INTERVISTA AL SINDACO FEDERICO CHIODI - “PER LE SCUOLE È TUTTO OK, IL PATRI LASCIA VIA BONAVOGLIA” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   16/09/2020 00:00:14 

 

La scorsa settimana con il sindaco Chiodi abbiamo preso in considerazione alcuni aspetti molto importanti di questo primo anno e poco più di mandato. Molto clamore, negli oppositori, ha suscitato una piccola frase, riferita all’emergenza sanitaria: dopo aver affermato “tutti sappiamo che Tortona è stata colpita duramente dal primo emergere della pandemia” il sindaco ha continuato “tuttavia nella nostra città non si sono verificati episodi eclatanti”. 

Ecco queste 10 righe hanno suscitato lamentele ed accuse di “cecità”: vuole replicare? Nel corso dei mesi più critici dell’emergenza sanitaria abbiamo avuto notizie sconcertanti provenire da tutto il territorio nazionale: penso ai camion dell’esercito che trasportavano le salme a Bergamo, o alle “stragi” nelle Rsa dovute all’inserimento di malati Covid in queste strutture, al ritardo clamoroso con cui sono state prese misure dal governo centrale, alla totale assenza dei dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario. Questi sono gli episodi eclatanti a cui facevo riferimento. A Tortona non si sono verificate vicende in cui si sia evidenziata, ad oggi, una manifesta sottovalutazione del problema. Se in due Rsa c’è stato un numero di morti più elevato, sono comunque stati messi in atto i protocolli mano a mano che venivano emanati dalle autorità competenti. Tortona e il Tortonese hanno avuto drammaticamente un numero elevato di decessi, ma non paragonabile a quello di altre zone d’Italia. Inoltre, grazie alla generosità dei tortonesi è stato possibile fornire centinaia di migliaia di dispositivi di protezione individuale già a marzo. Insomma, nessuno ha mai negato la gravità della situazione di quei momenti, come già chiarito nel consiglio comunale del 19 maggio, dal 23 febbraio al 30 aprile a Tortona sono stati trattati per Covid 375 pazienti, pari a circa l’1,3% della popolazione. Ritengo però che attaccarsi a poche parole fuori contesto su una intervista di oltre 12 mila battute sia un modo triste di fare opposizione, che bada più al puntiglio che non alla sostanza, alla recriminazione e non alla proposta alternativa - costruttiva. Peraltro nella critica che ho letto sui social si utilizzano anche termini e riferimenti impropri: l’unico focolaio individuato dalle autorità sanitarie sul nostro territorio è stato quello di un noto locale di Sale; la decisione, poi, di trasformare l’ospedale in Covid Hospital era stata annunciata in conferenza stampa dalla Regione il giorno prima che si verificasse l’emergenza sanitaria (e non il “focolaio”) all’interno del nosocomio, fatto che ha solo contribuito a velocizzare questo processo. Nonostante i messaggi giornalieri e i numerosi chiarimenti anche in sedi istituzionali pare che l’opposizione sia ancora molto confusa.

 

E veniamo ad un argomento altrettanto importante e di estrema attualità: l’emergenza scuole che dovranno riaprire lunedì prossimo. Anche la nostra città ha dovuto affrontare questo problema con diverse azioni: è tutto a posto? I lavori di adeguamento presso le sedi degli istituti comprensivi di Tortona sono a buon punto, rispettando le tempistiche che erano state previste, quindi gli edifici scolastici saranno pronti per l’avvio del nuovo anno. Sempre per quello che riguarda la competenza del comune posso confermare che, in accordo con le dirigenze scolastiche, i servizi di assistenza (trasporto, mense, prescuola, Casa del Bambino, Mediamente) riprenderanno regolarmente il 28 settembre. Rispetto a quanto avevamo annunciato nel mese di luglio ci sono state alcune variazioni nella redistribuzione delle aule: in particolare la dirigenza dell’istituto Tortona B ha scelto di non utilizzare più la sede di via Bonavoglia per le scuole secondarie di primo grado che saranno allocate quasi esclusivamente nelle strutture di piazzale Mossi, così come gli uffici della segreteria. Una scelta che spetta alla dirigenza nell’ambito dell’autonomia scolastica, comunicataci alla fine di agosto e che rispettiamo, anche se il Comune aveva garantito l’adeguamento degli spazi in via Bonavoglia, dove inizialmente erano previste tre aule e il mantenimento degli uffici. Tutte le richieste formalizzate dai dirigenti scolastici sono state esaudite, ma restiamo a disposizione per collaborare alla soluzione di qualunque problema si verifichi nel corso dell’anno.

