AL VIA L’ITER PER LA SCELTA DEI SITI PER LO STOCCAGGIO DEI RIFIUTI NUCLEARI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   13/01/2021 00:00:09 

 

Ci ha sinceramente sorpreso la grancassa che, soprattutto dai partiti all’opposizione, è stata battuta per la pubblicazione, avvenuta il 5 gennaio scorso, dell’elenco dei siti che Sogin, la società per il nucleare italiano, ha individuato per realizzare depositi di rifiuti nucleari. Ci ha sorpreso perché, innanzitutto, la notizia non è nuova: la mappa, infatti, risale al decreto legislativo 31 del 2010 (non c’è errore di data, 11 anni fa) che aveva iniziato l’iter per l’individuazione dei luoghi. Poi perchè alcuni dei nomi ufficialmente resi noti nei giorni scorsi erano già ampiamente conosciuti, e non segreti, anche se la segretezza doveva restare fino alla comunicazione ufficiale. Per la nostra provincia i siti individuati sono: Alessandria-Castelletto Monferrato-Quargnento; Fubine-Quargnento; Alessandria-Oviglio; Bosco Marengo-Frugarolo; Bosco Marengo-Novi Ligure; Castelnuovo Bormida-Sezzadio. Insomma c’è questa grande confusione, come se di colpo tutti i politici, di ogni parte, avessero scoperto ora questo problema, ma ci pare solo ipocrisia.  Sul sito depositonazionale.it tutti possono consultare le “aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi” potendo fare osservazioni entro 60 giorni dalla pubblicazione, così come vuole la legge in questi casi. In verità l’unica cosa che non comprendiamo completamente è perchè si sia scelto proprio questo periodo, in piena pandemia, per dare il via a questa operazione di consultazione cui tutti possono partecipare. Bisogna poi anche ricordare che il Deposito nazionale sarà costituito da più strutture pubbliche di superficie che ospiteranno i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, sia per rifiuti a media ed alta intensità, prodotti dall’esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari, che per quelli a molto bassa e bassa intensità, praticamente quelli provenienti dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industria e ricerca. Ad esempio in zona esiste uno stoccaggio di rifiuti di questo genere ormai da numerosi anni.  Come esiste, da anni, una sede della Sogin lungo la ex statale 35 bis dei Giovi a Bosco Marengo, mentre a Trino Vercellese vi era una centrale nucleare. L’estensione del deposito e del Parco Tecnologico, centro per la ricerca e di gestione dei rifiuti che, nelle previsioni della Sogin “rappresenterà una reale integrazione con il sistema economico e di ricerca, contribuendo allo sviluppo sostenibile del territorio nel quale sorgerà” sarà di circa 150 ettari. All’interno di 90 costruzioni dette celle verranno collocati contenitori in calcestruzzo speciale che racchiuderanno i contenitori metallici con i rifiuti radioattivi”: le previsioni parlano di 78 mila metri cubi di rifiuti a molto bassa e bassa attività e, una volta completato il riempimento, “le celle saranno ricoperte da una collina artificiale di materiali inerti ed impermeabili. In un’apposita area del deposito sarà realizzato un complesso di edifici idoneo allo stoccaggio di lungo periodo di circa 17 mila metri cubi di rifiuti a media e alta attività che resteranno temporaneamente al Deposito, per poi essere stoccati definitivamente in un deposito geologico. In ogni caso sul sito depositonazionale.it si possono reperire tutte le informazioni del caso, i documenti da esaminare ed i moduli per le osservazioni. Insomma è venuto il momento delle istanze popolari, e già chi è contro storicamente al nucleare si sta mobilitando, e soprattutto delle decisioni che devono essere assunte dagli amministratori locali e regionali. Insomma, esiste un pericolo reale e finalmente reso pubblico, di avere un deposito nucleare vicino a casa, è bene che tutti si mobilitino. E la pubblicazione dei dati non è una decisione presa di notte in clandestinità, come qualcuno ha affermato, ma l’avvio di un iter. Ripetiamo, a prescindere dal tema, importantissimo, la nostra prima perplessità riguarda proprio il momento in cui si è deciso di rendere pubblico il tutto: sono passati quasi 11 anni, qualche mese in più non avrebbe cambiato nulla.