INTERVISTA AL PRIMO CITTADINO FEDERICO CHIODI - “NONOSTANTE IL COVID SONO SODDISFATTO DI QUANTO REALIZZATO NEL MIO PRIMO ANNO DA SINDACO” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   09/09/2020 00:00:13 

 

A fine giugno 2019 Federico Chiodi venne eletto al primo turno (cosa mai accaduta in precedenza) sindaco della città di Tortona. Come per ogni nuovo sindaco alla scadenza del primo anno di mandato facciamo con lui un’intervista; quest’anno, purtroppo, è stato troppo particolare, ed a giugno stavamo uscendo dalla piena emergenza dovuta alla pandemia, per cui abbiamo preferito posticipare questa chiacchierata, nella speranza (vana) che tutto sia stato superato, ad inizio settembre.

 

La prima domanda è d’obbligo: si aspettava un impegno così gravoso quando decise di candidarsi? Francamente sì. Ero ben conscio del fatto che amministrare la città di Tortona, oltre ad essere un onore, comporta grandi responsabilità e impegno. Certamente le crisi che abbiamo affrontato in questo primo anno non erano prevedibili e in particolare l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 rappresenta probabilmente la più difficile prova che Tortona abbia affrontato dal dopoguerra ad oggi, ma ritengo che tutta l’amministrazione comunale abbia dimostrato preparazione e capacità nell’affrontarla.

 

L’esperienza del Covid ha colpito tutti: quali le sue impressioni da primo cittadino, spesso più al corrente di altri di quanto accadeva in città? Tutti sappiamo che Tortona è stata colpita duramente al primo emergere della pandemia, tuttavia nella nostra città non si sono verificati episodi eclatanti. Il personale medico ed infermieristico della nostra Asl ha dimostrato una grandissima dedizione al lavoro e spirito di sacrificio, unitamente ai tanti volontari, in particolar modo della Protezione Civile che si sono messi a disposizione della nostra città, ciascuno per le sue competenze e possibilità, per risolvere i numerosi problemi che questa emergenza sanitaria ha generato. Il tessuto produttivo e i cittadini hanno saputo rispondere in massima parte con disciplina e generosità. Una testimonianza della capacità dei tortonesi di reagire con giudizio a questa crisi sono i numeri attuali del contagio: a oggi, mentre a livello nazionale i mezzi di comunicazione parlano di aumenti dei contagi e di una prossima seconda ondata, a Tortona i positivi si contano sulle dita di una mano e la maggioranza di questi è asintomatica.

 

L’emergenza sanitaria ha di fatto bloccato la vita politico amministrativa di tutte le città, in particolare la nostra drammaticamente colpita, per almeno tre mesi, ma con ripercussioni anche nei mesi successivi. Vogliamo trarre le prime somme da questo anno così tribolato? Al di là dell’emergenza sanitaria e della precedente alluvione dello scorso autunno che hanno inevitabilmente condizionato le priorità dell’amministrazione, ci siamo impegnati su diversi fronti per realizzare i punti del nostro programma. Ad esempio modificando sostanzialmente il nuovo sistema di raccolta differenziata; poi facendo ripartire iter urbanistici complessi come quello relativo alla nuova Cittadella dello Sport e la variante generale del piano regolatore, chiudendo nel frattempo pratiche che in alcuni casi stagnavano da troppo tempo, come quella per la nuova sede di Autamarocchi o il nuovo importante insediamento logistico sulla provinciale 211, dando anche una svolta all’annosa questione legata alla zona R9. Abbiamo impostato un dialogo importante con la Regione per il rilancio del nostro ospedale, dialogo che è stato certamente condizionato ma non si è interrotto neanche durante la crisi Covid. Forse non ci aspettavamo un lavoro così gravoso per il settore servizi alla persona che invece è stato in grado di affrontare l’emergenza sanitaria, anche grazie all’aiuto dei volontari e dei giovani del Servizio Civile, con competenza e correttezza. Si è anche lavorato molto sul piano progettuale con l’identificazione di una serie di interventi da realizzarsi con il contributo dei fondi messi a disposizione da RFI per il Terzo Valico ed è stata avviata la progettazione delle scuole di viale Kennedy e in generale per le nuove sedi dell’istituto Comprensivo Tortona B. Abbiamo anche finanziato i lavori per consentire finalmente la realizzazione della pista ciclabile per Viguzzolo e, in generale, imbastito una serie di interventi che verranno realizzati nei prossimi anni.

