TRATTAMENTO FANGHI DA 25.000 TONNELLATE ANNUE A CASSANO SPINOLA? 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   16/09/2020 00:00:05 

 

A maggio, ma il verbale è del luglio scorso, si tenne in Provincia una conferenza di servizi per discutere sulla realizzazione di un nuovo impianto di compostaggio di recupero e riutilizzo dei fanghi da depurazione biologica a Carentino, che ebbe parere contrario da parte dell’amministrazione comunale. Ma quello che a noi interessa è il parere dell’EgAto6, cioè l’Ente di Governo dell’ambito territoriale ottimale alessandrino, datato 20 maggio secondo il verbale della seduta a firma del direttore Adriano Simoni. Ebbene questo documento è molto interessante per il Tortonese. La lettera inizia ricordando che con la decisione del Tar Lombardia del 2018 che aveva stabilito il blocco dello spandimento di fanghi di depurazione in agricoltura si era “venuto a creare per i nostri impianti una grave problematica risolta temporaneamente solamente grazie alle ordinanze regionali succedutesi ma che comportano un notevole aumento dei costi di smaltimento di circa 1,5 milioni di euro annui”. La soluzione individuata è, citiamo testualmente, “quella di realizzare una piattaforma centralizzata di trattamento dei fanghi prodotti  all’interno del nostro ambito, quantificabile in un volume di circa 25 mila tonnellate anno, valore che rappresenta il quantitativo prodotto dal complesso degli impianti di depurazione dell’ambito di appartenenza (i fanghi prodotti presso gli impianti di depurazione di Gestione Acqua sono circa 20 mila tonnellate anno e 5 mila tonnellate anno sono invece quelli prodotti dagli altri gestori ricadenti nell’ambito)”. Ebbene, cosa ha pensato EgAto6? “L’analisi delle diverse soluzioni ha permesso di individuare quale sede della piattaforma di trattamento l’impianto di depurazione di Cassano Spinola, sia perché trattasi dell’impianto che produce il maggior quantitativo di fanghi, sia per poter sfruttare sinergicamente il surplus di calore prodotto dalla ditta Roquette posta in prossimità dell’impianto”. Insomma in una zona a circa 300 metri dal paese, e con molti pozzi per acquedotti a valle. Ma continuiamo a leggere: “a grandi linee il progetto prevede il revamping (ma perchè non usare il termine italiano: ammodernamento?) della linea fanghi dell’impianto di depurazione di Cassano Spinola mediante l’introduzione di un sistema innovativo di pretrattamento degli stessi con il sistema di idrolisi termica seguito dalla digestione anaerobica e quindi da una fase di essiccamento termico”. L’intervento, il cui costo è stimato in 5 milioni di euro, “è stato inserito nella programmazione d’ambito e l’investimento potrà trattare l’intera produzione di fanghi di depurazione degli impianti sul territorio dell’Ato6 e presumibilmente anche essere una buona soluzione per gli ulteriori impianti esistenti in provincia di Alessandria”. Per ora ci fermiamo qui: il sindaco di Cassano Spinola da noi interpellato ci ha dichiarato: “Agli atti del comune non c’è nulla che riguarda richieste per lavori in questo senso. Ho anch’io preso visione del documento che mi citate, ed ho chiesto spiegazioni all’Ato6. In risposta ho avuto smentite, frasi come “è solo un’ipotesi” e così via. Posso assicurare la mia massima attenzione al problema”.

© riproduzione riservata