OSPEDALE: PRESI IN GIRO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/11/2020 00:00:10 

 

Ci hanno preso bellamente in giro, in Alessandria ove ha sede l’Asl ed a Torino, ove ha sede la Regione. Dopo il blitz di Raviolo ad inizio marzo il nostro ospedale divenne il primo Covid Hospital italiano. Ci dissero, da Cirio ed Icardi a Chiodi, che saremmo stati ricompensati per questo sacrificio, che è costato moltissimo ai tortonesi. Non abbiamo visto nulla, né in termini di contributi, né di azioni concrete, se si eccettua il fatto che, a qualche anno di distanza dall’annuncio, sono stati appaltati i lavori per la fisiatria, che chissà se arriverà mai. In compenso abbiamo fatto girare medici ed infermieri per mezza provincia, e cosa ancor più grave, abbiamo fatto girare per mezza provincia ed in Lombardia tutti i pazienti. Poi finalmente, venuto il caldo estivo, si è iniziato a parlare di rilancio, in cogestione con il privato. Noi che da anni ci siamo battuti per il rilancio del nostro ospedale consideriamo questa mossa l’unica possibile: è ormai solare a tutti che la nostra Regione non può, economicamente, e non vuole, politicamente, rilanciare il nostro ospedale, farlo tornare ai tempi felici ante Covid, almeno, quando il pronto soccorso era un Dea, e nei corridoi ora desolatamente deserti ferveva l’attività con tutti i reparti indispensabili a dare la giusta risposta sanitaria ad un territorio che, tra l’altro, ha la caratteristica di essere abitato prevalentemente da anziani. La scorsa settimana invece è accaduto di tutto. Si è iniziato con le più ampie rassicurazioni che nulla sarebbe stato toccato all’ospedale, poi piano piano si è aperto il reparto Covid, si sono spostati i malati, e sabato pomeriggio, il solito Raviolo - cacciato a suo tempo ma fatto rientrare per vedere di sistemare la confusione torinese - piomba a Tortona e verso sera la Regione comunica che ci sono 16 nuovi Covid Hospital in Piemonte, e nella nostra provincia, guarda caso, oltre alla Clinica Salus, di cui si sapeva già dalla scorsa settimana, la scelta è caduta su Tortona. Avranno detto “Dai! L’abbiamo fatto una volta, nessuno ha protestato più di tanto, perché non rifarlo?”. E subito dopo sono giunte le scuse. Icardi, l’assessore cui è spettata la decisione, che dichiara “non ho potuto oppormi alla scelta tecnica del dipartimento delle malattie infettive. Chiedo comprensione, l’ospedale tornerà alla normalità appena possibile e certamente la riconoscenza a Tortona sarà tangibile”. Stiamo ancora aspettando per la decisione di marzo, assessore! Anche il sindaco Chiodi non è da meno. Colto alla sprovvista da una decisione che è passata sulla sua testa dà la colpa alla “parte tecnica” come se l’assessore regionale e la politica non avessero potere di decisione. Ed anche lui parla che “un prezzo da pagare (dalla Regione) per questa imposizione, è inevitabile” come se si fosse dinnanzi ad una trattativa al mercato: io mi lascio prendere una cosa da te, poi tu mi ricompensi in seguito. Un giochino cui purtroppo non possiamo più credere. La scelta è della politica regionale, ed alla politica regionale deve essere ascritta. Chiodi deve avere la forza di smarcarsi. Prima di chiudere, però, visto che ormai tutti dicono la loro, scriviamo anche la nostra: cosa è dell’idea, che era balenata questa primavera, di lasciare il Piemonte e chiedere di essere annessi alla Lombardia? Piuttosto che essere trattati a pesci in faccia, perchè non provare un’altra regione?