PRESENTATI I PROGETTI PER CHI PERCEPISCE IL REDDITO DI CITTADINANZA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   29/07/2020 00:00:08 

 

Con il coordinamento del Cisa. Illustrato il progetto per promuovere la vaccinazione antinfluenzale

 

Molto interessante la riunione dell’assemblea del Cisa tenutasi martedì 21. Il primo argomento all’ordine del giorno predisposto dal presidente Tagliani era la presentazione del progetto di sostegno alla campagna di promozione vaccinale della popolazione che la Fondazione Cr Tortona vuole portare avanti per l’imminente autunno quando si potranno facilmente confondere i sintomi della “normale” influenza con quelli del Covid, generando paura ed incertezze diagnostiche che potrebbero portare ad un nuovo fermo delle attività, che sarebbe deleterio per l’economia. L’obiettivo è quello di far vaccinare più persone possibile, scendendo da quel limite di 60/65 anni che è sempre stata considerata la soglia sotto alla quale non era consigliato andare se non per chi avesse particolari patologie; si consideri che lo scorso anno solo il 49% delle 20.000 persone considerate a rischio (ultra 65enni, patologici ecc.) si è vaccinato. Vedremo e speriamo che la campagna abbia successo. Il secondo argomento era la presentazione dei Puc, progetti di utilità collettiva, che devono essere predisposti per i 461 abitanti del Tortonese che godono del reddito di cittadinanza. Primo avvertimento: i dati sono quelli ante Covid, in alcuni casi potrebbero mutare anche di qualche decina. Secondo avvertimento: da questi numeri il Cisa ha già sottratto tutte quelle persone che, per vari e giustificati motivi, continueranno a percepire il reddito di cittadinanza ma non saranno obbligati a partecipare a questi progetti (donne in gravidanza, anziani malati e soli, diversamente abili sia fisicamente che mentalmente, eccetera). Terzo avvertimento: è pur vero che il reddito di cittadinanza impone a chi lo riceve di “ricambiare” con lavori socialmente utili, ma è altrettanto vero che fino ad ora, anche complice l’emergenza sanitaria che ha bloccato tutto fino allo scorso 17 luglio, solo poche centinaia di comuni in Italia hanno avviato questi Puc, e noi saremo tra i primi. Nel corso dell’assemblea è stato illustrato il metodo di lavoro: obbligo di lavoro settimanale da 8 a 16 ore per un componente (possibilmente il più giovane) della famiglia che riceve il reddito; lavori che devono essere di pubblica utilità (e si andrà a finire che avremo più spazzini, giardinieri e addetti alla biblioteca, ove queste esistono); breve corso formativo sulla sicurezza; messa a disposizione da parte del comune di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari sia per il compito svolto che per l’eccezionalità della stagione che stiamo vivendo. Il Cisa, in collaborazione con il Centro per l’impiego tortonese, ha predisposto l’elenco dei percipienti, che ogni comune può consultare anche nominalmente (noi pubblichiamo solo la tabella con i numeri degli aventi diritto, suddivisi per comune); sempre il Cisa predisporrà e gestirà un catalogo dei progetti da suggerire ai cittadini che saranno chiamati a questi lavori socialmente utili. L’avventura finalmente ha inizio, ora spetta ai sindaci pensare a qualche progetto, anche sulla base, pensiamo ai piccoli comuni, delle persone che saranno chiamate a svolgere tali attività, e poi finalmente vedremo cosa accadrà. Ricordando che il beneficio del reddito di cittadinanza può essere percepito per 18 mesi consecutivi (e quindi chi lo ha percepito fin dal febbraio 2019 è quasi a scadenza) e che si potrà richiederlo nuovamente trascorsi alcuni mesi. I requisiti sono gli stessi: Isee inferiore a 9.360 euro annuo, un patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa non superiore a 30 mila euro, un patrimonio finanziario non superiore a 6 mila euro, ed un reddito familiare inferiore a 6 mila euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza ed elevato a 9.360 nel caso la famiglia viva in affitto.

© riproduzione riservata