GAMBA IN CANCRENA: L’INTERVENTO DEL DOTTOR MASSA SALUZZO SCONGIURA L’AMPUTAZIONE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   09/09/2020 00:00:08 

 

Una “magia” l’hanno definita gli addetti ai lavori, di “miracolo” hanno parlato operatori del settore e familiari ed amici del paziente: è l’intervento chirurgico cui è stato sottoposto, nei giorni scorsi, a Villa Fiorita di Capua (CE), G.F., un 40enne diabetico, affetto da gravissima lesione gangrenosa della gamba sinistra, che gli è stata salvata in extremis quando tutto faceva prefigurare una sua amputazione.  Come spesso accade, in qualità di consulente, il dott. Massa Saluzzo (attuale responsabile della Radiologia Interventistica presso Gruppo Policlinico di Monza, Alessandria e Novara, policlinicodimonza.it) viene chiamato a valutare il caso dal collega chirurgo vascolare Enzo Aversano responsabile della UO di Chirurgia vascolare ed endovascolare della Casa di Cura Villa Maria di Capua (CE) a conoscenza del fatto che l’amico e collega è uno dei pochi esperti nell’ambito del salvataggio del piede diabetico, avendo eseguito negli ultimi 8 anni più di 4.000 interventi di questo tipo. Al paziente, già sottoposto ad innumerevoli tentativi di rivascolarizzazione dell’arto, anche in strutture di rilievo nazionale del nord Italia, era stata ormai prospettata l’amputazione dell’arto inferiore sinistro. "Uno di quegli interventi che ci gratificano e che restano nella memoria, quando si riesce dove altri hanno rinunciato, prospettando unicamente l’amputazione della gamba ad un giovane e infaticabile allevatore locale. La sua grande motivazione è stata un fondamentale sostegno anche per noi” - ha dichiarato a margine dell’intervento il dott. Aversano, ai quali ha fatto eco lo specialista pavese Massa Saluzzo - "Con l’intervento abbiamo riaperto le arterie (“tubi”) che ora portano correttamente il sangue alla gamba e al piede affetto da gravi ulcerazioni infette che, se lasciate a se stesse o solamente medicate, avrebbero potuto solo peggiorare ed esitare nell’amputazione dell’arto se non provocare la morte del paziente per setticemia. L’intervento è stato eseguito in anestesia locale senza alcun dolore per il paziente: grazie alla cosiddetta angioplastica - dilatazione delle arterie mediante palloncino - l’ossigeno e i farmaci possono finalmente arrivare alle zone malate, assicurando la rapida guarigione delle ulcere e scongiurando il perpetuarsi dell’infezione".