PERCHÈ È CONSIGLIATO IL VACCINO CONTRO L’INFLUENZA STAGIONALE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   14/10/2020 00:00:04 

 

L’autunno inverno porta raffreddori e influenza, malattie stagionali che sarà importante tenere sotto controllo soprattutto con la vaccinazione antinfluenzale gratuita dai 65 anni in poi, molto consigliata quest’anno per la presenza del Covid-19. Anzi si sta parlando di renderla gratuita anche per gli adulti dai 60 anni, per i bambini e gli adolescenti per distinguere meglio i probabili casi di Covid.  Saranno i medici di base a somministrare gratuitamente i 17 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale acquistati dalle Regioni per proteggere gli over 60, bambini da 6 mesi a sei anni, malati cronici, operatori sanitari. Per il resto della popolazione le dosi saranno in vendita nelle farmacie. La campagna vaccinale partirà ad inizio ottobre e proseguirà per l’intero inverno secondo le linee guida di Oms e Aifa. Qualcuno propone di renderlo gratuito anche per tutti i ragazzi in età scolare. Le Regioni e il ministero stanno valutando la disponibilità delle dosi e la loro reperibilità sul mercato perchè il vaccino sia a disposizione di chiunque. Lo scorso anno si è vaccinato il 18% degli italiani, un over 65 su due, quest’anno vaccinarsi sarà un’arma in più contro il Coronavirus, un buon sistema per combattere le infezioni. L’apprensione e la preoccupazione esistono soprattutto nel mondo della scuola dove il Covid può annidarsi fra i bambini senza manifestarsi e arrivare a genitori e nonni. La vaccinazione contro la normale influenza è per questo un’arma in più per poter distinguere far le due malattie, entrambe respiratorie, che colpiscono le vie aeree, naso, gola, polmoni ed hanno gli stessi sintomi: febbre alta, tosse e dolori muscolari, mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola; possono presentarsi anche nausea, vomito e diarrea. Contagiosità: si è infetti già nel periodo di incubazione, prima della manifestazione dei sintomi. Gli adulti restano infetti da tre a sette giorni, i bambini più a lungo. Come si trasmette: con goccioline di saliva e secrezioni respiratorie in modo diretto (tosse, starnuti e colloquio ravvicinato) e indiretto (dispersione di goccioline e deposito di secrezioni sulle superfici). Come si previene: evitare i luoghi affollati, lavare spesso le mani, soprattutto dopo aver tossito o starnutito, evitare di toccarsi il viso, coprire la bocca con la mascherina quando si tossisce e si starnutisce, areare spesso le stanze dove si vive, restare a casa se malati per non infettare altre persone. Complicanze: polmoniti batteriche, disidratazione, sinusiti, otiti, più frequenti al di sopra dei 65 anni. Allattamento: il virus influenzale è presente in tutto l’organismo e quindi anche nel latte ma i bambini sono coperti dagli anticorpi, il virus però si può trasmettere con le goccioline quindi munirsi di mascherina. Quando si raccomanda la vaccinazione: il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare l’influenza e che non abbiano specifiche controindicazioni. La vaccinazione è gratuita per i soggetti a rischio, addetti a servizi pubblici come medici e forze di polizia e personale a contatto con animali, donatori di sangue. Chi vaccina: Asl, medici di base, pediatri. Effetti indesiderati: i vaccini inattivati somministrati intramuscolo possono causare dolore, rossore nel punto dell’iniezione, febbre, dolori muscolari, mal di testa, orticaria. I vaccini inattivati contengono il virus ucciso e non causano la malattia come anche i vaccini a base di virus vivente (non usati in Italia). Le reazioni si manifestano entro 6-12 ore e durano un giorno o due. Sicurezza: il vaccino ha un buon livello di sicurezza. Non va somministrato al di sotto dei sei mesi, nei soggetti che manifestano azioni anafilattiche, malattie acute con o senza febbre. In gravidanza: la vaccinazione è consigliata anche in gravidanza.