 

E’ indubbio che l’emergenza dei mesi primaverili sia stata brillantemente superata, e ne va dato merito. Ma ora la politica sta riprendendo il sopravvento. Le critiche della minoranza dopo l’ultimo consiglio comunale non si sono fatte attendere, ed anzi sono state numerose e taglienti. Come rispondere? In verità abbiamo già risposto in consiglio comunale e non mi pare che le critiche fossero numerose o taglienti, anzi in alcuni casi non hanno neppure centrato il bersaglio. Mi riferisco ad esempio al rilievo in merito alle nuove assunzioni all’interno della Polizia Municipale: solo due secondo un consigliere di minoranza, quando in realtà sono tre quelle già programmate. Chiaramente non bastano dato l’attuale numero in organico, ridotto ulteriormente negli ultimi mesi, per cui sarà necessario, come ribadito in consiglio, rivedere ulteriormente il piano delle assunzioni nei tempi più brevi che la burocrazia in materia ci concederà. Poco “azzeccata” anche la critica sull’assenza nel piano triennale dei lavori pubblici delle nuove scuole di viale Kennedy: si tratta di un intervento economicamente ingente che giocoforza il comune non può finanziare con fondi propri, per questo è stato inserito nel programma regionale per l’edilizia scolastica, mentre è stata avviata la progettazione. Per il 2020 la Regione non sembrerebbe orientata a riaprire la graduatoria relativa all’edilizia scolastica, operazione probabilmente rimandata al 2021. Pertanto potremo completare la progettazione e chiedere alla Regione il miglioramento della posizione in graduatoria. Una ulteriore considerazione meritano le osservazioni sull’operazione Autamarocchi: si trattava di una pratica da lungo tempo ferma e che rischiava di non concretizzarsi più dal momento che la società, fra le più importanti nel settore dell’autotrasporto in Italia, aveva già spostato il suo interesse verso Novi Ligure. L’azienda, già presente sul nostro territorio, con il trasloco nella nuova area avrà modo di ampliare i posti di lavoro garantendone nel complesso 215, sommando quelli già presenti (e che erano a rischio per il trasferimento in altro comune) alle nuove assunzioni. Insomma, un ottimo risultato per Tortona. 

 

E poi c’è sempre l’emergenza delle emergenze: il problema dell’ospedale. Sappiamo che non dipende direttamente dal primo cittadino risolverlo, ma da Torino arrivano segnali positivi? La recente nomina di Vercellino a direttore dell’Asl To4 ci fa dire che, al contrario, siamo sempre meno considerati. Io comprendo la preoccupazione per il futuro del nostro ospedale, ma lo stesso assessore regionale Luigi Icardi nella sua ultima visita a Tortona, durante il convegno dell’Aiop, ha assicurato sull’importanza che ricopre il nostro ospedale e sullo sforzo che la Regione farà, molto probabilmente anche con la collaborazione dei privati, per valorizzare la nostra struttura. Come è ben noto io ho richiesto di avere reparti importanti, come la cardiologia, la rianimazione e, conseguentemente, il Dea. Sappiamo che la commissione presieduta dal dottor Monchiero sta lavorando sulla revisione della delibera 1-600 e ho fiducia che le nostre richieste saranno prese in seria considerazione. Per quanto riguarda la nomina del dottor Vercellino a direttore generale della Asl To4 certamente perdiamo una risorsa importante per il nostro territorio che ha saputo esserci vicino durante la recente emergenza sanitaria, ma umanamente sono contento per l’amico Gigi e per il meritato passo avanti nella sua carriera. Non posso che augurargli buon lavoro. Sono comunque convinto che l’assessorato alla Sanità saprà individuare la figura professionale adatta per gestire le problematiche del nostro territorio, che ben conosce.

