INTERVISTA ALLA DIRETTRICE CISA MARIA TERESA ZAMBOSCO - “NON È STATO FACILE MA IL CISA È SEMPRE STATO PRESENTE” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   17/02/2021 00:00:12 

 

Da poco più di un anno Maria Teresa Zambosco è il nuovo direttore del Cisa, dopo esserne stata per tanti anni la responsabile amministrativa. L’abbiamo avvicinata per un’intervista.

 

E’ stato sicuramente un anno speciale e molto difficile. Ce lo vuole illustrare? L’emergenza sanitaria ancora in corso ci ha portato a dover rimodulare più volte i servizi del Consorzio. E’ stato necessario bilanciare la gestione dei servizi che non potevamo ma soprattutto non volevamo in alcun modo interrompere, con la tutela della salute dei dipendenti (attivando protocolli sanitari, procedure per lo smart working e di fatto riorganizzando l’ente). Il Consorzio eroga servizi sociali a favore di 40 comuni del territorio tortonese per un totale di 60 mila abitanti. I servizi sui quali l’emergenza Covid ha inciso maggiormente sono stati: • la gestione delle strutture residenziali per anziani non autosufficienti (R.s.a. “G. Bossi” di Pontecurone e la R.s.a. di Castelnuovo Scrivia con un totale di 58 posti letti); • la gestione della struttura semi-residenziale per adulti disabili (centro diurno San Carlo di Castelnuovo Scrivia per 12 posti a disposizione); • l’assistenza domiciliare a favore di anziani autosufficienti, non autosufficienti e disabili che permette di mantenere al proprio domicilio le persone evitando il più possibile il ricovero ospedaliero; • l’educativa territoriale a favore delle famiglie con minori in difficoltà sociale; • l’assistenza economica a sostegno del reddito, con particolare riferimento ai nuclei familiari con minori. La gestione delle strutture residenziali e semi residenziali sono state riorganizzate e gestite con l’ottica di limitare il più possibile disagi ai familiari e agli ospiti particolarmente fragili.

 

In pratica come vi siete comportati? Nel Centro Diurno, nella fase di chiusura totale, si è provveduto a convertire rapidamente le modalità di gestione, mantenendo un contatto giornaliero con gli ospiti e i loro familiari: occorreva non lasciare soli gli utenti e diventare un punto di riferimento in caso di necessità. Con molto impegno, oggi, l’attività è ripresa in presenza, organizzata secondo la  turnazione di piccoli gruppi, nel rispetto della normativa. Chi, invece, resta al domicilio mantiene il contatto con il gruppo “da remoto”. In una fase storica in cui il “mantra” è distanziamento sociale, siamo riusciti - e lo dico con orgoglio - a mantenere forte il legame ed il senso di appartenenza ad un unico gruppo con una quotidianità costante e scandita, sia in presenza che da remoto. Il servizio di educativa territoriale è stato rimodulato più volte, passando da una fase a distanza, per mantenere un costante contatto con i ragazzi, aiutandoli nella didattica a distanza e nel difficile passaggio al digitale. Ci sono stati inoltre momenti di ascolto, condivisione e confronto su quanto stava accadendo nella nostra società e nelle loro vite per tenere vivo un dialogo teso ad elaborare questa difficile situazione per la fascia di età pre-adolescenziale ed adolescenziale. Con la ripresa della scuola, l’organizzazione è passata a piccoli gruppi in presenza a rotazione con il costante contatto con quelli a casa “da remoto”. Ora, per le scuole medie, abbiamo un ibrido tra i due sistemi, in attesa di poter definire un nuovo protocollo per la ripresa dopo le vacanze di Natale. Il Consorzio grazie alla collaborazione con i comuni, le scuole e le associazioni di volontariato del territorio ha fornito alle famiglie in difficoltà numerosi strumenti informatici (pc, tablet) che hanno permesso a molti la gestione della didattica e delle attività da remoto. Con fondi stanziati dalla Regione Piemonte, ed in collaborazione con le comunità residenziali per minori, abbiamo messo in opera un progetto ricreativo per i ragazzi ospiti e seguiti dall’ente con l’obiettivo primario di mantenere la socializzazione ed il contatto con amici e familiari. Per il servizio di assistenza domiciliare sono stati garantiti gli interventi indifferibili ed essenziali. Abbiamo incrementato il numero di pasti consegnati a domicilio e realizzato attraverso questo canale la consegna della spesa alle persone fragili, per ridurre al minimo le uscite di casa. Gli automezzi del Consorzio sono stati messi a disposizione del comune di Tortona per la realizzazione del progetto “Spesa Solidale” e consegna farmaci, grazie alla presenza dei volontari del servizio civile e di alcune associazioni di volontariato. Il Consorzio ha sempre partecipato e svolto un ruolo attivo sui vari tavoli che si sono costituiti a seguito dell’emergenza sanitaria (tavolo contro la violenza di genere, cabina di regia provinciale per le Rsa per anziani non autosufficienti, unità di crisi costituita dal comune di Tortona, ecc..). Anche nei momenti più difficili e drammatici, il personale è stato encomiabile per professionalità ed alto senso del dovere: ciò ha garantito la continuità dei servizi assumendo spesso un ruolo di supporto all’utenza anche solo con una parola di conforto al telefono. E’ innegabile che grazie ad una struttura solida basata sui sindaci in prima linea e ad un management sempre presente le difficoltà affrontate sono diventate il nostro punto di forza. Non voglio tralasciare un doveroso pensiero di stima agli operatori delle cooperative sociali nostre partner che hanno dimostrato, in piena emergenza sanitaria, serietà, professionalità e spirito di servizio. E’ stato difficile giungere fino ad oggi, ma non sono mai stata e non mi sono mai sentita sola.

