LA PAGINA DI CASTELNUOVO SCRIVIA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   24/02/2021 00:00:01 

Intervista ad Alberto Tuccio - Essere psicologo in tempo di Covid

 

Alberto Tuccio, psicologo e psicoterapeuta, si è formato presso l'Istituto Freudiano - Scuola di specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitico lacaniano. Oggi, oltre alla sua attività professionale, ricopre importanti incarichi tra i quali coordinatore clinico ed organizzativo del centro diurno riabilitativo psicosociale "Antennina di Milano" che accoglie minori e giovani adulti in difficoltà; è socio e membro interno dell'associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori onlus ed infine collabora con il nostro istituto Comprensivo "Bassa Valle Scrivia". L’ho incontrato per capire cosa significhi essere oggi psicologo in tempo di Covid e soprattutto i riflessi sociali che chi meglio di lui può conoscere in questo particolare momento.

 

Anche la tua professione non poteva che essere toccata dalla situazione generale contingente che da un anno ormai sta coinvolgendo tutto il mondo. Com'è cambiato il tuo lavoro? Intanto va ricordato che la professione di psicologo è stata ufficialmente riconosciuta solo da alcuni anni tra le professioni sanitarie, motivo per cui laddove fossero soddisfatte le condizioni di sicurezza e per i casi di necessità, gli psicologi hanno potuto continuare a ricevere anche in presenza. Tuttavia, l'ordine degli Psicologi, nel periodo del lockdown, ha consigliato di prediligere sedute a distanza, quindi attraverso l'ausilio di chiamate e videochiamate. Naturalmente non è un cambiamento da poco, la presenza fisica, con il proprio corpo, non è la stessa cosa che una seduta da remoto, ci sono peculiarità e specificità che implicano doverosamente delle modifiche, il rapporto viene mediato da un filtro e questo porta con sè delle conseguenze. Da remoto ci possono essere inoltre interruzioni, mancanza di privacy, problematiche legate alla connessione ed altre difficoltà che rischiano di rendere più difficile il lavoro. Forse per questo, fino ad aprile dello scorso anno, le sedute a distanza non erano estremamente diffuse. Certo, alcuni colleghi le usavano già come metodo di lavoro abituale ma era un tipo di setting che per lo più veniva utilizzato con una certa cautela, se non addirittura rifiutato. Con la pandemia, in alcuni casi, è divenuta l'unica modalità per proseguire il percorso e quindi la maggior parte degli psicologi ha iniziato ad usare software di videochiamata o altro per rendere possibili le sedute. Perchè questo, però, fosse possibile è stato necessario per ognuno porre attenzione a tutte le criticità sopracitate.

 

Il Covid-19 ha fatto la sua comparsa con i suoi molteplici effetti che ovviamente hai potuto cogliere in tutti gli ambiti in cui operi. Partiamo dai primi tre aspetti: pandemia, salute e lockdown. Innanzitutto la pandemia ha generato un'apprensione esponenziale proprio per la condizione generale che si è venuta a creare, per la gestione di un fenomeno che a tratti sembra inarginabile, provocando sconforto sul quale ovviamente è necessario intervenire. A livello di salute i timori principali che si affrontano sono legati al possibile contagio personale, dei propri cari così come dei conoscenti e purtroppo in alcuni casi ci si trova di fronte al dolore di un lutto. In fatto di lockdown, le difficoltà di vivere mesi di restrizione hanno rivoluzionato la vita di molti, segregati in casa, con effetti alla lunga sul tono dell'umore, con un incremento di vissuti ansiosi e depressivi. Nella seconda ondata, le necessarie restrizioni atte a contenere il numero dei contagi sono state forse meno dure ma le indicazioni e le rettifiche dei comportamenti individuali richieste sono state doverose ed anche molteplici, provocando un impatto nella vita di ognuno, nel modo di relazionarsi con gli altri, con effetti socio-relazionali ed emotivi significativi.

 

Sotto il profilo economico e lavorativo, quali gli effetti più problematici che richiedono l'intervento di uno psicologo o comunque di una guida che possa orientare questi particolari momenti? Le lunghe chiusure di molte attività, le difficoltà nella percezione della cassa integrazione, lavorare a singhiozzo, non di rado hanno avuto risvolti durissimi, che le persone portavano e portano tutt'oggi in seduta o nei loro racconti carichi di angoscia e spaesamento. Sul fronte lavoro, le attività che hanno potuto in qualche modo continuare, spesso hanno dovuto affrontare forti cambiamenti, rendendo sovente indispensabile l'uso degli strumenti digitali che hanno un impatto anche sulla percezione di sè, di quel che si fa, del tempo, spesso percepito come sempre più compresso. Il passaggio allo smart working può portare sicuramente vantaggi, come una maggiore possibilità di autogestirsi, ma non è così semplice come a dirsi. I ritmi, gli spazi, i tempi, i luoghi, che magari per anni hanno caratterizzato la vita di una persona, danno un senso, una determinata percezione di sè, definiscono dei limiti che permettono di orientarsi nel proprio quotidiano: quando un unico luogo, ad esempio la casa, diventa luogo per tutto, dove si svolge la vita familiare, lavorativa, amicale, l'attività sportiva, non è così semplice ed immediato riuscire a trovare un proprio ritmo, a non sentirsi spaesati e schiacciati dalle varie incombenze. In un contesto del genere, ancora di più in un periodo come quello del primo lockdown dove le restrizioni erano molto marcate, diventa arduo riuscire a dare spazi dedicati, almeno mentalmente, alle varie attività. E questo può essere soffocante perchè si viene a generare una situazione totalmente nuova che necessita spesso di un grande sforzo per riuscire a reinventare la propria vita in un contesto così differente.

