I MEDICI DI FAMIGLIA: “MANCANO LE INDICAZIONI PER L’AUTUNNO” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   29/07/2020 00:00:07 

 

“Perdiamo decine di minuti al giorno per richiedere i tamponi per i pazienti. Ne va del percorso terapeutico”

 

In questi giorni abbiamo avvicinato alcuni medici di famiglia per comprendere, attraverso la loro diretta esperienza, come potrà essere questa estate e, soprattutto, come si prospetta il ritorno a scuola ed al lavoro da settembre in avanti. Le risposte sono state quasi tutte univoche, e volte purtroppo al pessimismo, talora lieve, spesso molto pesante. L’estate che stiamo vivendo non dovrebbe essere “pericolosa” dal punto di vista dell’epidemia: pare accertato che il virus soffra i raggi ultravioletti (la maggior parte non sono naturali, ma artificiali) e che stando distanziati all’aria aperta il pericolo sia minimo. Diverso il discorso sul metodo con il quale si combatte questa malattia. “Non è possibile - è la dichiarazione univoca dei medici di famiglia - che ogni giorno si debba stare decine e decine di minuti al telefono per prenotare il tampone a qualche nostro paziente: spesso poi la risposta è di mandarlo tra qualche giorno! Ma che percorso terapeutico posso fare, in assenza di questo esame? Che diagnosi posso azzardare, a questo punto, se non posso escludere il Covid? E poi, anche quando il tampone viene fatto il giorno successivo alla richiesta, ci vogliono giorni per avere la risposta!”. Ecco un bell’intoppo, che si unisce all’altro, ormai noto e da noi dibattuto da alcune settimane, della prenotazione delle visite o dei prelievi, attraverso il centralino del Cup. “Anche in questo caso accadono cose inimmaginabili: si fanno girare i pazienti per tutta la provincia, con prenotazioni a 3/4 giorni quando va bene e quando certifichiamo l’urgenza. Ma poi accade che il paziente venga visitato da un medico che suggerisce l’intervento chirurgico presso la clinica privata ove lavora….!”. Ma è anche accaduto, lo ha detto un medico di famiglia di un paese del circondario, che un paziente da lui inviato alla guardia medica di Novi Ligure per ictus, sia stato rimandato a casa invece di provvedere al ricovero. Ma il vero problema, probabilmente, si prospetterà con l’inizio delle scuole e con l’avvicinarsi dell’autunno. “Come medici di famiglia siamo abituati a vedere, in questo periodo, polmoniti dovute all’aria condizionata, e poi da metà settembre in poi le prime tossi, i primi raffreddori nei ragazzi. E’ vero che questi ultimi dovrebbero essere abbastanza immuni dal Covid, ma non è certo. Ed allora come ci dovremo comportare se i ritardi che lamentiamo ancora ora si ripeteranno? Tutto andrà in tilt, con conseguenze gravissime per la sanità e l’economia della zona, e noi avremo gravi difficoltà per la diagnosi e per l’iter della cura, con il rischio che una semplice malattia si aggravi. Insomma, essere fiduciosi va bene, ma occorre essere moderatamente fiduciosi”. Insomma “del doman non v’è certezza” scriveva nel 1490 Lorenzo il Magnifico.