CASA D’ACCOGLIENZA: L’ATTIVITÀ DEL 2020 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   09/06/2021 00:00:07 

 

Il 2020 è stato il 33° anno di attività della Casa d’Accoglienza, il sesto nella nuova sede di corso Repubblica. Purtroppo sia il 2020 che il 2021 sono stati letteralmente stravolti dall’epidemia del Covid-19. Questi i dati statistici relativi agli effettivi  215 giorni di apertura al pubblico del 2020 riferiti dal presidente Eugenio Presciutti. «Gli unici mesi “normali” in cui si è operato con il solito trend sono stati gennaio e febbraio, cioè quando si era all’oscuro del “ciclone Covid” in arrivo, poi, a parte i primissimi giorni di marzo, sono subentrate le disposizioni governative. Nei mesi di luglio, settembre ed ottobre  vi è stata una parvenza di ritorno alla normalità che è stata però bloccata dall’arrivo della stagione fredda che ha ridato virulenza alla pandemia. Il raffronto in percentuali con il 2019 è improponibile avendo operato in realtà ben differenti. Il settore “Pacchi Alimentari” è diminuito meno degli altri perché abbiamo fatto di tutto per onorare l’impegno del “pacco mensile”, in particolare, ed inoltre dato corso ad altre provvidenze per necessità insorte man mano nell’opera di contrasto alla fame. Ora però è doveroso evidenziare il clima di collaborazione che, tutti stimolati dall’evento calamitoso che ci ha travolti, si è ulteriormente instaurato tra organismi pubblici e privati che ha visto, in particolare, nell’ufficio assistenza del comune un  “Polo di Regia” e un punto di riferimento per tutti. La Casa di Accoglienza si è avvalsa, nel momento di crisi più profonda, dell’aiuto di giovani del Servizio Civile per la consegna a domicilio dei pacchi mensili che non erano stati ritirati di presenza e, da parte della Protezione Civile, per la consegna al campo sinti dei 44 pacchi previsti onde evitare assembramento. La elargizione di “pacchi alimentari” è diminuita del 15,8% (2.289 nel 2020). Precisiamo che dei 1.927 elencati, 1.294 (67,2%) - i cosiddetti “pacchi mensili” - sono andati a fruitori regolari (108 famiglie italiane residenti a Tortona, con dati certificati, a cadenza mensile) e 633 (32,8%) sono - i “pacchi extra” - per richieste giornaliere presentate, perlopiù, da stranieri e persone di passaggio. Tali richieste sono state 884 ma le abbiamo compattate in sole 633 per ricondurle ad un peso statistico standard. E’ però emerso un nuovo filone di richiedenti costituito da parecchi gruppi famigliari normalmente occupati negli spettacoli viaggianti (giostre, giostrine, baracche ed allestimenti vari) che da marzo 2020 a tutt’oggi sono bloccati per legge nell’espletamento del loro lavoro. Un gruppo di 6 famiglie è accampato nell’area di piazzale Piemonte tra il bocciodromo e l’ex-macello; altri sono a Castelnuovo, a Sale, a Rivalta, a Serravalle, a Travacò Siccomario. Il banco alimentare non si è mai interrotto come altre risorse: pasta donataci dalla provincia di AL, zucche e patate dall’Agape, frutta, fruttini, budini e yogurt dall’istituto San Giuseppe, formaggio dagli Alpini. Straordinaria è stata però l’idea dei Lions di far concentrare sulla nostra tessera dell’Esselunga quanti più punti possibile, sia da parte degli associati che da estranei, tanto che siamo arrivati ad accumularne 270.000 pari ad una spesa per olio di oliva, tonno, riso, zucchero, carne in gelatina, passata di pomodoro, ecc. di 2.430 euro. Abbiamo complessivamente distribuito 17 tonnellate di alimenti (-18% rispetto alle tonn. 20,8 del 2019). Il “Servizio Mensa dei Poveri” presso i Frati Cappuccini è stato da noi seguito con regolarità nei tre pasti settimanali concordati al lunedì, mercoledì e venerdì sino alla prima settimana di marzo con presenze medie a pasto servito ai tavoli di 15 utenti. Poi è scoppiato il Covid e la mensa è stata chiusa per riaprire solo nei mesi estivi. E qui è scaturita una nuova significativa “catena di solidarietà” per poter mantenere il servizio che ha visto coinvolti la Caritas Diocesana, la parrocchia del Duomo che ha messo a disposizione il sito per la distribuzione ddi sacchetti alimentari, l’ufficio assistenza del comune per l’attrezzatura logistica e i pasti provenienti dalle loro mense, l’istituto Santachiara la