 

Compagno di Chiara e padre di due splendidi bimbi, Michele e Francesco Federico, lunedì è uscito in tutte le librerie il tuo libro "Mio figlio sta crescendo!", una nuova tappa della Collana "Pollicino", edizioni San Paolo. Cosa ti ha spinto a scrivere un testo affrontando proprio le tematiche delle trasformazioni e delle separazioni in preadolescenza? Quando si entra nella preadolescenza, momento di passaggio cruciale segnato dalla pubertà, i ragazzi iniziano a sentire un po' strette tutte le costruzioni familiari che fino a quel momento hanno dato una certa sicurezza ed un senso al loro mondo. Ho cercato di mettere a fuoco la progressiva transizione dall'infanzia all'età adulta, offrendo ai genitori un percorso di riflessione sulla crescita dei figli, soffermandomi su alcuni snodi imprescindibili del tempo puberale ma anche affrontando rischi e sfide particolari dell'epoca preadolescenziale del giorno d'oggi.

 

Concludiamo con il tuo impegno anche nel mondo della scuola. Una realtà importante per i bambini ed i ragazzi, anche qui trasformata radicalmente in così poco tempo. Nelle scuole il primo lockdown è stato difficile da metabolizzare e molti sportelli si sono spesso bloccati. A settembre abbiamo ripreso, con modalità un po' diverse, le restrizioni hanno imposto alcuni cambiamenti. Così, per esempio, nelle scuole dell'Istituto Comprensivo Bassa Valle Scrivia, sto seguendo i ragazzi in presenza quando sono a scuola oppure da remoto quando sono in dad, mentre i colloqui con i genitori avvengono telefonicamente o attraverso piattaforme di videoconferenza. Una trasformazione che segue una situazione contingente che affrontiamo con grande impegno e che viene costantemente monitorata, ma posso dire che i risultati sono soddisfacenti.

 

In foto: Alberto Tuccio, psicologo e psicoterapeuta

Helenio Pasquali

 

Elezioni amministrative alle porte: si dovrebbe votare in primavera

Sette Giorni aperto al confronto e a ricevere interventi in vista del voto

 

L’attuale amminitrazione comunale è in scadenza di mandato essendosi insediata a palazzo Centurione nel 2016. Salvo eventuale nuovo rinvio per l'emergenza epidemiologica Covid-19, Castelnuovo farà  parte dei 1.291 comuni italiani in cui si andrà a votare per le amministrative, in una data compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno. A dire il vero, in paese non si sente ancora molto parlare di questa scadenza elettorale anche se ora si entrerà nel vivo considerando che, nel caso in cui questo arco temporale venisse confermato, si può ben dire che le elezioni siano davvero alle porte. Abbiamo colto qualche indiscrezione, alcune conferme ma non sono mancate le smentite anche se sappiamo perfettamente che i depistaggi vanno sempre considerati all'ordine del giorno. Attualmente la maggioranza è guidata dal sindaco Gianni Tagliani che ha la possibilità di ricandidarsi e bisognerà verificare se l'attuale giunta si ripresenterà compattata o se si registreranno alcune defezioni o ancora più in generale verrà scelta la strada del rinnovamento. Sui banchi dell'opposizione siedono due gruppi consiliari. Partendo dalla rappresentanza femminile, c'è il Movimento 5 Stelle guidato da Nabila Balduzzi e anche qui occorrerà capire la strategia del partito, se intenderà presentarsi nuovamente da solo, se continuerà a scegliere una connotazione politica o se farà parte di una coalizione più o meno civica. Sempre sul fronte della minoranza, troviamo la lista "Comune Trasparente" il cui capogruppo è Giovanni Ferrari. Alcune voci lo danno nuovamente candidato alla scalata di palazzo Centurione, altre portano in direzione opposta. A prescindere ora dagli schieramenti in essere, da fonti molto attendibili ci è giunta anche notizia della possibilità di una candidatura trasversale al femminile che avrebbe un impatto importante sul paese ma che non avrebbe nè smentito nè confermato, forse in attesa di ulteriori proposte. Anche se molto in sordina, inizia dunque il gioco degli equilibrismi, ma soprattutto dell'attenzione a non scoprire troppo presto le carte che si metteranno in gioco e dalle quali si delineeranno possibili e nuovi scenari. Intanto Sette Giorni, proprio in vista del prossimo voto amministrativo, sarà aperto a ricevere interventi, lettere e proposte da eventuali candidati, amministratori uscenti ma anche cittadini per un ampio confronto di idee e progetti per il nostro paese.

