OSPEDALE: ODISSEA NON FINITA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   01/07/2020 00:00:13 

 

L’ospedale ha riaperto, per ora solo con 16 letti, insomma poco più di un’astanteria, ma pare ormai certo che a fine mese i posti letto saranno aumentati, da 10 a 20, anche se logisticamente la situazione non è ancora chiara: ad esempio occorre decidere se fare camere da 3 o 2 letti, e molti propendono per la seconda soluzione; c’è poi da vedere alcuni spazi di transito che devono essere delimitati, così come è stato fatto per l’ingresso. Intanto il primario Lenti ha iniziato ad operare, tutte operazioni di elezione, per piccoli interventi anche se le voci parlano che si potrebbe già osare, in settimana, operazioni al colon; chiaramente nulla che arrivi d’urgenza, perchè il pronto soccorso è chiuso. Rimane il grande problema dell’ortopedia. Attualmente la situazione è parecchio kafkiana: a Novi Ligure lavorano 2 primari e tre o quattro medici in più, con una sala operatoria che, ripetiamo, ci dicono inferiore come qualità a quella tortonese. Ma il problema del ritorno del dottor Bonzanini a Tortona è più ampio: si rischia di privare il reparto novese di tutti i medici, posto che quelli privati che erano stati inviati lo scorso anno non ci sono più. Ma un ospedale senza il reparto di ortopedia non può avere il Dea, ovvero il pronto soccorso come avevamo anche a Tortona prima della sciagurata delibera 1-600, per cui occorre fare “carte false” per mantenere in vita il reparto novese. Le previsioni sono che a Tortona l’ortopedia inizierà con qualche piccola operazione di elezione, di quelle rinviate da marzo in avanti, in attesa di tempi migliori. Ma vorremmo sbagliarci. Infine rimane del tutto aperto, anzi nemmeno affrontato, il problema del pronto soccorso: non pare che si sia fatto alcunché in questa settimana, e che la situazione rimanga quella di sette giorni fa; mancano i medici specializzati in medicina d’urgenza e quando si riaprirà i turni saranno coperti dai medici di medicina generale. Insomma, il sindaco Chiodi può vantarsi del fatto che in piazza Cavallotti non c’è più il Covid Hospital, ma non certo che è tornato l’ospedale anti pandemia e men che meno quello che tutti aspettiamo: un vero e completo ospedale.

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