UNA CENTRALE PER PRODURRE BIOMETANO CON GLI SCARTI DELLA ROQUETTE VICINO ALLE CASE DI CASEI GEROLA E MOLINO DEI TORTI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   31/03/2021 00:00:07 

 

Si contesta la location che è vicina alle zone residenziali a cavallo del confine provinciale

 

Un impianto per la produzione di biometano sul confine con la Lombardia in Bassa Valle Scrivia, a pochissima distanza dalle case di Molino dei Torti e a un chilometro dal territorio di Alzano e Castelnuovo, desta preoccupazione per l’impatto ambientale, la qualità dell’aria e l’ammorbamento di una zona che su questi parametri ha già superato i limiti ammissibili in più occasioni. La scorsa settimana è arrivato  l’ok della Provincia di Pavia per l’impianto proposto dalla “Casei Gerola Green Energy Società Agricola” in località Magenta alle porte di Molino dei Torti. Ma ci sono anche 69 prescrizioni nella lunga e articolata determina dirigenziale che la società dovrà rispettare prima, durante e dopo l’eventuale avvio dell’impianto. E nella società c’è già chi storce il naso proprio per gli appunti fatti dalla Provincia: sembrerebbe, a prima vista, un’autorizzazione concessa turandosi il naso, in buona sostanza non volendo darla ma essendo obbligati per l’apparente coerenza delle carte. E c’è anche la possibilità, non remota, che a proporre un eventuale ricorso al Tar sia proprio la ditta proponente per contrastare eventuali prescrizioni ritenute troppo vincolanti. Dall’inquinamento acustico al trattamento degli scarichi, passando per i miasmi, sino alla viabilità e alle norme paesaggistiche le regole da rispettare e gli accorgimenti da attuare sono notevoli. Scorrendo le prescrizioni ce n’è una di particolare interesse per la sua formulazione e condizione davvero capestro per l’azienda. Si scrive che “…qualora dovessero manifestarsi, a seguito dell’applicazione da parte del comune di Casei Gerola, delle modalità di cui alla DGR Lombardia, in modo inequivocabile, odori molesti derivanti dalla fase di compostaggio, la Casei Gerola Green Energy Società Agricola dovrà provvedere, previa comunicazione alla Provincia di Pavia, al comune di Casei Gerola e all’Arpa di Pavia e Lodi, alla chiusura totale di detta area d’impianto dotandola di sistema di aspirazione e abbattimento…”. La decisione, in questo caso, è unilaterale, del comune di Casei Gerola, e chiudere un impianto non è cosa da poco. Ed è proprio il comune lombardo che oltre ad opporsi in Conferenza dei Servizi ha formulato un ampio e dettagliato rapporto depositato a Pavia che denuncia la vicinanza delle abitazioni, l’impatto odorigeno della produzione, l’ammorbamento della zona che lì accanto è residenziale. Così pure ha fatto Molino dei Torti che nella scorsa estate ha inviato una relazione in cui si dichiarava la netta contrarietà per la localizzazione del futuro impianto. Il progetto proposto consiste nella realizzazione di un impianto per la produzione di biometano ottenuto dall'upgrading (purificazione) del biogas proveniente dalla fermentazione anaerobica di insilati di sorgo e triticale, farinetta, liquame e letame bovino e prodotti dell’azienda Roquette Italia quali scarti di amido, tutoli, farina glutinata di mais, sfalci e spezzato. L’impianto è suddiviso nelle seguenti sezioni principali: stoccaggio delle biomasse, liquami e letame bovino e sottoprodotti; produzione del biogas; upgrading del biogas e produzione del biometano; compostaggio e produzione compost; gestione delle acque; altre infrastrutture e impiantistica funzionale al funzionamento dell’impianto biometano. Il processo consiste nella digestione anaerobica di 45.000 t/anno di materiale organico in ingresso nei fermentatori dove avviene la fase anaerobica durante la quale, le matrici in ingresso, vengono aggredite dai batteri, sprigionando il loro potenziale metanigeno e generando biogas che viene inviato alla fase di upgrading, dove viene trattato e trasformato in biometano. Successivamente liquefatto è stoccato e trasportato verso i luoghi di conferimento attraverso carri-bombolai. La capacità produttiva di biometano, con il quantitativo di biomassa previsto, sarà di circa 4.613.682 Smc/anno. Le aree di progetto risultano in disponibilità alla Casei Gerola Green Energy Società Agricola a r.l. come attestato dal contratto preliminare di compravendita di terreno stipulato con la RI.TO. Società Agricola S.r.l. in data 20/02/2020, e con Balduzzi Giuseppe e Maria Teresa Pleba, stipulato in data 10/10/2019. “Con il comune di Casei Gerola abbiamo preso contatti - dice il sindaco di Castelnuovo Scrivia Gianni Tagliani - perché non tranquillizza il fatto che un impianto così rilevante debba condizionare due paesi. Non si tratta di un progetto simile a quelli autorizzati per esempio sui nostri territori. Il business che c’è intorno a questo progetto - che pare poi essere messo in vendita - è sicuramente green ma soprattutto incurante del territorio, di chi vi abita e della qualità della vita. Non si confondano dunque altri impianti utili, al servizio dell’agricoltura o degli allevamenti, che non creano il problema principale della puzza per la vicinanza delle zone residenziali, che sono stati costruiti in mezzo alla campagna e che seguiamo con estrema attenzione, prova ne sono le sanzioni già comminate per irregolarità nello scarico. E’ un discrimine - conclude il sindaco - determinante sul quale il comune di Molino dei Torti che ha le case a cinquecento metri ha già espresso la sua netta contrarietà. Nessuno vuole impedire la produzione di biometano ma la zona individuata va a compromettere la qualità della vita dei cittadini. Per questo motivo, insieme agli altri enti locali, ci riserviamo la possibilità di ricorrere in giudizio per contrastare la localizzazione dell’impianto”.

 

Immagine di repertorio di un impianto di biomassa