Helenio Pasquali

 

Il diacono Ernesto Stramesi in Duomo

 

Sabato 13 febbraio il diacono Ernesto Stramesi è stato accolto ufficialmente dalla comunità parrocchiale del Duomo di Tortona in qualità di aiuto pastorale del parroco don Claudio Baldi. Ernesto, castelnovese e da sempre legato alle radici del paese dove è nato nel 1946, ha lasciato la comunità pastorale di Castelnuovo Scrivia dopo 18 anni di ministero svolto soprattutto nelle parrocchie di Alzano, Guazzora e Molino dei Torti, senza dimenticare il suo grande e costante impegno profuso presso la Casa di Riposo "Balduzzi" dove ha svolto il suo ministero per tanti anni come altrettanto importante è stata la sua presenza all'interno della Confraternita di San Desiderio. Insieme a lui ha fatto il suo ingresso anche don Paolo Verri, già parroco di San Rocco in Voghera. La messa solenne di ingresso dei due nuovi aiuti pastorali è stata presieduta dal vescovo che ha messo in evidenza le difficoltà che si incontrano per la carenza del clero facendo comunque presente che i due nuovi ministri assegnati al Duomo sono segno della vicinanza del pastore a questa comunità che si è trovata priva del co-parroco don Luca Ghiacci destinato a Casteggio. Il vicesindaco Morreale, al termine della celebrazione, ha salutato il vescovo ed i due nuovi aiuti pastorali augurando loro un proficuo ministero. Il parroco don Claudio, a nome della comunità del Duomo, ha donato sia a don Paolo che al diacono Ernesto un'artistica stola.

(Foto Luigi Bloise)

Helenio Pasquali

 

Voglia di coriandoli

 

Domenica abbiamo festeggiato San Valentino, un po' meno i ristoratori liguri. Ma di questo se n'è già scritto abbastanza ed ancora una volta, chi doveva prendere decisioni importanti, ha dimostrato grande tempismo e sensibilità! Lo stesso dicasi per la montagna e i suoi impianti sciistici. Qui non si discute il merito dei provvedimenti. Semplicemente il modo in cui vengono comunicati ed adottati. E preferisco non andare oltre. Martedì abbiamo salutato il carnevale. Quando ero bambino, questi erano i giorni delle maschere e delle recite a scuola. Sapevamo tutto di Pulcinella, Pierrot, Arlecchino, Balanzone, Brighella e sicuramente ne dimenticheremo qualcuno. L'organico richiederebbe anche la panchina lunga. C'era l'asilo con le suore e siamo cresciuti a suon di pentolacce, felici come non mai a raccogliere caramelle, lecca lecca e dolci vari. Le memorie storiche castelnovesi ci raccontano le emozioni e l'attesa per i grandi veglioni di carnevale. Ricordi custoditi nelle pagine di una vita sempre più lontana da quella vissuta oggi. Che bello aver visto girare qualche mascherina, le strade colorate da coriandoli che regalavano un po' di gioia e spensieratezza. Perchè per i bambini carnevale resta e deve restare una festa. Una festa bella. Con un po' di nostalgia abbiamo ripercorso gli ultimi anni con i carri che attraversavano le vie del paese, la festa in oratorio e gli immancabili scherzi che facevi divertendoti, ma consapevole anche che avresti poi dovuto saperli accettare. E passato il carnevale, si aspettava l'alba della primavera, ma soprattutto il desiderio della prima festa che battezzava la nuova stagione, la tradizione di San Giuseppe. Chissà... Oggi, purtroppo, le ricorrenze del calendario sono cambiate, nostro malgrado. E così ritroviamo una data che mai avremmo pensato di dover ricordare e che resterà per sempre nella nostra memoria, con il primo anniversario dalla scoperta del "paziente 1" di Codogno. Speriamo presto di ritrovare la voglia di lanciarci coriandoli e stelle filanti, e di tornare a colorare anche le strade di Castelnuovo con le nostre belle tradizioni. Intanto, buon lavoro, presidente Draghi. Oggi più che mai, tutti auspichiamo e lo speriamo realmente, che il suo governo possa davvero fare un buon lavoro!

Helenio Pasquali

Liquidazioni ed incarichi per l’asilo

 

Liquidati all’ingegner Alessandro Brosio 2.030 euro per l’analisi acustica; 1.903 euro all’architetto Sergio Casalegno per lo studio di fattibilità incarichi relativi all’adeguamento del capannone industriale a scuola dell’infanzia. Infine per il progetto esecutivo dell’impianto elettrico è stato incaricato l’ingegner Roberto Ghisetti per un onorario di 634 euro.