 

Crediamo che l’emergenza sanitaria sia stato il problema più arduo da affrontare. Ma il Cisa ha sempre avuto problemi ardui. L’assistenza, purtroppo, non è facile. Ci può dare qualche numero del lavoro che svolgete? Il 18 novembre è stata presentata all’assemblea dei sindaci la relazione sul riequilibrio dove sono stati evidenziati i dati dei principali servizi da gennaio a settembre.

Assistenza domiciliare anziani 11 mila ore circa 242 mila euro; assistenza domiciliare disabili 6.700 ore per un importo di 147 mila euro; pasti a domicilio circa 2.000 pasti per 21 nuclei famigliari; consegna spese 110 famiglie del territorio; minori in affidamento famigliare 17 per un costo di 39 mila euro; minori ospiti in comunità residenziali 27 con un costo di 438 mila euro; assistenza economica a 200 famiglie per un importo di 139 mila euro.

 

Un altro problema che avete dovuto affrontare è stato quello di organizzare programmi di lavoro per i percettori del reddito di cittadinanza. Come è andata? Il Consorzio su questo fronte ha proseguito l’attività di contatto, gestione delle richieste ed avvio dei cosiddetti patti per l’inclusione. Sono stati mantenuti, in pieno lockdown, gli incontri periodici con i soggetti del territorio coinvolti nella gestione e nel controllo delle pratiche di reddito di cittadinanza (centro per l’impiego, comune di Tortona, Guardia di Finanza). Nonostante una certa difficoltà nelle procedure, sono stati predisposti tutti gli adempimenti richiesti per l’attivazione dei Puc (Progetti di utilità collettiva). All’inizio dell’estate è stata organizzata una giornata informativa a favore dei comuni e dei soggetti del terzo settore per sensibilizzare questi ultimi sull’argomento. Il numero maggiore di beneficiari del reddito di cittadinanza coinvolti nei Puc è, come è facile intuire, rappresentato dagli utenti che hanno sottoscritto il patto per il lavoro presso il Centro per l’impiego. Quasi tutti i soggetti gestiti dal Consorzio rientrano, invece, tra le categorie esonerate per legge. Siamo proprio nella fase decisiva dell’avvio dei progetti di utilità collettiva, che avverrà non appena termineranno le restrizioni legate alla pandemia. In questo, la quotidiana collaborazione con il Centro per l’impiego di Tortona è stata fondamentale per rispettare le tempistiche. In assenza di “limitazioni Covid” saremmo già partiti da tempo. 

 

Un veloce sguardo alle finanze: tutto bene? I comuni pagano o sono in ritardo con le quote? La Regione ha liquidato quanto doveva? Il pagamento delle quote da parte dei comuni, rispetto agli anni precedenti, è migliorato, vista la particolare attenzione posta dal presidente dell’assemblea nel ricordare ai colleghi sindaci l’importanza nella puntualità del versamento a fronte dei servizi resi. Restano, purtroppo, le difficoltà nelle tempistiche di incasso dei trasferimenti regionali e statali che danno origine ad un avanzo di amministrazione esclusivamente tecnico e utilizzato completamente nell’esercizio finanziario successivo. L’esperienza di questo mio primo anno da direttore del Consorzio è stata difficile e stimolante, dopo quasi 20 anni di carriera sono giunta a questo traguardo che mi ha subito messo di fronte alla più grave emergenza sanitaria della storia recente. Gli obiettivi 2020 sono stati rivisti, alcuni progetti rinviati, altri solo sospesi. Sono consapevole dei sacrifici che tutti stiamo facendo e voglio augurare un sereno futuro, con la speranza che presto si torni a rivedere sorrisi non celati dalle mascherine ed abbracci tra le persone. Ne abbiamo tutti un immenso bisogno!