CANTINE VOLPI, TORTONA - E’ L’ORA DEL “NOVELLO” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/11/2020 00:00:05 

 

Dal 30 ottobre scatta l'ora x per il Novello. Vino largamente sottovalutato che, secondo Carlo Volpi che lo produce dal 1978, merita invece attenzione. Sfatando alcuni luoghi comuni a partire dal fatto che si debba consumare entro Natale: "In molti confondono il periodo limitato di vendita del Novello, che va dal 30 ottobre al 31 dicembre, con quello di degustazione che, invece, può andare ben oltre il Natale. Il Novello, se fatto con passione e amore, come tutti i vini di ottima qualità non ha scadenza".

 

IL NOVELLO È MISCHIATO CON VECCHI VINI?

Altro stereotipo è che il novello sia mischiato con "vini vecchi". Il Novello è il frutto della lavorazione delle uve della vendemmia appena terminata, "tanto è vero - sostiene Volpi - che è considerato un indicatore, una sorta di «anteprima» di quello che sarà il risultato della vendemmia". 

 

VANNO BENE TUTTE LE UVE ROSSE?

Infine, non tutte le uve rosse sono adatte, ma è necessario invece individuare quelle che maggiormente si prestano al processo di vinificazione accelerata che avviene con la tecnica della macerazione carbonica. "Negli anni si è commesso l’errore di utilizzare uve non adatte, con livelli di tannino molto importanti e molto alcool - conclude Volpi - Per questo motivo, da oltre 40 anni per il nostro Novello utilizziamo le uve del vitigno Dolcetto dei Colli Tortonesi dalla maturazione precoce, che dà luogo ad un prodotto particolarmente morbido, fresco ed armonico molto apprezzato anche nei mercati esteri più lontani: Germania, Russia e Giappone”. Dal colore rosso vivace e dal profumo intenso di uva appena vendemmiata, il Novello Volpi è 100% Dolcetto dei Colli Tortonesi. Da abbinare con il salame crudo dei Colli Tortonesi, dal caratteristico impasto a grana grossa, dal sapore dolce e delicato e ottimo anche con le caldarroste. Prodotto in 5.000 bottiglie, è distribuito in ho.re.ca e in grande distribuzione. Nel 1978 Cantine Volpi è stata una delle prime aziende italiane a proporre il Novello al mercato italiano, ispirandosi alla storica tradizione dei cugini francesi del Beaujolais Nouveau. Una strada che all'inizio hanno seguito in molti, attratti dalla possibilità di fare cassa subito, senza aspettare i tempi più lunghi imposti dalla vinificazione tradizionale. In breve tempo però la "massificazione" ha portato alla produzione di novelli non sempre di qualità, creando disinteresse nel mercato. Ora lo fanno in pochi produttori tra cui Cantine Volpi che, dal 1978, non ha mai saltato un anno.