 

Uno dei punti principali del suo programma è riassumibile con lo slogan: risvegliamo Tortona. Al netto della pandemia, qualche serata ottimale per i bar non sembran sufficiente per risvegliare la città. La ringrazio per questa domanda perché mi permette di chiarire un punto per me fondamentale. Già due volte, direttore, nelle sue Noterelle ha ironizzato sulle manifestazioni di promozione del territorio con il titolo “poco panem”. Chiariamo una cosa: questi eventi permettono a ristoratori, baristi, produttori e trasformatori di prodotti enogastronomici, a imprese e ai loro dipendenti di ampliare la base di clientela, di farsi conoscere e di incassare introiti. E’ una filiera in crescita nel nostro territorio, con un indotto da non sottovalutare. Inoltre, trasmette un’immagine positiva e vitale della nostra città e ci permette di essere conosciuti oltre i confini del territorio. Credo che di “panem” ce ne sia, basta chiedere a chi lavora in quel settore. Tuttavia sappiamo che Tortona non è solo promozione del territorio ed enogastronomia. I nostri obiettivi sono decisamente più ampi e il lavoro che stiamo facendo in questi mesi ci permetterà di raccogliere frutti importanti per lo sviluppo economico della nostra città. Solo dando un’occhiata al nuovo piano regolatore di prossima approvazione si notano le aree industriali che in parte sono già oggetto di interventi per nuovi insediamenti anche di notevoli proporzioni. Siamo ancora convinti che il lavoro sia la priorità per questa amministrazione e su questo ci stiamo impegnando e continueremo a farlo per tutto il mandato.

 

A pagina cinque del programma si tratta della raccolta differenziata “evitando l’introduzione del Porta a Porta spinto”. Per questo motivo tutto è stato rinviato, ma ci pare che quello che si sta iniziando ora in alcune zone cittadine non sia altro che il Porta a Porta spinto, da noi una volta chiosato “osé”. Entro fine anno deve essere tutto pronto: non teme di aver perso un anno invano? Credo che ci sia molta confusione su questo punto e sia necessario un chiarimento:  la proroga richiesta in prima battuta a luglio 2019 e poi ottenuta nell’autunno successivo è stata indispensabile per ridefinire il metodo di raccolta, permettere alla società Gestione Ambiente di attrezzarsi per metterla in atto ed informare adeguatamente i cittadini. In sei mesi siamo riusciti a fare quello che la precedente amministrazione non è riuscita a fare in più di tre anni. Come già chiarito più volte in varie riunioni di commissione, il sistema utilizzato non è il “Porta a Porta spinto - metodo Contarina” che originariamente doveva essere impiegato, ma una rimodulazione della raccolta differenziata, adeguata alle peculiarità del territorio tortonese. Ci sono utenze che avranno contenitori condominiali, altre per i singoli nuclei famigliari, altre con i cassonetti stradali. Niente di tutto questo era precedentemente previsto, ma il sistema era unitario. Nonostante le critiche provenienti da parte della minoranza, Gestione Ambiente non aveva effettuato nessun investimento strategico per Tortona e l’ingresso previsto originariamente ad inizio ottobre 2019 sarebbe stato sicuramente disatteso, con tutti i disagi conseguenti. Questa amministrazione invece ha iniziato con un mese di anticipo a mettere in atto per le prime aree della città il nuovo sistema e se non fosse intervenuta l’emergenza Covid, che ha impedito la corretta comunicazione e distribuzione dei contenitori alla popolazione, a quest’ora saremmo già a regime. Da luglio Gestione Ambiente ha ripreso il suo programma con le difficoltà dovute al non poter effettuare tutti gli incontri pubblici che aveva previsto. Stimiamo che entro la fine dell’anno buona parte delle utenze, se non tutte, saranno passate al nuovo sistema. Alcuni dati però sono già confortanti: nel periodo del lockdown Tortona è l’unico comune del bacino di Gestione Ambiente in cui il quantitativo di rifiuto indifferenziato conferito è diminuito di circa 30 kg ad abitante annuo, sicuramente un buon inizio. In buona parte degli altri comuni, invece, si è assistito ad un aumento, indipendentemente dal sistema di raccolta utilizzato, principalmente causato dalle specifiche normative imposte durante il periodo Covid. Questo testimonia che le aree cittadine già inserite nel nuovo metodo stanno influendo sostanzialmente alla riduzione del rifiuto indifferenziato nel nostro territorio.

Ci confronteremo con il sindaco Chiodi anche la prossima settimana per fare il punto sull’edilizia scolastica a pochi giorni dall’apertura delle scuole.