SALE - A PROCESSO PER I RIFIUTI. 14 MILA TONNELLATE STOCCATE A FRONTE DI SOLE 174 AUTORIZZATE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   18/11/2020 00:00:05 

 

Prossima udienza rinviata al 10 dicembre 2021

 

Dopo la prima udienza del giugno scorso giovedì 5 novembre si è svolta la seconda udienza, dinnanzi al tribunale di Alessandria, del processo per lo stoccaggio abusivo di rifiuti scoperto a Sale nel gennaio del 2018; si è trattata di un’udienza interlocutoria con rinvio al 10 dicembre, ma del 2021! Imputati sono Vittoria Dall’O, amministratore unico della Tommasi srl la società di Gargallo in provincia di Novara che aveva ottenuto l’autorizzazione a stoccare rifiuti in via Stramesi, Claudio Tommasi, amministratore di fatto della società ed il salese Pierangelo Rossi, amministratore unico della società agricola Eden srl proprietaria dell’area in via San Giuliano 42 ove è stato sequestrato un capannone (in foto). Più precisamente i primi due devono rispondere di aver effettuato, “pur in possesso di autorizzazione provinciale in ordine ad un capannone in via Stramesi, l’attività illecita di raccolta e recupero per il successivo smaltimento di rifiuti speciali «non pericolosi» per un quantitativo di 14 mila tonnellate”. Gli incaricati della Provincia che effettuarono il primo sopralluogo il 17 e 18 gennaio 2018 accertarono la presenza di “rifiuti speciali non pericolosi detenuti in parte all’interno di un capannone aziendale che non era stato indicato nella planimetria allegata all’autorizzazione ed in parte all’interno di un secondo capannone non autorizzato”. Sempre Dall’O e Tommasi devono rispondere di non aver osservato le prescrizioni contenute nell’autorizzazione provinciale, in particolare di aver stoccato 14 mila tonnellate in luogo delle 174 autorizzate. In più la procura contesta loro violazioni di carattere penale in materia di prevenzione antincendio “non presentando la segnalazione di inizio attività, omissione da cui sarebbe potuta derivare in caso di incendio, un grave pericolo” ed “omettendo di adottare le misure idonee per prevenire gli incendi e tutelare l’incolumità dei lavoratori” e di posizionare “la necessaria segnaletica di sicurezza”. La sola Dall’O deve rispondere inoltre di non aver ottemperato alle ordinanze emesse dal sindaco di Sale il 26 febbraio ed il 5 giugno 2018 che intimavano alla società, la prima lo sgombero entro 30 giorni dalla notifica, la seconda entro 15 giorni “di tutti i rifiuti presenti nel capannone agricolo di proprietà della società Eden srl”. Infine i tre imputati devono rispondere di aver “effettuato in tempi diversi l’attività illecita di raccolta e recupero per il successivo smaltimento di rifiuti speciali «pericolosi» e «non pericolosi» di natura eterogenea imballati meccanicamente e legati con filo metallico per complessive 1.800 tonnellate circa”. Naturalmente a questo capo di imputazione seguono quelli relativi alla mancata segnalazione di inizio attività per la prevenzione antincendio, l’omessa adozione di misure idonee per prevenire incendi e la mancanza della segnaletica di emergenza. Al processo, come parti civili, hanno intenzione di costituirsi sia il comune di Sale che la Provincia di Alessandria.

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