FARE BENE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   18/11/2020 00:00:08 

 

Purtroppo giunti a questo punto non c’è molto da aggiungere se non: stiamo in casa il più possibile, limitiamo i contatti al minimo indispensabile, e speriamo di cavarcela. Qualche numero di questa pandemia, come potrete leggere in altra parte del giornale, ci è di conforto, ma la realtà delle cose, da settimane, ci dice che il pericolo è sempre crescente e che bisogna stare attentissimi. Alla faccia di quei cretini che fino a poche settimane fa parlavano di feste, aperitivi ed incontri conviviali: non avevano capito nulla, i più, o non volevano capire, alcuni, cui faceva comodo avere le fette di salame sugli occhi. Non è più il tempo di grandi discorsi, di articolare interventi su quanto è necessario fare. Basta andare indietro di qualche mese, leggere i racconti che abbiamo pubblicato di tortonesi che il Covid lo hanno avuto, e fortunatamente lo hanno vinto, ma che hanno sofferto settimane, mesi in terapia intensiva: il 30enne, i vari medici, l’anziano che è ritornato a casa dopo 150 giorni di ospedale, o il vigile che è rimasto ricoverato 68 giorni ed ancora non è in grado di rientrare al lavoro. Per questa settimana già triste, due belle frasi, tratte da due capolavori letterari, distanti secoli l’uno dall’altro, che, se non lo avete ancora fatto, vi invitiamo a leggere. La prima frase, rivolta ai nostri governanti, da quelli locali a quelli nazionali, è di Manzoni, tratta da I Promessi Sposi “si dovrebbe pensare più a fare bene che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio”. La seconda, invece, è tratta da L’ombra del vento, di Carlos Luiz Zafón, recentemente scomparso a 55 anni, un vero capolavoro di questo secolo, da 8 milioni di copie: “Gli esseri umani sono disposti a credere a qualunque cosa tranne che alla verità”. Ecco la verità o la realtà, l’abbiamo sotto gli occhi, impietosa: crediamoci, per la miseria, ed adeguiamoci, prima che sia troppo tardi.