivalta, ed ha una piccola officina di riferimento in via Bertarino che, come ben sanno i tortonesi, è al di là della circonvallazione; insomma non proprio nel concentrico. E non è corretto parlare di insediamento di 215 persone, perchè già molte lavorano in città.

 

In foto: l’area cerchiata è quella prevista per l’insediamento dell’Automarocchi lungo la strada per Sale