UN PASSAGGIO PER LA LUCE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   13/01/2021 00:00:08 

 

Come sarà questo 2021 appena iniziato, ce lo stiamo domandato tutti. La risposta non l’ha nessuno, anche se per essere peggiore del 2020 bisognerà che il 2021 si impegni molto. Era iniziato tutto abbastanza bene, 366 giorni fa, poi a fine febbraio la pandemia si è impadronita della nostra vita normale, che ci sembra ora lontana un secolo, delle nostre abitudini, e tutto è stato diverso. Per alcuni mesi il mantra di molti è stato “andrà tutto bene” e per tutto il Paese si sono visti cantanti al balcone, manifestazioni ed arcobaleni dalle finestre, sentiti inni di speranza. Poi piano piano tutto è scemato, tutti hanno preso contatto con la realtà, e l’umore è diventato più grigio, la vita più difficile. Ci siamo dovuti abituare alle code, che erano sparite dai tempi della guerra, a stare in casa forzatamente, a coniugare, per molti, il pranzo con la cena perché non c’era lavoro o perchè la cassa integrazione non arrivava. Poi è scoppiata l’estate, tanti, troppi hanno pensato che tutto fosse passato, che la pandemia fosse ormai superata, o divenuta molto meno pericolosa, ma così non è stato. L’autunno ha rimesso tutti, o per lo meno i più, in riga anche se la stretta della crisi economica si è fatta ancor più serrata, e dolorosa.  E’ vero: quando c’è l’emergenza non si sente dolore, perchè si ha uno solo scopo: quello di uscirne. Il dolore viene dopo, quando l’emergenza diviene la normalità, ed allora tutto diviene più pesante, più difficile da sopportare. L’arrivo del vaccino, pur con tutte le difficoltà che dovremo superare per raggiungere un livello di vaccinazione utile, fa sicuramente ben sperare. Ma attenzione, il vaccino non è un liberi tutti immediato e, temiamo, non permetterà il ritorno allo status quo ante Covid. Lo scrivemmo in primavera: abbiamo vissuto l’epoca anti Covid, quella del Covid che la fa da padrone, ed ora ci accingiamo (forse) a vivere quella post Covid, che sarà diversa da quella precedente. Allo stato attuale le vaccinazioni contro il Coronavirus dovranno essere ripetute per anni prima di arrivare all’eradicazione della malattia (per il vaiolo, ad esempio ci volle un decennio) ma intanto è già stato fatto un grande passo in avanti. Ma è anche vero che il vaccino guarirà le cellule, non l’anima e qui si apre un altro capitolo, per ora inesplorato, che temiamo sarà di grande attualità nel corso dell’anno: curare le ferite dell’anima non sarà affatto facile. Però, probabilmente, il vero grande problema è quello economico. Inutile nasconderci: la crisi del 2020 è la più grave che l’Italia abbia sofferto dalla fine della guerra, più ancora di quella che ci obbligò nel 1973 a non usare la macchina nei giorni festivi, la famosa crisi petrolifera.  Non sarà facile riprendersi, il post Covid cambierà moltissime cose, e dovremo abituarci ad un altro tipo di economia. Tutto è ancora incerto, il 2021 sarà solamente un anno di transizione, e se tutti noi rispetteremo ancora le regole del distanziamento, dell’igiene delle mani, della mascherina indossata correttamente in pubblico dovremo vedere, tra 365 giorni, la luce oltre il tunnel, quella luce di cui scrivemmo a fine marzo, che ci traghetterà verso una nuova vita, e verso anche una nuova tranquillità. In fondo, come cantava Leonard Cohen “c’è sempre un passaggio attraverso cui la luce può entrare”. Diamole tutti una mano.