 

Siamo certi, a meno di un ritorno dell’epidemia, che scolari ed alunni delle primarie e bimbi dell’asilo potranno frequentare le scuole con tranquillità? Purtroppo in questa fase in cui siamo ancora in attesa di una eventuale seconda ondata di contagi, in cui le direttive del ministero arrivano centellinate e all’ultimo minuto, non sappiamo come potrà evolversi l’anno scolastico. Per quanto i locali siano stati tutti messi in sicurezza e i dirigenti degli istituti della nostra città abbiano predisposto opportuni protocolli per il contenimento di eventuali contagi, nessuno è in grado di prevedere se saranno necessarie chiusure parziali o totali delle scuole.

 

Sappiamo che non è compito dell’amministrazione comunale ma di quella provinciale, però la domanda è d’obbligo: per le superiori non si prospettano troppe lezioni da casa, che non sono certo il meglio della didattica? Effettivamente posso solo commentare come insegnante, visto che il ruolo che ricopro non si estende alla gestione delle scuole secondarie di secondo grado. Tuttavia, pur sapendo che ci sono state delle critiche sulle proposte messe in campo da questi istituti, occorre anche essere realisti. I locali a disposizione della Provincia erano limitati e ha comunque provveduto a metterne a disposizione di nuovi. Le soluzioni scelte dai nostri istituti garantiscono su un arco di due settimane un ugual numero di ore in presenza e con didattica a distanza a tutti gli studenti. Inoltre, cosa che mi rassicura, è garantita la lezione in presenza a tutti gli studenti disabili che ne facciano richiesta. So anche che le scuole hanno fatto adeguati investimenti in tecnologia per consentire una didattica a distanza più efficace di quella che si è dovuta improvvisare nello scorso anno scolastico. Ai colleghi insegnanti, al personale tutto e, naturalmente, agli studenti delle scuole auguro di cuore buon lavoro.

 

La Provincia riuscirà ad affittare lo stabile della Soms in via Galilei che fino a pochi anni fa ospitava il distretto sanitario? Non è una trattativa in cui il comune è stato coinvolto, tuttavia mi risulta che alcuni dei locali saranno effettivamente utilizzati nei prossimi mesi dal liceo Peano.

 

Infine: quali argomenti crede sia necessario affrontare da subito nella speranza che il Covid non costituisca più un’emergenza, per ridare slancio all’azione amministrativa? In verità non ci siamo mai fermati. Se è vero che la principale e quasi esclusiva occupazione del comune nel periodo da fine febbraio a giugno è stata la pandemia, questa estate gli uffici hanno ripreso una serie di azioni in programma: oltre agli adeguamenti degli edifici scolastici già menzionati e la riorganizzazione dei servizi per l’infanzia, è proseguita la fase progettuale per la variante generale del piano regolatore che vogliamo portare in consiglio per la fine dell’anno; è in corso la progettazione di interventi di opere pubbliche di cui in parte abbiamo già parlato la settimana scorsa ed una serie di iniziative di promozione per la stagione invernale; inoltre partiranno finalmente i progetti utili alla collettività in cui saranno impegnati i percettori del reddito di cittadinanza.

 

Nella foto: i lavori per la scuola in piazzale Mossi

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