ERRORI NELLE CONVOCAZIONI PER I VACCINI DEGLI OVER 30; L’ASL CONTRO I SANITARI NO VAX 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   09/06/2021 00:00:09 

 

La gestione regionale della pandemia, e della sanità in generale, proprio in quest’ultimo anno ha mostrato i propri limiti, e non solo in Piemonte. Si è passati da regioni all’avanguardia, come il Veneto, a mesi in cui la gestione veneziana dell’emergenza era criticata. Per non parlare della Lombardia, che solo pochi mesi fa era in grande affanno con le vaccinazioni, ed ora è all’avanguardia, con numeri eccellenti. E così si può dire del Piemonte, che ha iniziato bene la campagna vaccinale, ma che poi si è persa. L’ultimo esempio riguarda le pre adesioni dei piemontesi con più di 30 anni iniziata il 28 maggio scorso. Ebbene: abbiamo avuto più di una segnalazione di errori marchiani nella prenotazione. Il messaggio sul cellulare, giunto anche tempestivamente, indicava una data, normalmente da luglio in avanti, mentre il sito della Regione “il piemontetivaccina” ne indicava un’altra, posticipata in alcuni casi di oltre un mese. Abbiamo segnalato questa anomalia all’Asl, e nell’arco di 24 ore abbiamo avuto due risposte diverse, e non definitive: la prima era che bisognava tenere valida la data del messaggio sul cellulare, la seconda che era valida quella riportata sul sito. “Ma comunque se gli arrivi di vaccino aumenteranno, tutto potrà cambiare ancora ed essere avvicinato nel tempo”. Insomma: abbiate pazienza, ed intanto da venerdì è aperta la pre adesione per i giovani dai 16 ai 29 anni. La seconda notizia, invece, è positiva perché finalmente l’Asl ha deciso di avviare la procedura che prevede il cambio di mansioni o la sospensione senza stipendio per quei sanitari, medici ed infermieri, che non si sono voluti vaccinare. Lunedì scorso, dopo la nomina da parte della giunta regionale dei nuovi direttori generali, il commissario dell’unità di crisi Antonio Rinaudo li ha ricevuti uno ad uno e consegnato loro le disposizioni del Dirmei, il dipartimento per le malattie  ed emergenze infettive, proprio per affrontare questo argomento e risolverlo, una volta per tutte. E’ in effetti inimmaginabile che vi siano ancora sanitari che non si sono vaccinati e che consigliano i propri mutuati o amici a non vaccinarsi. Le soluzioni che sono state prese in esame, poiché le liste dei vaccinati sono in possesso della Regione, sono due: spostare il dipendente a funzioni che non prevedono contatto con il pubblico, cosa non sempre facile, o sospenderlo dal lavoro e dallo stipendio, per i liberi professionisti, e quindi anche per i medici di medicina generale; in questo caso sarà l’ordine a provvedere alla sospensione dalla professione per un massimo di un anno, ma a Torino si sta prendendo in esame anche la possibilità, nei casi più eclatanti, di revocare la convenzione. Meglio tardi che mai.