cui scuola alberghiera si alternava nella preparazione dei pasti, ed infine noi volontari della Casa d’Accoglienza per la composizione dei sacchetti mensa. Abbiamo quantificato in 2.785 i servizi alla mensa da noi effettuati in questo articolato anno 2020. Dall’11 gennaio scorso il servizio mensa è ritornato al Convento dal lunedì al sabato e sempre con servizio di sacchetti alla porta, con presenza, nei 3 giorni canonici, di 1 solo volontario onde evitare assembramenti. Si segnalano gli 82 rifornimenti di stoviglie, posate ed altri piccoli accessori per la cucina; le 14 cessioni di mobili, letti, materassi, elettrodomestici, apparecchi TV; il 10 corredini per nascituri. Sommando quindi i “contatti” avuti per confezioni di indumenti elargite e servizi vari (2.073), pacchi alimentari erogati (1.927), docce effettuate (341), pranzi distribuiti presso i frati e in via Perosi (2.785), rifornimenti di attrezzature per cucina (82) e cessioni di mobili ed elettrodomestici (14) arriviamo ad un totale di 7.222 servizi alla persona effettuati nel corso del 2020 (nel 2019 furono 10.810), senza contare le assistenze a domicilio, le situazioni di necessità seguite in risposta anche a segnalazioni delle assistenti sociali del Cisa e dell’ufficio assistenza del comune. La “popolazione” che frequenta la nostra struttura e a cui sono quindi rivolte le nostre attenzioni, riferendoci ai soli capifamiglia o ai single e indipendentemente dai più o meno ripetuti passaggi nel corso dell’anno, è costituita da 1.435 nominativi (erano 1.365 nel triennio precedente con un aumento, quindi, del 5,1%) suddivisi tra 53 nazionalità (prima erano 49): oltre all’Italia con 477 assistiti (eran o 434 in precedenza) Marocco con 432, Romania con 157, Tunisia con 66, Albania 43, Nigeria 38 le più numerose. Abbiamo eseguito l’esame sull’arco temporale degli ultimi 3 anni (2020-2019-2018) e, allo scopo di poter fare un confronto sui flussi migratori, indichiamo tra parentesi i dati del triennio 2018-2017-2016, almeno per le nazioni più consistenti: Alla Coop, per l’8° anno, lungo tutta la prima settimana di settembre, senza l’intervento fisico di volontari, si è svolta la Colletta di materiale scolastico  poi ripartito in parti uguali tra noi ed il  Volontariato Vincenziano per la distribuzione a scolari e studenti di famiglie bisognose. Per evidenti motivi non è stato possibile effettuare la tradizionale Colletta Alimentare Nazionale e pertanto l’organizzazione centrale ha proposto l’acquisto di Card figurative nel periodo dal 21/11 all’8/12 presso i supermercati principali. Si è cercato di aiutare il Campo Sinti con consegne straordinarie di viveri non lasciando mancare anche il conforto spirituale tramite le tradizionali visite con il vescovo Vittorio all’Epifania per la messa ed il 15 maggio per il rosario. La Casa del Pane di c.so Repubblica 6, che opera solo al mattino, ha continuato a metterci a disposizione. Nel corso dell’anno 1 adulto ha prestato “attività di volontariato e restituzione sociale” in ottemperanza a quanto concordato con il Magistrato di Sorveglianza di Alessandria. Un gruppetto di 6 nostri volontari ha prestato servizio al Dormitorio. Data la sua posizione strategica, alla Casa d’Accoglienza convergono talvolta casi umani particolari. Quest’anno ricordiamo Brunetta Floriana (nominativo di fantasia che, dopo aver usufruito dei nostri servizi comprendenti anche un sostegno alimentare, amava dormire sulla panchina di cemento sotto la tettoia della stazione ferroviaria appena fuori dalla sala d’aspetto (sulla quale spirò Barani Fanica nel 2019), tutta barricata tra i suoi bagagli ed a cui aveva accesso solo un piccione affezionatosi perché gli passava qualche ciotolina di crema di mela ricevuta da noi. Le competenti autorità provvidero ad alcuni ricoveri presso l’ospedale di Novi da cui però veniva dimessa per divergenze sul suo stato mentale. Un Tso concluse infine la vicenda e fu riportata in una comunità di Como ove aveva soggiornato parecchio.Vogliamo altresì ricordare la ex-volontaria Maria Pelizza, passata a miglior vita. Il 20 febbraio 2020 scadeva il mandato triennale del consiglio di gestione che ha tuttora una forzata proroga dovuta all’emergenza».

Il Presidente

Eugenio Presciutti